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Addio a Mario Cotelli, mentore della valanga azzurra e opinionista graffiante: ‘Se Alberto non vince oggi mangio un pollo vivo’

Mario Cotelli valanga azzurra

Lo sci piange il grande Mario Cotelli, il ct della valanga azzurra con 5 Coppe del Mondo (4 firmate Thoeni, 1 Gros) e 12 medaglie tra Olimpiadi e mondiali. Memorabile il risultato dello slalom gigante di Berchtesgaden con cinque azzurri ai primi cinque posti in Coppa del Mondo, risultato che ricordava spesso. Restò in carica per 9 anni e si dimise a sorpresa nel 1978. Aveva 76 anni e da tempo era in dialisi per una insufficienza renale.

Aveva trascorso l’estate a Pantelleria e si è aggravato di recente. “Non ha sofferto nella sua agonia” – ha riferito il fratello, Chicco. Pungente, puntuale, dettagliato e meticoloso nelle sue disamine tecniche. I più giovani ricordano il valtellinese come graffiante opinionista di Capodistria prima, Telepiù poi e Sky di recente oltre che su diverse emittenti locali.

Mario Cotelli, 5 Coppe del Mondo e il capolavoro di Berchtesgaden

Il pokerissimo in gigante di Berchtesgaden

Le sue disamine hanno permesso a tanti appassionati, durante l’epopea Tomba – Compagnoni, di comprendere meglio lo sci alpino. “Se Alberto non vince oggi mi mangio un pollo vivo” – disse a Wengen in occasione di una memorabile telecronaca con Vidrih. Tomba arrivò secondo dietro lo sfortunato Nierlich (morto nel 1991 in un incidente stradale) ma non si è mai saputo se Cotelli avesse mangiato quel pollo vivo. “Provo un grande dispiacere, lui stesso mi aveva detto che non stava bene” – ha riferito Gustav Thoeni. “Ricordo ancora quando venne verso di me ad abbracciarmi nel 1972 per dirmi che avevo vinto la prima gara di Coppa del Mondo” – il ricordo di Pierino Gros.

Mario Cotelli

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