Tony DallaraTony Dallara nell'ultima esibizione a Domenica in dello scorso anno

La morte dopo una lunga malattia

È morto Tony Dallara, uno dei protagonisti assoluti della canzone italiana del Novecento. Il cantante si è spento a Milano dopo una lunga malattia. Già nel 2024 aveva affrontato gravi problemi di salute, con un ricovero prolungato e due mesi di coma, segnali di una fragilità che negli ultimi anni aveva limitato le sue apparizioni pubbliche.

Con la sua scomparsa se ne va il primo degli Urlatori, l’artista che più di ogni altro ha contribuito a traghettare la musica leggera italiana verso la modernità, rompendo con il belcanto tradizionale e aprendo la strada a una nuova generazione.


Da Campobasso a Milano, capitale delle idee

Nato nel 1936 a Campobasso con il nome di Antonio Lardera, Tony Dallara ha però vissuto artisticamente – e umanamente – a Milano, città che negli anni Cinquanta rappresentava un laboratorio culturale unico.

Teatro, jazz, night club, primi fermenti del rock’n’roll: era il mondo da cui sarebbero emersi Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Adriano Celentano. Un contesto perfetto per un talento naturale come Dallara, dotato di voce potente, presenza scenica e istinto internazionale.


Le influenze americane e la nascita degli Urlatori

Dallara guardava oltre i confini italiani. Amava Frankie Laine e soprattutto Tony Williams, storica voce dei Platters di Only You. La sua cifra stilistica nasce proprio lì: a metà strada tra melodia italiana e rock’n’roll americano.

Quella miscela lo rese il capofila degli Urlatori, etichetta coniata per definire una nuova ondata che includeva anche Mina e Celentano, in netta rottura con la tradizione di Claudio Villa e Gino Latilla.


“Come prima” e il successo clamoroso

La svolta arriva nel 1958 con “Come prima”, inciso con I Campioni, il gruppo fondato insieme al chitarrista e autore Bruno De Filippi. Tra le fila della band, agli esordi, c’era anche un giovanissimo Lucio Battisti.

“Come prima” fu un trionfo: oltre 300mila copie vendute, un successo planetario ancora oggi utilizzato negli spot pubblicitari. Da lì, Dallara entrò in un vortice fatto di 45 giri, musicarelli, festival e programmi tv, diventando un idolo dei giovani.


Sanremo, “Romantica” e il successo mondiale

Nel 1960 arriva l’apice: “Romantica”, cantata in coppia con Renato Rascel, vince il Festival di Sanremo e anche Canzonissima. Il brano diventa un successo mondiale, tradotto persino in giapponese.

Nella stessa edizione interpreta Noi con Jula De Palma. Torna a Sanremo nel 1961 con Un uomo vivo insieme a Gino Paoli e nel 1964 con Come potrei dimenticarti, in coppia con Ben E. King. Un periodo irripetibile, mai più replicato negli anni successivi.


Il ritiro, la pittura e l’arte: l’ultima commovente esibizione in tv

Con l’avvento del beat e dei nuovi linguaggi giovanili, Dallara si allontana dalle scene. Negli anni Settanta si dedica alla pittura, sostenuto da figure come Dino Buzzati e Renato Guttuso. Entra in contatto con Andy Warhol, Lucio Fontana, Enrico Baj, portando avanti un percorso artistico parallelo fino all’ultima mostra del 2023.

Un anno fa era stato protagonista di una commovente emozione a Domenica In. “É stato due mesi in coma” – raccontò Mara Venier trattenendo a stento le lacrime.


L’eredità e il ricordo di Al Bano

Nel 2001 è stato nominato Cavaliere della Repubblica dal presidente Carlo Azeglio Ciampi.

“Era il capo degli Urlatori”, ha ricordato Al Bano Carrisi. “Un grande professionista, i giovani impazzivano per lui. Come prima ricordava lo stile dei Platters.”.

Restano i suoi successi, quel modo inconfondibile di cantare, e una certezza: Tony Dallara ha cambiato per sempre la canzone italiana.

Di Rosalyn Bianca

(Annarita Raiola): la passione per la televisione,la musica e il gossip sono state fonte di ispirazione per il suo percorso giornalistico. Un viaggio quotidiano che va dall’approfondita analisi dei programmi tv alle vicende dei personaggi che infiammano il web fino alle nuove tendenze musicali. In passato è stata voce di una radio locale a Serino, in provincia di Avellino.

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