L'appartamento dove vivevano le due donne devastato dalle fiammeL'appartamento dove vivevano le due donne devastato dalle fiamme

Cosa è successo a Cerea, in via dei Mori a Cherubine?

Erano circa le 20 di ieri sera, 18 febbraio, quando in via dei Mori 17, località Cherubine, frazione di Cerea, è scattato l’allarme. Fumo e fiamme uscivano da una palazzina di due piani. I vicini hanno chiamato immediatamente i soccorsi.

Sul posto sono arrivati i Vigili del Fuoco dei distaccamenti di Legnago e Bovolone, supportati da personale e mezzi della sede centrale di Verona, insieme ai Carabinieri e al Suem 118.

Quando le squadre hanno domato il rogo e liberato le stanze dal fumo, la scoperta è stata drammatica.


Chi sono le vittime dell’incendio di Cerea

Le vittime sono madre e figlia. Al piano terra è stata trovata senza vita Luisa Ziviani, 73 anni da compiere in agosto. Al piano superiore, nella camera da letto, la madre Carmela Dian, 98 anni.

Nella casa non c’era nessun altro. L’anziana era vedova. La figlia, sposata e madre di un figlio, ogni sera si recava dalla madre per trascorrere la notte accanto a lei. Un gesto di cura quotidiano che si è trasformato in tragedia.

Secondo quanto riferito dai tecnici intervenuti, le due donne sarebbero morte per intossicazione da fumo. Non presentavano ustioni o ferite. È stata la mancanza d’aria, l’incapacità respiratoria causata dal fumo sprigionatosi nell’abitazione, a risultare fatale.


Quali sono le cause dell’incendio a Cherubine?

Le cause del rogo sono ancora in fase di accertamento, ma l’ipotesi principale è quella di un cortocircuito. Un guasto elettrico che avrebbe innescato l’incendio all’interno dell’abitazione.

L’intervento dei Vigili del Fuoco ha evitato che le fiamme si propagassero alle case vicine. Le squadre hanno lavorato per circoscrivere il rogo e mettere in sicurezza l’edificio, mentre il personale sanitario del Suem 118 non ha potuto fare altro che constatare il decesso delle due donne.

Le operazioni di messa in sicurezza sono proseguite per diverse ore, sotto gli occhi sgomenti dei residenti della zona.


Perché il fumo è spesso la vera causa di morte negli incendi domestici?

In tragedie come questa, il fuoco non è sempre il principale responsabile diretto. Il fumo, carico di sostanze tossiche e povero di ossigeno, può saturare rapidamente gli ambienti chiusi, rendendo impossibile respirare.

La perdita di coscienza può sopraggiungere in pochi minuti. In case a due piani, il fumo tende a salire rapidamente verso l’alto, invadendo camere da letto e corridoi. È uno scenario silenzioso, spesso più insidioso delle fiamme stesse.

Nel caso di Cerea, madre e figlia sono state trovate in due stanze diverse, segno che probabilmente hanno tentato di reagire, di spostarsi, forse di capire cosa stesse accadendo. Ma il tempo, in questi casi, è un avversario implacabile.


Un’intera comunità sotto shock

In via dei Mori, a Cherubine, la scena è stata seguita in silenzio dai vicini. Le sirene, il bagliore delle luci dei mezzi di soccorso, il fumo che usciva dalle finestre. Poi la consapevolezza.

Cerea è una comunità dove le distanze sono brevi e le storie personali si intrecciano. La morte di due donne, unite non solo da un legame di sangue ma da una quotidianità fatta di assistenza e presenza reciproca, lascia un vuoto che va oltre le mura di quella casa annerita.

Le indagini proseguiranno per chiarire con esattezza la dinamica dell’incendio. Ma resta una verità semplice e crudele: un probabile cortocircuito, un rogo improvviso, e due vite spezzate nel giro di pochi minuti.

Una tragedia domestica che riaccende l’attenzione sulla sicurezza degli impianti elettrici e sulla prevenzione degli incendi nelle abitazioni, soprattutto dove vivono persone anziane.

E mentre le operazioni tecniche continuano, in via dei Mori resta il silenzio. Quello che arriva dopo le sirene.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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