Il ritrovamento in una stanza di un hotel
Una tragedia sconvolge la comunità dello Utah e la scena sportiva statunitense. Domenica a Las Vegas, all’interno di una stanza del Rio Hotel & Casino, sono stati rinvenuti i corpi senza vita di Addilyn “Addi” Smith, 11 anni, e di sua madre Tawnia McGeehan, 34 anni. Secondo le autorità, si tratta di un drammatico omicidio-suicidio: McGeehan ha sparato alla figlia prima di togliersi la vita.
La lunga battaglia legale per l’affidamento
Secondo i documenti del tribunale, Tawnia McGeehan era stata coinvolta in una complessa e lunga battaglia per l’affidamento della figlia. Nel 2017 aveva concluso il divorzio dall’ex marito Brad Smith, con il quale aveva avuto Addi. Nel 2020, un’ordinanza temporanea aveva assegnato l’affidamento esclusivo all’ex marito, in seguito a segnalazioni di comportamenti di McGeehan che rientravano nello spettro dell’alienazione genitoriale. Nel 2021, la madre ottenne visite supervisionate e nel 2024 un’ulteriore modifica stabilì l’affidamento congiunto a settimane alterne.
Questi anni di contenziosi legali e rapporti tesi sembrano aver contribuito a un clima di forte stress emotivo per Tawnia, già in passato alle prese con problemi di depressione. La madre, secondo fonti vicine, sembrava aver iniziato a “voltare pagina”, ma gli ultimi eventi avrebbero fatto precipitare la situazione.
La dinamica della tragedia
Addi e Tawnia erano arrivate a Las Vegas per un weekend di competizione con il team Utah Xtreme Cheer (UXC). Domenica mattina non si erano presentate alla gara: la squadra aveva lanciato l’allarme sui social, ma la polizia e il personale di sicurezza dell’hotel non avevano riscontrato inizialmente segni di pericolo.
Poco prima delle 14:30, un nuovo controllo ha rivelato la drammatica scoperta. Accanto ai corpi era presente un biglietto d’addio, il cui contenuto non è stato reso pubblico. Le autorità confermano che Tawnia ha sparato alla figlia prima di rivolgersi la pistola contro se stessa.
Il dolore della comunità e della squadra
Il quartiere di West Jordan e la comunità sportiva sono in lutto. I vicini hanno legato nastri blu agli alberi in segno di vicinanza. Addi era descritta come una bambina solare e appassionata di cheerleading, sempre la prima ad allenarsi e molto amata dai compagni di squadra. La madre, Tawnia, partecipava attivamente al mondo del cheerleading e aveva organizzato tutto con cura prima della partenza: regali, vestiti nuovi e foto gioiose nella camera d’albergo.
Il proprietario del team, Kory Uyetake, ha dichiarato che tutto sembrava normale durante la trasferta, ma che in passato c’erano stati scontri con altre mamme e tensioni legate a messaggi ostili ricevuti da Tawnia. La madre soffriva di depressione, ma nessuno immaginava che potesse arrivare a un gesto così estremo.
Un fenomeno tragicamente sistemico
Secondo esperti, questo caso si inserisce in una realtà allarmante negli Stati Uniti: circa 11 omicidi-suicidi a settimana coinvolgono famiglie e minori, spesso legati a facile accesso alle armi da fuoco e crisi della salute mentale non trattata. Il fenomeno del cosiddetto “suicidio altruistico” riflette distorsioni cognitive in cui il genitore, in uno stato di disperazione, crede di proteggere il figlio dalla sofferenza.
La tragedia di Tawnia e Addi Smith è un monito drammatico sulla necessità di supporto psicologico tempestivo, prevenzione dei conflitti familiari e controllo delle armi da fuoco. La comunità di West Jordan, la squadra Utah Xtreme Cheer e l’intero Stato sono sotto shock, mentre gli investigatori continuano a indagare per comprendere ogni dettaglio di questa vicenda.
Le lacrime e il dolore lasciano spazio anche a un impegno: sensibilizzare sull’importanza del benessere mentale e della protezione dei minori, affinché tragedie simili possano essere prevenute.

