Katia Adinolfi non ce l’ha fatta
È morta nella notte al Centro Grandi Ustionati del Sant’Eugenio di Roma anche Katia Caterina Adinolfi, l’operatrice sociosanitaria di 40 anni, originaria di San Valentino Torio, rimasta gravemente ferita nell’esplosione avvenuta il 24 agosto a Cassino.
La donna aveva riportato ustioni sul 70% del corpo e da quel giorno era ricoverata nella Capitale. Ha continuato a lottare per giorni, ma le sue condizioni si sono aggravate fino al decesso.
Con la sua morte salgono a due le vittime della deflagrazione che aveva devastato un appartamento al quarto piano di una palazzina in via Guado Santa Maria, provocando anche il crollo del tetto dello stabile.
Dieci giorni fa era morto il compagno
La stessa esplosione aveva provocato la morte di Carmine Sirica, 54 anni, infermiere dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino e compagno di Katia.
L’uomo era stato trasferito anche lui al Sant’Eugenio dopo aver riportato ustioni sul 90% del corpo. È morto dieci giorni prima della compagna, senza riuscire a superare le gravissime conseguenze della deflagrazione.
Entrambi erano originari della provincia di Salerno.
Katia aveva vinto il concorso pochi mesi fa
La morte di Adinolfi ha suscitato profondo cordoglio anche nella Asl di Frosinone, dove lavorava come operatrice sociosanitaria.
Originaria di Nocera Inferiore, aveva compiuto 40 anni a gennaio e aveva vinto il concorso per entrare nella struttura sanitaria soltanto lo scorso giugno.
La Asl la ricorda per la disponibilità, la gentilezza e il senso del dovere dimostrati nel lavoro quotidiano. «Qualità che l’hanno resa subito benvoluta dal personale e da quanti, seppur per poco tempo, hanno lavorato al suo fianco», sottolinea l’azienda sanitaria nel messaggio di cordoglio.
L’esplosione dopo la fuga di gas
La tragedia era avvenuta nella mattinata del 24 agosto nell’abitazione che Katia condivideva con Sirica.
Secondo i primi accertamenti di Vigili del Fuoco e Carabinieri, all’origine della deflagrazione ci sarebbe stata una fuga di gas nella cucina. La coppia avrebbe acceso il fornello per preparare il caffè quando la presenza del gas avrebbe provocato l’innesco.
La violenza dell’esplosione aveva distrutto l’appartamento e causato il crollo del tetto della palazzina.
La Procura indaga sulle cause
Sulla tragedia è stata aperta un’inchiesta dalla Procura della Repubblica di Cassino, al momento per omicidio colposo contro ignoti.
Gli accertamenti dovranno ricostruire con precisione la dinamica dell’esplosione e verificare anche se siano state rispettate tutte le normative previste in materia di sicurezza.
Con la morte di Katia Adinolfi, il bilancio della tragedia di via Guado Santa Maria sale dunque a due vittime. La 40enne lascia il ricordo dei colleghi che l’avevano conosciuta da pochi mesi e di una comunità profondamente colpita dalla doppia perdita.

