Janine Lochrenberg è stata aggredita durante la consueta nuotata mattutina a KuGompo City
Stava facendo la sua consueta nuotata mattutina in mare quando è stata attaccata da uno squalo. Janine Lochrenberg, sudafricana di 65 anni, è morta martedì mattina al largo di Orient Beach, a KuGompo City, sulla costa orientale del Paese. La donna nuotava insieme al suo gruppo abituale di appassionati di acque libere e, secondo quanto riferito da un compagno alla BBC, indossava anche un braccialetto magnetico anti-squalo alla caviglia.
L’aggressione è avvenuta intorno alle 8 locali. La donna è stata morsa alla coscia e alla parte superiore del braccio. Gli altri nuotatori sono intervenuti per riportarla verso la spiaggia, ma si ritiene che fosse già morta prima di raggiungere la riva.
La tragedia ha portato alla chiusura di Orient Beach, dove si è verificato l’attacco, e della vicina Eastern Beach. Le autorità hanno invitato residenti e turisti a non entrare in acqua e a rispettare gli avvisi di sicurezza. Secondo l’International Shark Attack File del Florida Museum, in Sudafrica gli attacchi mortali di squalo restano relativamente rari: dal 2012 se ne contano circa dieci.
Il braccialetto anti-squalo e il racconto dei testimoni
Tra i particolari emersi dopo l’aggressione c’è la presenza del dispositivo magnetico che Lochrenberg portava alla caviglia. A riferirlo è stato uno dei compagni con cui la donna si allenava abitualmente. Non sono stati diffusi elementi sufficienti per stabilire se e in che modo il dispositivo possa aver influito sull’episodio.
I nuotatori presenti hanno cercato di soccorrerla e di portarla fuori dall’acqua. La sorella Margot ha raccontato alla BBC di averle tenuto la testa mentre veniva accompagnata verso la riva. La donna ritiene che Janine abbia perso molto sangue in acqua.
L’attacco è avvenuto in una zona in cui la presenza degli squali è conosciuta da chi frequenta il mare. La stessa Janine, secondo la sorella, era consapevole del rischio, ma questo non l’aveva allontanata dalla sua passione.
«Amava moltissimo il mare»: il ricordo della sorella
«Amava moltissimo il mare», ha raccontato Margot, spiegando che la sorella sapeva che nell’area di East London, oggi KuGompo City, gli squali erano presenti. «Aveva fatto pace con questa cosa. Aveva un profondo legame con l’acqua ed era una persona straordinaria».
Janine era una nuotatrice esperta, abituata a spingersi al largo tra le onde. La compagna Barbara Briceland, intervistata dalla BBC, l’ha ricordata come una persona coraggiosa, intelligente, divertente e riflessiva, gentile in modo discreto e amata da chi la conosceva.
«Aveva un grande amore per la vita», ha raccontato Briceland, descrivendo una donna che aveva fatto del mare una parte importante della propria quotidianità.
Il viaggio di tre settimane che non faranno più insieme
Il racconto della compagna restituisce anche i progetti che le due donne avevano davanti. Stavano guardando con entusiasmo alla pensione e si preparavano a partire insieme per un viaggio in auto di tre settimane.
Un programma atteso, che rende ancora più dolorosa la perdita. La morte di Janine ha interrotto bruscamente una vita fatta di nuotate, legami personali e progetti condivisi.
Chiuse due spiagge: l’allerta delle autorità
Dopo l’attacco, il Comune metropolitano di Buffalo City ha confermato il decesso, definendo l’accaduto un «tragico incidente». Orient Beach ed Eastern Beach sono state chiuse fino a nuovo avviso.
L’amministrazione ha esortato la popolazione a prestare la massima attenzione e ad astenersi dall’entrare in acqua nelle spiagge interessate. Sono stati diffusi avvisi anche per altri tratti di costa, con l’invito a seguire le indicazioni delle autorità competenti.
Gli operatori sono intervenuti sul posto per gestire l’emergenza. Il Comune ha fatto sapere che eventuali ulteriori aggiornamenti saranno comunicati quando saranno disponibili nuove informazioni.
L’aggressione rappresenta il primo attacco mortale di squalo registrato in Sudafrica dall’inizio dell’anno, secondo le informazioni riportate dalle fonti citate. Per la comunità locale, resta il dolore per la morte di una donna che, pur conoscendo i rischi del mare, non aveva mai rinunciato al profondo legame che la univa all’acqua.

