La Polizia era arrivata all’alba in un appartamento di Città Studi
«Oh ragazzi, sono con 15 sbirri in casa, stanno perquisendo tutto». Tony Boy decide di trasformare anche una perquisizione della Polizia in una diretta Instagram. Il cellulare resta acceso mentre gli agenti entrano nell’appartamento, lui continua a filmare e protesta chiedendo di vedere il mandato. Alla fine, però, per il trapper 26enne non arrivano gli applausi del suo milione di follower: scatta l’arresto e il trasferimento nel carcere di San Vittore.
Gli agenti della Polizia di Stato hanno trovato nell’abitazione droga, una pistola con matricola abrasa e numerose munizioni. E la stessa diretta social è costata a Tony Boy anche una denuncia per trattamento illecito dei dati, dopo aver divulgato immagini e voci degli agenti impegnati nell’intervento.
Il controllo all’alba in piazza Ferravilla
Sono da poco passate le 5 di sabato mattina quando una Volante transita in piazza Ferravilla, nella zona Città Studi di Milano. Gli agenti notano un Suv fermo con due persone a bordo: una sul lato del conducente, l’altra sul sedile posteriore.
Quando i poliziotti chiedono i documenti, i due scendono rapidamente dalla vettura e si dirigono verso un’abitazione. Entrano nell’appartamento e inizialmente cercano di non far entrare gli agenti, arrivando anche ad affacciarsi dal balcone per trattare con loro.
La situazione si sblocca quando i poliziotti fanno presente che i documenti sono rimasti proprio nell’auto. I due tornano quindi verso il Suv. Uno di loro è un 32enne sudanese con precedenti per droga, l’altro è il trapper Tony Boy, nato a Padova e diventato noto con il suo nome d’arte.
Ed è proprio nel veicolo che arriva la prima scoperta: una bustina di cocaina nella zona del sedile posteriore, dove si trovava il cantante.
La perquisizione e la diretta Instagram
A quel punto gli agenti decidono di estendere i controlli anche all’appartamento. È durante la perquisizione che Tony Boy accende il telefono e comincia a trasmettere tutto in diretta su Instagram.
«Fatemi vedere il mandato, fatemi vedere il mandato», ripete mentre riprende gli agenti. «Queste persone sono in casa mia senza mandato», insiste.
I poliziotti lo avvertono che continuare a filmare potrebbe peggiorare la sua posizione e che potrebbe essere denunciato anche per quello. La risposta del trapper, secondo quanto riportato, è netta: «Ma denunciatemi, che c…o me ne frega».
La diretta continua. E alla fine arriva effettivamente anche la denuncia per la diffusione delle immagini e delle voci degli operatori impegnati nella perquisizione.
Cocaina, hashish, marijuana e una pistola con matricola abrasa
Il problema più serio, però, emerge dall’interno dell’abitazione.
Gli agenti trovano circa 4 grammi di cocaina, 8 grammi di hashish e una bustina contenente un grammo di marijuana, oltre a una bilancia di precisione.
Poi arriva la scoperta dell’arma: una pistola calibro 6.35 con matricola abrasa, completa di caricatore con sette cartucce. Nell’appartamento vengono inoltre trovate altre 41 cartucce di vario calibro.
Per completare gli accertamenti intervengono anche le unità cinofile della Polizia locale e quelle antiesplosivo della Questura.
Al termine della perquisizione scatta quindi l’arresto per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e detenzione di armi clandestine.
Dalla diretta a San Vittore: saltata l’esibizione a Mantova
Per Tony Boy arrivano anche altre contestazioni. Il trapper viene denunciato in stato di libertà per resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione e trattamento illecito dei dati. Anche il 32enne che era con lui viene denunciato a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale.
L’arresto ha fatto saltare anche l’appuntamento professionale previsto nella serata di sabato: cancellata l’esibizione in una discoteca di Mantova.
Il 26enne è stato ascoltato dal pubblico ministero di turno e resta ora in attesa della decisione sulla convalida dell’arresto. Le contestazioni dovranno naturalmente essere valutate nelle sedi giudiziarie competenti.
Tony Boy era nel pieno della sua attività musicale: ha pubblicato quattro dischi e stava affrontando il suo primo tour nei palazzetti italiani, con numerose date già sold out. Una carriera che, nel giro di poche ore, si è ritrovata al centro di una vicenda giudiziaria partita da un controllo all’alba a Milano.

