Andrea Semio si è confrontato a Quarto Grado con gli opinionistiAndrea Sempio

Le intercettazioni: ‘Non voglio parlarti’ e la chiamata alla vittima, i pm le inseriscono nel quadro accusatorio

Le intercettazioni diventano uno dei punti più sensibili della nuova indagine sul delitto di Garlasco. Frasi pronunciate da solo, registrate mentre si trovava in auto, che ora entrano nel fascicolo come elementi da valutare nel quadro accusatorio.

Secondo quanto riportato dal Tg1 sui propri canali social, Andrea Sempio avrebbe detto: “Ho visto il video di Chiara e Alberto”. Un riferimento diretto ai filmati privati presenti nel computer della famiglia Poggi, già al centro di accertamenti investigativi.

Nelle stesse registrazioni emerge anche un altro passaggio ritenuto rilevante dagli inquirenti. Sempio avrebbe raccontato di aver chiamato Chiara Poggi prima del delitto, tentando un approccio. La risposta, sempre secondo quanto riferito, sarebbe stata netta: “Non voglio parlarti”, seguita dalla chiusura della comunicazione.


Frasi isolate, pronunciate da solo

Gli audio in questione hanno una caratteristica precisa: si tratta di frasi pronunciate senza interlocutori, in momenti in cui Sempio era da solo. Non conversazioni strutturate, ma riflessioni o dichiarazioni registrate in modo autonomo.

Proprio per questo motivo, il loro valore probatorio è oggetto di valutazione. Gli investigatori stanno cercando di capire se queste affermazioni possano trovare riscontri oggettivi o se restino elementi isolati all’interno del quadro investigativo.

Secondo il Tg1, nell’intercettazione si sentirebbe Sempio dire di aver chiamato per sbaglio casa Poggi per sapere se c’era Marco e di aver parlato pochi secondi con Chiara chiedendo quando il fratello sarebbe tornato. “Delle tre chiamate… lei ha detto.. ‘non ci voglio parlare con te (imitando una voce femminile) e … era tipo io gli ho detto ‘riusciamo a vederti’ (riferendosi alla propria risposta) (poi imitando voce femminile) e lei mi ha messo giù… E ha messo giù il telefono…

Ah ecco che fai la dura (ride, nda) ma io non l’ho mai vista in questo modo, l’interesse non era reciproco, cazzo. l’ho più trovato’ il video (con tono di voce tutto sbagliato) poi (modificando la propria voce) io ho portato il video”. E ancora: “anche lui lo sa… Perché ho visto… dal suo cellulare… Perché Chiara non… con quel video e io ce l’ho (voce bassa) dentro la penna, va bene un ca**o”. 

Le intercettazioni sarebbero state tra i contenuti fatti ascoltare in Procura a Marco Poggi, fratello della vittima, durante la sua audizione come testimone. Sarebbero state acquisite e analizzate nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Pavia, che nelle ultime ore ha deciso di inserirle tra gli elementi da contestare all’indagato.


Il riferimento ai video e il possibile movente

Il passaggio relativo al video visto da Sempio si lega direttamente a uno dei filoni su cui si concentra l’indagine: quello del contesto personale e relazionale attorno alla vittima.

I video privati tra Chiara Poggi e Alberto Stasi rappresentano infatti un elemento sensibile, sia per la loro natura sia per le possibili implicazioni sul piano emotivo. Il fatto che Sempio faccia riferimento a quei contenuti nelle intercettazioni viene considerato un dettaglio da approfondire.

Allo stesso modo, la telefonata raccontata negli audio si inserisce nel tentativo di ricostruire eventuali dinamiche precedenti al delitto. Il rifiuto riportato nelle parole intercettate viene valutato in relazione al possibile movente ipotizzato dagli inquirenti.


Gli audio nel fascicolo dell’accusa

Le intercettazioni non costituiscono un elemento autonomo, ma si collocano all’interno di un quadro più ampio. La Procura di Pavia le ha inserite tra gli elementi che compongono il fascicolo, insieme ad altri dati investigativi già noti.

Nel corso dell’interrogatorio, durato diverse ore, i magistrati hanno ricostruito una linea accusatoria che considera questi audio come tasselli di supporto, da affiancare agli altri elementi raccolti nel tempo.

Le frasi attribuite a Sempio sono state quindi contestate all’indagato, anche se non gli sarebbero state fatte ascoltare direttamente durante l’interrogatorio.


La posizione della difesa

Sul fronte opposto, la difesa mantiene una posizione prudente. I legali di Sempio hanno spiegato di non aver ancora avuto modo di ascoltare integralmente gli audio, e che ogni valutazione verrà fatta solo dopo l’analisi completa del materiale. “Abbiamo programmato una riunione del pool prima per analizzare le risultanze delle consulenze. Poi aspettiamo di sentire le intercettazioni. Lui mi ha dato delle spiegazioni che vanno riscontrate”.

Un passaggio rilevante, perché il peso delle intercettazioni dipenderà anche dalla loro contestualizzazione e dalla possibilità di verificarne la coerenza con altri elementi dell’indagine.


Un elemento da verificare

Le intercettazioni rappresentano dunque un punto delicato. Da una parte, introducono dichiarazioni che sembrano collegarsi direttamente alla vittima e al contesto del delitto. Dall’altra, restano frasi isolate, che richiedono riscontri per assumere un valore probatorio pieno.

È su questo equilibrio che si gioca una parte importante della nuova fase dell’inchiesta. Gli inquirenti stanno lavorando per capire se quegli audio possano contribuire a rafforzare l’impianto accusatorio o se debbano essere interpretati con cautela.

Nel frattempo, il materiale resta al centro delle verifiche investigative, mentre la Procura prosegue nel lavoro di ricostruzione complessiva dei fatti.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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