Aperta inchiesta sullo scatto di Andrea Sirica con il fratello in carcere
“Mi aspettavo altro. Questa foto ci ha offeso tanto, non mi so dare pace. Non volevamo un’altra offesa perché mio papà non se lo meritava. Me l’hanno ucciso due volte.” Sono le parole di Raimondo Russo, figlio di Gaetano, il 61enne panettiere di Sarno brutalmente ucciso lo scorso 2 febbraio all’interno del suo negozio in piazza Sabotino. L’emozione della diretta televisiva a La Vita in Diretta tradisce il dolore e l’indignazione di una famiglia che si sente ferita una seconda volta.
Chi è Gaetano Russo e cosa è successo a Sarno
Gaetano Russo, panettiere e padre di famiglia, è stato accoltellato mortalmente mentre cercava di difendere la figlia da un’aggressione perpetrata da Andrea Sirica, 35 anni, arrestato dalla Polizia subito dopo essersi barricato nel negozio. L’omicidio ha sconvolto la comunità di Sarno, nel Salernitano, che domani celebrerà i funerali del panettiere, con il Comune che ha proclamato il lutto cittadino “in segno di profondo cordoglio per la tragica scomparsa di un concittadino stimato e amato.”
La foto di Andrea Sirica in carcere: perché ha scatenato il dolore della famiglia
Il nuovo capitolo di questa vicenda riguarda una foto pubblicata in rete che ritrae Andrea Sirica insieme al fratello Daniele, già detenuto per altri motivi, presumibilmente all’interno della casa circondariale di Salerno-Fuorni. La foto ha suscitato rabbia e sconforto, poiché il sospetto è che sia stata scattata durante un incontro in carcere con un telefono introdotto illegalmente. Il profilo social sul quale era apparsa l’immagine è stato subito chiuso dopo la segnalazione di diversi utenti.
Le parole del figlio Raimondo: “Mi hanno ucciso due volte”
Raimondo Russo non le manda a dire: “Non ha fatto una sciocchezza ma ha tolto una vita ad una persona che non se lo meritava. Era un papà, era un nonno e tu non gli hai fatto fare né l’uno né l’altro. Mi ha tolto un pilastro, la mia ombra. Questa persona è venuta qua per uccidere. È uno schifo. Il dolore che sento, penso che nessuno lo può capire. Solo la mia famiglia e io lo comprendiamo. Nessuno mi porterà indietro papà.”
Le dichiarazioni rivelano non solo il cordoglio, ma anche lo shock per la diffusione di immagini che la famiglia considera un’ulteriore violenza simbolica sul loro lutto. Raimondo parla di una premeditazione lucida da parte dell’autore dell’omicidio e di una ferita che nessuna giustizia potrà sanare immediatamente.
Indagini della Procura e autopsia: cosa sappiamo oggi
La Procura di Nocera Inferiore ha aperto un’inchiesta interna per chiarire le circostanze della foto e capire come sia stato possibile scattarla all’interno della struttura penitenziaria. Nel frattempo, il medico legale ha ricevuto l’incarico di effettuare l’autopsia sul corpo di Gaetano Russo, che dovrà accertare numero e dinamica delle coltellate inferte, stimate in almeno dieci. I risultati saranno noti entro novanta giorni.

Funerali e lutto cittadino: la comunità di Sarno si stringe alla famiglia
I funerali di Gaetano Russo si terranno domani, 11 febbraio, alle 15 nel Duomo di Episcopio a Sarno. L’intera comunità cittadina si stringe attorno alla famiglia, tra cordoglio e indignazione per una vicenda che ha segnato profondamente il tessuto sociale della città. Il sindaco Francesco Squillante ha annunciato il lutto cittadino, sottolineando come l’evento tragico abbia toccato l’intera comunità.
Una vicenda che unisce cronaca giudiziaria e dolore familiare, in cui ogni nuova immagine o informazione rischia di riaprire ferite ancora sanguinanti. L’appello di Raimondo Russo è chiaro: rispetto per il lutto, e giustizia per il padre ucciso, senza ulteriori violenze simboliche. La città di Sarno, intanto, si prepara a dare l’ultimo saluto a Gaetano, tra lacrime, dolore e rabbia silenziosa.

