Paolo Gianturco, Cristina Bianco, Massimo Angelucci e Lorenzo AngelucciPaolo Gianturco, Cristina Bianco, Massimo Angelucci e Lorenzo Angelucci

Le linee di Nazca dovevano essere il momento più emozionante della vacanza, il volo si è trasformato in tragedia

Quella che doveva essere una delle esperienze più affascinanti di un viaggio in Perù si è trasformata in una tragedia destinata a lasciare un segno profondo in Italia. Lo schianto dell’aereo turistico precipitato mentre sorvolava le Linee di Nazca ha provocato la morte di tutti gli undici occupanti: tra loro sette cittadini italiani, appartenenti a due famiglie, oltre a due turisti stranieri e ai due piloti peruviani.

A essere travolte dal dolore sono soprattutto le comunità di Seregno, Lissone, Monza e Avigliano, che in poche ore hanno visto svanire intere famiglie partite per una vacanza che avrebbe dovuto regalare ricordi indimenticabili.

La famiglia Angelucci: un imprenditore, la moglie e il figlio appena laureato

Tra le vittime ci sono Massimo Angelucci, 58 anni, la moglie Elena Sala, anche lei di 58 anni, e il figlio Lorenzo Angelucci, 24 anni.

La famiglia viveva a Seregno, in Brianza, dove era molto conosciuta e stimata.

Massimo Angelucci era il titolare della Icma Tecno, azienda specializzata nella produzione di componenti meccanici con sede a Lissone. Al suo fianco lavorava quotidianamente la moglie Elena, impegnata nella gestione dell’impresa di famiglia.

A rendere ancora più dolorosa la tragedia è la morte del giovane Lorenzo, che aveva appena raggiunto uno dei traguardi più importanti della sua vita: la laurea al Politecnico di Milano. Il viaggio in Perù rappresentava uno dei momenti da condividere con i genitori, accomunati dalla passione per i viaggi e dalla curiosità di conoscere culture e luoghi lontani.

La notizia ha sconvolto l’intera Brianza.

L’intera città è sconvolta da questa vicenda“, ha dichiarato il sindaco di Seregno Alberto Rossi, assicurando la piena disponibilità dell’amministrazione comunale a sostenere i familiari in ogni necessità legata alla tragedia.

La famiglia Gianturco: il manager, la moglie e i due figli

L’altra famiglia italiana distrutta nello schianto è quella di Paolo Gianturco, originario di Avigliano, in provincia di Potenza, ma residente da anni a Monza.

Con lui hanno perso la vita la moglie Cristina e i due figli Matteo e Pietro.

Paolo Gianturco lavorava come manager di Deloitte e aveva costruito la propria vita professionale in Lombardia senza mai interrompere il legame con la Basilicata, terra d’origine della sua famiglia.

La notizia della loro morte ha colpito profondamente non solo Monza, ma anche Avigliano, dove la famiglia era ancora molto conosciuta.

Il dolore della Basilicata e della Brianza

Il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi ha espresso il cordoglio dell’intera comunità lucana, ricordando come la tragedia abbia colpito una famiglia profondamente legata al territorio.

Nel suo messaggio ha rivolto un pensiero anche all’altra famiglia lombarda coinvolta, ai turisti tedeschi e spagnoli morti nell’incidente e ai due piloti peruviani.

Anche il presidente del Consiglio regionale Marcello Pittella ha parlato di una tragedia che coinvolge tutta la Basilicata, sottolineando il forte legame che continua a unire la regione ai propri corregionali anche quando vivono lontano dalla terra d’origine.

Nel frattempo anche in Brianza il dolore è enorme. In poche ore due comunità si sono ritrovate a piangere famiglie conosciute, apprezzate e profondamente inserite nel tessuto sociale.

Il volo sulle Linee di Nazca trasformato in tragedia

L’escursione aerea sulle Linee di Nazca è una delle esperienze più richieste dai turisti che visitano il Perù. Migliaia di persone ogni anno scelgono di sorvolare gli antichi geoglifi, patrimonio mondiale dell’Unesco, per ammirarne la spettacolare vista dall’alto.

Per le due famiglie italiane quel momento avrebbe dovuto rappresentare il ricordo più bello della vacanza.

Invece il piccolo aereo è precipitato, provocando la morte di tutti gli occupanti. Le autorità peruviane hanno avviato un’indagine per accertare le cause dell’incidente e ricostruire quanto accaduto nei minuti precedenti allo schianto.

In Italia, intanto, il dolore si allarga di ora in ora. Seregno, Monza, Lissone e Avigliano si preparano ad accogliere le salme dei propri concittadini, mentre amici, colleghi e conoscenti ricordano due famiglie accomunate dalla passione per i viaggi e spezzate insieme in una tragedia che ha unito nel lutto comunità lontane migliaia di chilometri.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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