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Direttrice Conad Pescara, il vocale sul ciclo mestruale e la replica: ‘Mai ordinato perquisizioni corporali’

Non ho mai dato l’ordine di fare perquisizioni corporali alle dipendenti“. Carla Di Tecco, direttrice del supermercato Conad di via del Circuito a Pescara, si difende così in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica.

‘Voglio il nome e cognome di chi ha il ciclo sennò gli calo le mutande’, la denuncia della Filcams-Cgil

La responsabile è finita nella bufera dopo la denuncia dalla Filcams-Cgil, che ha divulgato i contenuti di un vocale inviato sul gruppo WhatsApp dei capireparto: “Voglio il nome e cognome di chi oggi ha il ciclo mestruale, ok? Sennò gli calo le mutande io. Questa storia deve finire”. A provocare la reazione della direttrice – titolare il ritrovamento di un assorbente usato fuori dal cestino del bagno all’interno degli spogliatoi. In seguito a ciò, secondo quanto riferito dal sindacato, Carla Di Tecco avrebbe riferito di essere pronta a prendere provvedimenti qualora non si fosse trovata la responsabile dell’accaduto.

“Erano pronte contestazioni disciplinari a tappeto oltre che mancati rinnovi di contratti a tempo determinato” – sostengono dalla Filcams-Cgil.

La replica di Carla Di Tecco: ‘Messaggio vocale travisato’

“Non possiamo accettare un comportamento come quello che, purtroppo, abbiamo potuto accertare nel punto vendita in questione. Di conseguenza abbiamo deciso di procedere, come previsto dal nostro regolamento, alla risoluzione del contratto di affitto d’azienda” – aveva riferito l’amministratore delegato della Cooperativa Conad Adriatico, Antonio Di Ferdinando. Dall’altra parte Carla Di Tecco ha riferito che quanto affermato nel vocale del 14 aprile è stato travisato.

“Avevo dato soltanto disposizioni di scoprire chi fosse stata. Il turno che aveva lasciato l’assorbente sporco in bagno aveva smontato, era avvenuto al mattino e non avrebbe avuto senso controllare le lavoratrici del pomeriggio”. In passato, come riportato dal sito Open, la direttrice del supermercato Conad era stata al centro di una querelle giudiziaria dopo la denuncia di un dipendente nel 2020 al quale è stato riconosciuto un risarcimento dal Tribunale del lavoro.

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