Chi sono le due persone trovate morte in tenda ad Ascoli Piceno?
La scena è di quelle che restano impresse. Questa mattina, 21 febbraio, un uomo e una donna tra i 35 e i 40 anni sono stati trovati senza vita all’interno di una tenda sul greto del fiume Tronto, a poche centinaia di metri dal cimitero civico, nel quartiere Borgo Solestà di Ascoli Piceno.
L’allarme è stato dato da un’amica della donna, anche lei senza fissa dimora, che non riusciva a contattarla telefonicamente. Il cellulare squillava a vuoto. La preoccupazione è diventata certezza quando si è avvicinata alla tenda.
La donna, di origine brasiliana, era incinta e avrebbe partorito ad aprile. Viveva con il compagno in una dimora di fortuna. Da alcuni giorni lui aveva acquistato online una tenda molto grande, attrezzandola per affrontare il freddo.
Il cane che ha vegliato i corpi: cosa è successo nella notte sul Tronto?
Con loro, nella tenda, c’era anche un cane. È stato trovato vivo. Secondo i primi riscontri, l’animale avrebbe vegliato i due corpi per diverse ore, fino all’arrivo dei soccorsi. Un dettaglio che racconta la solitudine e la fragilità di una vita ai margini.
La coppia mangiava e si lavava presso strutture di accoglienza cittadine come la Zarepta o il Polo dell’Accoglienza e della Solidarietà. Nonostante la precarietà, lui aveva cercato di rendere la tenda più confortevole: aveva acquistato una stufetta per riscaldarsi durante la notte.
Proprio quell’oggetto potrebbe essere al centro dell’indagine.
Quali sono le ipotesi sulle cause della morte?
Le prime verifiche del medico legale avrebbero escluso una morte violenta. L’ipotesi al momento più accreditata è quella delle esalazioni provenienti dalla stufa trovata all’interno della tenda: un’intossicazione da monossido di carbonio.
Tuttavia non si esclude un’altra pista, legata a eventuali problemi di salute che la coppia avrebbe avuto in passato. Saranno gli accertamenti autoptici a stabilire con certezza le cause del decesso.
Sul posto sono intervenuti agenti della Questura, carabinieri, vigili del fuoco, 118 e Croce Verde. L’area è stata interdetta al transito per consentire i rilievi. Le indagini sono condotte dalla Squadra Mobile con il supporto della Scientifica.
I corpi saranno trasferiti all’obitorio dell’Ospedale Mazzoni, dove verrà eseguita l’autopsia disposta dalla Procura.
Una tragedia della marginalità: cosa racconta questa storia?
Il luogo del ritrovamento è un declivio che guarda il Tronto, lungo la principale via di accesso al camposanto. Una zona dove alcune persone senza fissa dimora hanno allestito ripari di fortuna.
Lui e lei avevano scelto una tenda. Lei incinta, con un bambino in arrivo tra poche settimane. Una vita precaria, ma con un progetto, almeno fino ad aprile.
La tragedia, se confermata l’ipotesi delle esalazioni, riapre il tema della sicurezza nelle sistemazioni di emergenza e delle condizioni di chi vive fuori dai circuiti abitativi tradizionali. Una stufa può essere una salvezza dal freddo. Può diventare una trappola invisibile.
Ora sarà la magistratura a fare chiarezza. Ma intanto resta l’immagine di una tenda vicino al fiume, due vite spezzate e un cane rimasto lì, fedele, in silenzio. Una scena che interroga una città intera e che va oltre la cronaca nera, entrando nel territorio più scomodo: quello della vulnerabilità sociale.

