Il presidente venezuelano e la moglie Cilia Flores presi mentre dormivano
Il presidente venezuelano Nicolás Maduro e la moglie Cilia Flores sono stati catturati dalle forze statunitensi nel cuore della notte, mentre dormivano nella loro camera da letto. A riferirlo è la CNN, che cita due fonti direttamente a conoscenza dell’operazione condotta dall’unità d’élite americana Delta Force. Un’azione militare definita “su larga scala” dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha annunciato personalmente l’esito del blitz attraverso i suoi canali social.
Il trasferimento sulla Iwo Jima e l’ipotesi processo a New York
Trump ha fornito nuovi dettagli in un’intervista a Fox News, rivelando che Maduro e la moglie sono stati trasferiti sulla nave militare americana Iwo Jima subito dopo la cattura. Non è una scelta casuale. La nave porta il nome di una delle battaglie simbolo della proiezione militare americana nel mondo. Da lì, secondo il presidente Usa, la coppia sarebbe destinata a essere portata a New York, dove entrambi risultano incriminati.
Fox News riferisce che Maduro potrebbe comparire già lunedì davanti alla corte federale di Manhattan, anche se le tempistiche restano suscettibili di modifiche. Sarebbe la prima apparizione pubblica del leader venezuelano dopo il blitz.
Today, millions of Venezuelans are waking up to find out and cheering that their dictator, Nicolas Maduro, is now gone thanks to President Trump. May the people of Venezuela once again be a free and prosperous nation. 🇻🇪 pic.twitter.com/1066vOvqPZ
— Adam Lowisz X Meetup 🇺🇸🇵🇱🇪🇺🇬🇧🇺🇦 (@AdamLowisz) January 3, 2026
Il raid all’alba e l’annuncio di Trump
Secondo quanto ricostruito dai media statunitensi, l’operazione è scattata nelle prime ore di sabato. “Gli Stati Uniti d’America hanno portato a termine con successo un attacco su larga scala contro il Venezuela e il suo leader, il presidente Nicolás Maduro, che è stato catturato insieme alla moglie e portato fuori dal Paese”, ha scritto Trump su Truth Social. Il presidente americano ha parlato di un’azione condotta “in collaborazione con le forze dell’ordine statunitensi”, promettendo ulteriori dettagli nelle ore successive.
La notizia ha immediatamente fatto il giro del mondo, aprendo uno scenario senza precedenti nei rapporti tra Washington e Caracas. La cattura del capo dello Stato venezuelano rappresenta infatti il punto più alto di uno scontro politico e diplomatico che dura da anni.
L’operazione militare e il contesto delle pressioni Usa
L’intervento notturno arriva al termine di una fase di pressione crescente da parte dell’amministrazione Trump. Negli ultimi mesi, gli Stati Uniti avevano rafforzato in modo significativo la loro presenza militare nel Caribe, con il dispiegamento di circa 15.000 soldati. Parallelamente, erano aumentati i raid contro imbarcazioni sospettate di traffico di droga, i sequestri di petroliere e le sanzioni economiche che hanno colpito duramente l’industria petrolifera venezuelana, principale fonte di entrate del governo di Caracas.
Secondo le autorità statunitensi, l’operazione si inserisce in questo quadro di contrasto al narcotraffico e di pressione politica sul regime venezuelano. Da Washington viene riferito che non ci sarebbero state vittime tra le forze americane impegnate nel blitz.
Le esplosioni a Caracas e la versione del governo venezuelano
Di segno opposto la versione fornita dalle autorità venezuelane. Secondo il governo di Caracas, l’operazione americana avrebbe provocato esplosioni nella capitale e in altri Stati del Paese, con vittime tra la popolazione civile. Il bilancio sarebbe ancora in fase di accertamento. In seguito agli eventi, è stato dichiarato lo stato di emergenza.
La vicepresidente Delcy Rodríguez ha chiesto ufficialmente che venga dimostrato che Maduro sia vivo, mentre il procuratore generale Tarek William Saab ha denunciato un attacco che avrebbe colpito “inermi”, accusando apertamente gli Stati Uniti di aver violato il diritto internazionale.
“La barbarie delle forze d’invasione ha profanato il nostro sacro suolo nelle città di Fuerte Tiuna, Caracas, negli stati di Miranda, Aragua e La Guaira arrivando persino a colpire con missili e razzi lanciati dai loro elicotteri da combattimento zone residenziali popolate da civili, per le quali stiamo già raccogliendo informazioni sui feriti e sui morti ” – ha detto Il ministro della Difesa venezuelano Vladimir Padrino Lopez che ha accusato gli Stati Uniti di aver colpito zone residenziali nella serie di attacchi notturni sul Paese.
🚨BREAKING: Venezuelan patriots have tears in their eyes as they celebrate the arrest of Socialist dictator Maduro
— Inevitable West (@Inevitablewest) January 3, 2026
The MSM won't show you these scenes. Trump is Latin America's HERO! 🇻🇪 pic.twitter.com/gS4YyPtIBc
La richiesta di una prova di vita e lo scontro istituzionale
La richiesta di una prova di esistenza in vita del presidente è stata formalizzata anche dal Tribunale Supremo di Giustizia del Venezuela. La presidente dell’organo, Caryslia Rodríguez, ha parlato di una “flagrante violazione della Costituzione venezuelana e della Carta delle Nazioni Unite”, denunciando l’azione davanti alla comunità internazionale.
“Oggi denunciamo che il governo degli Stati Uniti mira ad appropriarsi delle risorse strategiche del nostro Paese”, ha dichiarato Rodríguez, secondo quanto riportato dall’agenzia ufficiale AVN. Le sue parole segnano un ulteriore irrigidimento dello scontro istituzionale tra Caracas e Washington.
Il futuro politico del Venezuela e il nome di Maria Corina Machado
Intervistato dopo l’operazione, Trump ha aperto alla possibilità di un cambiamento politico a Caracas. “Valuteremo se sia possibile per Maria Corina Machado guidare il Venezuela”, ha detto riferendosi alla leader dell’opposizione in esilio e premio Nobel per la pace 2025. Il presidente americano ha tuttavia ricordato che, secondo la Costituzione venezuelana, il potere dovrebbe passare alla vicepresidente Delcy Rodríguez, mettendo però in dubbio la legittimità delle elezioni che hanno confermato Maduro al potere.
Trump ha definito l’elezione del leader venezuelano “una vergogna”, paragonandola al voto del 2020 negli Stati Uniti, che continua a considerare truccato.
🇻🇪 Los venezolanos empiezan a arrancar imágenes de Nicolás Maduro por todo el país. ¡Ha caído el tirano! pic.twitter.com/7Iyx9lGvR1
— MEDITERRÁNEO DIGITAL (@MediterraneoDGT) January 3, 2026
Perché Lula e Marine Le Pen condannano l’azione Usa
L’operazione americana ha provocato reazioni contrastanti a livello internazionale. Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha condannato duramente l’azione, parlando di una flagrante violazione del diritto internazionale e avvertendo che “attaccare Paesi sovrani è il primo passo verso un mondo di violenza, caos e instabilità”. Sulla stessa linea la leader dell’opposizione francese Marine Le Pen, che ha dichiarato di opporsi fermamente a un cambio di regime imposto dall’esterno, ribadendo che “la sovranità degli Stati non è negoziabile”.

