Neonato deceduto a Casciana Terme, l'ipotesi della morte in cullaNeonato deceduto a Casciana Terme, l'ipotesi della morte in culla

Il neonato trovato privo di vita in culla

Un risveglio che nessun genitore dovrebbe mai vivere. Nelle prime ore del 19 febbraio, a Casciana Terme, in provincia di Pisa, una coppia ha trovato il proprio figlio di appena 25 giorni privo di vita nella culla. Il piccolo si chiamava Wealth Enobakhare.

L’allarme è scattato intorno alle 3 del mattino. Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118 e le forze dell’ordine. I sanitari hanno tentato ogni manovra possibile, ma non c’è stato nulla da fare. Il decesso è stato constatato poco dopo.

Secondo i primi accertamenti, la causa più probabile sarebbe un caso di SIDS, la sindrome della morte improvvisa del lattante, comunemente nota come “morte in culla”. Gli esami svolti avrebbero escluso altre ipotesi sulle cause della morte. Al termine delle verifiche di rito, la salma è stata restituita ai familiari. 


Cos’è la SIDS e perché colpisce anche neonati sani?

La SIDS (Sudden Infant Death Syndrome) è un evento improvviso e inspiegabile che interessa bambini al di sotto dell’anno di età, più frequentemente nei primi mesi di vita e durante il sonno. Non presenta segnali premonitori evidenti e può colpire anche neonati apparentemente sani.

Nel caso del neonato morto a Casciana Terme, gli accertamenti preliminari avrebbero escluso ipotesi alternative come traumi o segni di violenza. Tutto lascerebbe pensare a una tragica fatalità.

La sindrome, ancora oggi oggetto di studio in ambito medico, è una delle principali cause di morte nel primo anno di vita nei Paesi occidentali. Le campagne di prevenzione – come la raccomandazione di far dormire i neonati in posizione supina – hanno ridotto significativamente i casi negli ultimi decenni, ma il rischio non è stato completamente eliminato.



Il dolore della famiglia e le esequie del piccolo Wealth

La camera ardente per il piccolo Wealth è stata allestita alla Sala del Commiato “Mancini & De Santi” in via Dante Alighieri 9 a Casciana Terme. Le esequie religiose si terranno sabato 21 febbraio alle ore 15.

A piangerlo sono i genitori e il fratello. Una famiglia che nel giro di poche ore è passata dalla gioiosa quotidianità dei primi giorni di vita di un neonato a un lutto devastante.

In queste situazioni, le parole si fanno inevitabilmente insufficienti. Resta il silenzio di una culla e una domanda che nessuna indagine potrà davvero colmare: perché.


Morte in culla: una tragedia che lascia senza risposte

Quando si parla di neonato morto a Casciana Terme per sospetta SIDS, si entra in un territorio delicatissimo, dove medicina, statistica e dolore umano si intrecciano.

La scienza può descrivere il fenomeno, studiarne i fattori di rischio, suggerire buone pratiche. Ma davanti a un evento così improvviso resta sempre un margine di mistero. Ed è proprio quel margine a rendere la “morte in culla” una delle esperienze più traumatiche per una famiglia.

In attesa di eventuali ulteriori accertamenti, la vicenda si configura come una tragica fatalità. Una storia che scuote, che interroga, che ricorda quanto la vita nei suoi primi giorni sia insieme potente e vulnerabile.

E a Casciana Terme, oggi, il silenzio pesa più di ogni parola.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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