La donna è stata ricoverata all'ospedale di UdineLa neonata è arrivata prova di vita all'ospedale di Udine

L’esame sul corpo della bambina deceduta dopo il parto domiciliare a Nimis

Arrivano i primi risultati dell’autopsia sulla neonata morta dopo un parto in casa avvenuto a Nimis, in provincia di Udine. L’esame autoptico, disposto dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta aperta dopo il decesso della bambina, ha chiarito uno dei punti centrali della vicenda: la piccola era già priva di vita quando è arrivata all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine.

L’accertamento medico-legale rappresenta un passaggio fondamentale nelle indagini, che ora proseguiranno per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto durante il travaglio e verificare se le procedure assistenziali siano state corrette.

L’autopsia: la neonata era già morta all’arrivo in ospedale

L’esame autoptico è stato eseguito dai medici legali Antonello Cirnelli e Marny Fedrigo.

Secondo quanto emerso, la bambina non presentava più segni vitali quando è stata trasportata al Santa Maria della Misericordia di Udine, dove è stata condotta al termine del parto domiciliare avvenuto il 30 giugno.

Un altro elemento chiarito dalla consulenza riguarda il taglio cesareo eseguito dai sanitari dell’ospedale.

L’autopsia ha infatti accertato che l’intervento è stato praticato esclusivamente per estrarre la bambina dal grembo della madre e che non ha avuto alcun ruolo nel decesso della neonata.

L’inchiesta ora punta sul parto avvenuto nell’abitazione

Con i primi risultati dell’autopsia, la Procura di Udine entra ora nella fase più delicata dell’inchiesta.

Gli investigatori dovranno ricostruire con precisione tutto ciò che è avvenuto all’interno dell’abitazione della coppia durante le ore del travaglio e del parto, scelto volontariamente dai genitori come modalità di nascita della figlia.

L’attenzione si concentrerà soprattutto sulle modalità dell’assistenza ostetrica, sui tempi dell’intervento e sulle decisioni adottate prima del trasferimento in ospedale.

Due ostetriche iscritte nel registro degli indagati

Nell’ambito dell’indagine risultano iscritte nel registro degli indagati due ostetriche, la professionista che seguiva la gravidanza e la sua assistente, entrambe incaricate dalla coppia di assistere il parto domiciliare.

La Procura ha precisato che si tratta di un atto dovuto, necessario per consentire lo svolgimento degli accertamenti tecnici irripetibili e garantire il pieno esercizio del diritto di difesa, compresa la possibilità di nominare consulenti di parte.

L’iscrizione nel registro degli indagati, allo stato attuale, non costituisce un giudizio di colpevolezza.

La denuncia dei genitori e i prossimi accertamenti

L’attività investigativa è partita dopo la denuncia presentata dai genitori della bambina.

Nei prossimi giorni gli inquirenti analizzeranno tutta la documentazione sanitaria, le relazioni delle ostetriche e gli esiti della consulenza medico-legale per stabilire se durante il parto domiciliare siano state rispettate le corrette procedure assistenziali oppure se vi siano stati eventuali ritardi o omissioni.

Gli esiti definitivi dell’autopsia e delle successive consulenze tecniche saranno determinanti per chiarire le cause della morte della neonata e orientare il prosieguo dell’inchiesta della Procura di Udine, chiamata ora a ricostruire con precisione ogni fase del travaglio e del parto avvenuti nell’abitazione di Nimis.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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