A destra Aurora Livoli con il presunto aggressoreA destra Aurora Livoli con il presunto aggressore

Le dichiarazioni di Emilio Gabriel Valdez Velazco

Emilio Gabriel Valdez Velazco, 57 anni, fermato per la morte di Aurora Livoli, 19enne trovata senza vita a Milano, ha ammesso durante l’interrogatorio davanti al gip Nora Lisa Passoni di essere l’uomo ripreso mentre tentava di rapinare una giovane connazionale alla stazione Cimiano, poco prima della morte della ragazza. Ha dichiarato di essere stato “sotto l’effetto di sostanze stupefacenti”.


Collegamento tra rapina e omicidio

I carabinieri del tenente colonnello Antonio Coppola hanno confrontato le immagini delle telecamere della metropolitana con quelle di via Paruta, dove Aurora è stata vista entrare in un cortile con l’uomo. Quest’ultimo poi è uscito da solo. L’autopsia indica come probabile causa della morte lo strangolamento, mentre gli esperti non hanno confermato abusi sessuali.


Precedenti e prossimo interrogatorio

Valdez Velazco ha precedenti per violenza sessuale. Il suo interrogatorio davanti al pm Antonio Pansa è fissato per l’8 gennaio, durante il quale dovrà chiarire la dinamica dei fatti e rispondere alle domande sulla morte di Aurora. Gli investigatori cercano conferme dal confronto tra i frame video della metro e quelli di via Paruta.


La storia di Aurora Livoli

Aurora, originaria di Fondi (Latina), si era allontanata da casa senza denaro, mantenendo contatti con la famiglia fino al 26 novembre. Il 10 dicembre era stata denunciata la scomparsa. La giovane, trovata morta il 29 dicembre, ha lasciato un vuoto profondo tra amici e familiari, mentre le indagini cercano di chiarire la sequenza che ha portato alla sua morte.


Situazione giudiziaria e indagini in corso

Valdez Velazco resta in custodia a San Vittore. Le autorità attendono l’interrogatorio per chiarire i dettagli del possibile omicidio e verificare eventuali responsabilità aggiuntive. La vicenda è al centro dell’attenzione dei media, mentre l’opinione pubblica segue con apprensione ogni sviluppo del caso.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *