Arianna FontannaArianna Fontanna

Eguagliato lo storico primato dello schermidore

Tredici. Un numero che nello sport italiano aveva resistito per 66 anni come un totem intoccabile, quasi sacro. Ora ha un volto, una tuta, una lama sul ghiaccio. Arianna Fontana è ufficialmente nella leggenda, la più medagliata olimpica italiana di sempre, a pari merito con Edoardo Mangiarotti.

A 36 anni, alla sua sesta Olimpiade, la regina dello short track ha conquistato l’argento nei 500 metri a Milano Cortina 2026, portando il suo bottino personale a quota 13 podi olimpici. Un record che sa di epopea, di longevità agonistica, di ostinazione sportiva.

Arianna Fontana record: perché le 13 medaglie olimpiche fanno la storia

Con questo argento, Fontana raggiunge Mangiarotti, mito della scherma italiana e mondiale, portabandiera e simbolo di un’epoca. Dal bianco e nero di Helsinki al ghiaccio scintillante di Milano, il testimone passa a una donna che ha attraversato sei Olimpiadi senza mai scendere dal podio.

Il suo palmarès è un romanzo: 6 ori, 5 argenti e 2 bronzi. E soprattutto una continuità irreale dal 2006 al 2026. Se Mangiarotti era il re della scherma, Fontana è la regina della velocità su ghiaccio.

La gara dei 500 metri: caos, cadute e l’argento che vale oro

La finale dei 500 metri è stata una corrida sul ghiaccio. Prima finale B, poi finale A: entrambe da rifare per cadute in partenza. Un caos che ha trasformato la Milano Ice Skating Arena in una bolgia.

“Arianna! Arianna! Arianna!” urlava il pubblico alla seconda partenza, come a spingerla oltre l’anagrafe e oltre il cronometro.

L’olandese Xandra Velzeboer, 24 anni, aveva già messo le cose in chiaro con un record mondiale a 41″399. In finale vince con 41″609, mentre Fontana chiude in 42″294. Un distacco che racconta il passaggio generazionale, ma anche la resistenza di un mito che non si arrende.

Velzeboer, Sarault e la finale sprint: cronaca di una battaglia sul ghiaccio

Velzeboer parte davanti, Fontana attacca con gomiti alti e nessuna paura. Alle spalle, la canadese Courtney Sarault prova a infilarsi, ma l’azzurra non lascia spazio: bronzo per Sarault, argento per l’Italia.

Quando l’olandese taglia il traguardo, si tuffa sui materassi in lacrime. Arianna si abbraccia con il marito Antony Lobello: lacrime diverse, forse più profonde, perché raccontano una carriera, non solo una gara.

“Mi ero fatta male a ottobre, non avevo preparato i 500 come volevo. Alla mia età combatto con ragazze dieci anni più giovani: abbiamo fatto qualcosa di unico”, ha detto.

Il mito Mangiarotti e la figlia Carola: “Sta tifando per Arianna da lassù”

E mentre Fontana scrive la storia, arriva la voce della famiglia Mangiarotti. Carola, figlia di Edoardo, ha commentato senza nostalgia né gelosia:

“Papà resta un monumento dello sport, ma dopo 66 anni è normale e giusto che il suo record crolli. E ben venga se a batterlo è una donna”.

E ancora, con una punta di emozione che vale più di mille editoriali:

“La rincorsa di Arianna sta facendo rivivere mio padre. Chissà se ci guarda da lassù… conoscendolo, sono sicura che sta facendo il tifo per lei”.

Cosa può ancora vincere Arianna Fontana a Milano Cortina 2026

E non è finita. Nel programma ci sono ancora 1.000 metri, 1.500 metri e la staffetta femminile 3.000. Il record di Mangiarotti può essere superato, non solo eguagliato.

Fontana si divide tra la Valtellina e l’America, tra la maturità agonistica e l’istinto primordiale della competizione. Non ha mai pensato di smettere, e i Giochi in casa l’hanno resa ancora più feroce.

Milano Cortina la celebra, l’Italia la idolatra, la storia la registra. Tredici medaglie: da oggi non sono più solo un numero. Sono Arianna Fontana.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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