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Floridia, revoca cittadinanza a italo brasiliani: disposta l’archiviazione, accolta la difesa dei legali Liguori e Savastano

Gli avvocati salernitani Francesco Liguori e Valentina Savastano hanno ottenuto dall’ufficio di stato civile del comune di Floridia, in provincia di Siracusa, un provvedimento di archiviazione sulle comunicazioni ex art. 7 Legge 241 del 1990, di avvio di procedimenti di revoca della cittadinanza italiana di cittadini italo-brasiliani.

La richiesta di revoca della cittadinanza dopo il procedimento penale a carico del titolare di un’agenzia di disbrigo pratiche

Nelle comunicazioni trasmesse ai ricorrenti, alle Autorità Consolari, alla Questura di Siracusa e al Ministero dell’Interno, si era rilevato che i procedimenti di revoca della cittadinanza degli italo-brasiliani erano stati originati dalle note della Questura di Siracusa, commissariato di Augusta, a seguito del procedimento penale a carico di pubblici funzionari e di un titolare di agenzia per il disbrigo pratiche per la richiesta di cittadinanza, operante nella provincia di Siracusa, conclusosi in primo grado con Sentenza di condanna con pene da 3 a 6 anni di reclusione, per reati di corruzione e immigrazione clandestina. La Questura avrebbe invitato il comune a valutare “la revoca della cittadinanza italiana acquisita da cittadini brasiliani nel periodo 1 novembre 2015 – 18 maggio 2017 in quanto la documentazione risulta inattendibile, inficiando l’autenticità delle pratiche relative alle concessioni suddette”.

Gli avvocati Liguori e Savastano hanno sostenuto che i ricorrenti e i loro ascendenti erano totalmente estranei ad ipotesi di condotte penalmente rilevanti, sia livello di agenti, sia a livello di concorrenti, confermato dal fatto che gli stessi non erano stati destinatari di alcun provvedimento di rinvio a giudizio. Sotto il profilo oggettivo, neppure il loro titolo di cittadinanza era tra quelli oggetto di accertamento, ovvero di verifica di legittimità sul piano penale, non rinvenendosi i loro nomi tra quelli attenzionati, nella sentenza; Peraltro anche il giudice penale nella sentenza di condanna in primo grado non aveva escluso che, alcune delle pratiche relative all’acquisto della cittadinanza collegabili al titolare di agenzia, fossero perfettamente legittime, in quanto formate da documenti
autentici, come è avvenuto nel caso di specie.

‘I cittadini italo brasiliani estranei all’inchiesta giudiziaria’

Pertanto, non vi era alcun automatismo tra la condanna in primo grado del titolare di agenzia e l’ “inattendibilità” della documentazione posta a base del titolo. Gli avvocati Liguori e Savastano hanno comunque rilevato che il giudizio penale non era definitivo, pendendo appello innanzi alla Corte di Appello di Catania. Anche la documentazione posta alla base della concessione della cittadinanza dei ricorrenti possedeva certificazione (apostilla) che dava pieno valore giuridico e ne attestava l’autenticità come proveniente dal pubblico ufficiale estero che l’aveva redatta Non vi era alcun procedimento innanzi alle Autorità competenti volto a contestare l’autenticità della documentazione, come redatta e sottoscritta da Pubblico Ufficiale.

‘I ricorrenti si sono avvalsi dell’Agenzia solo per formalità procedimentali’

“In definitiva, il mero richiamo ad un procedimento penale a carico del titolare dell’Agenzia di cui i ricorrenti si sono avvalsi unicamente per formalità procedimentali e giammai per la redazione dei documenti preordinati alla richiesta di cittadinanza poi assentita, non integrava valido presupposto per la revoca della cittadinanza” – viene evidenziato dai legali dei ricorrenti. A dipanamento di ogni ulteriore dubbio o equivoco, i deducenti si sono premurati di richiedere nuovamente le certificazioni già depositate al comune di Floridia, necessarie al riconoscimento della cittadinanza italiana, innanzi alle Autorità brasiliane e che risultano essere state regolarmente apostillate, depositate nel presente procedimento, a riprova del diritto originario e perdurante dei deducenti alla cittadinanza italiana.

Prima della questione siciliana gli avvocati Francesco Liguori e Valentina Savastano si erano già occupati di casi analoghi presso i Consolati Generali d’Italia in Colonia, Monaco di Baviera, Francoforte sul Meno, Hannover, Bruxelles, Dublino, Curitiba, San Paolo e Porto Alegre, conseguendo risultati positivi innanzi al TAR Lazio – Roma e presso le Autorità Consolari rappresentante dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

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