Cosa è successo ad Alzano Lombardo nella notte tra il 13 e il 14 febbraio?
Un uomo di 57 anni, residente ad Alzano Lombardo, è stato posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico con l’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di una donna di 29 anni, anche lei residente nello stesso Comune della Valle Seriana.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, nella notte tra il 13 e il 14 febbraio l’uomo avrebbe accompagnato la giovane a casa e, approfittando della sua condizione di particolare vulnerabilità dovuta all’assunzione di alcol e della pregressa conoscenza, avrebbe abusato di lei.
L’indagato è disoccupato e già noto alle forze dell’ordine. La misura cautelare è stata disposta dal Gip del Tribunale di Bergamo su richiesta della Procura.
Come sono partite le indagini?
L’allarme è stato lanciato dal compagno della donna, che ha prestato i primi soccorsi e ha contattato il numero unico di emergenza 112. L’intervento tempestivo ha consentito ai carabinieri di avviare immediatamente gli accertamenti.
La giovane è stata trasportata all’Ospedale Bolognini di Seriate, dove è stato attivato il cosiddetto “percorso rosa”, protocollo sanitario dedicato all’assistenza delle vittime di violenza sessuale.
Le successive attività investigative dell’Arma hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti e di identificare il presunto autore, poi denunciato per violenza sessuale aggravata.
Qual è la misura cautelare disposta dal Gip?
Valutati gli elementi raccolti, il giudice per le indagini preliminari ha disposto per il 57enne la misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.
Il provvedimento si inserisce nella fase delle indagini preliminari e dovrà ora essere vagliato nel prosieguo dell’iter giudiziario. Come previsto dalla legge, l’indagato è da considerarsi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva.
Il contesto: vulnerabilità e tutela delle vittime
Il caso riporta l’attenzione sul tema della vulnerabilità legata all’abuso di alcol e sulla tutela delle vittime di reati sessuali. L’attivazione immediata del percorso rosa rappresenta uno strumento fondamentale per garantire assistenza medica, psicologica e raccolta delle prove in un contesto protetto.
Le indagini proseguono sotto il coordinamento della Procura di Bergamo per chiarire ogni ulteriore aspetto della vicenda.

