Dieci minuti di paura, poi una città da mettere in sicurezza
Bastano pochi minuti per cambiare il volto di una città. A Cremona la tromba d’aria accompagnata da una violentissima grandinata ha lasciato dietro di sé uno scenario impressionante. In circa 10-20 minuti, a seconda delle zone interessate, il maltempo ha colpito con una forza tale da provocare danni ingenti a edifici, automobili, alberi e strutture pubbliche e private.
Il bilancio, fortunatamente, non comprende vittime. Sono però 43 le persone soccorse al Pronto Soccorso dell’ospedale di Cremona, nessuna delle quali in condizioni gravi. Quattro pazienti hanno avuto bisogno del ricovero a causa dei traumi riportati, mentre un’altra persona è rimasta in osservazione. La maggior parte dei feriti è stata invece dimessa.
Fuori dall’ospedale, però, la situazione è apparsa subito molto più pesante. Decine di abitazioni e palazzi sono stati danneggiati o scoperchiati, almeno otto famiglie hanno dovuto lasciare temporaneamente le proprie case e la stabilità di altri edifici dovrà essere verificata.
E poi ci sono gli alberi abbattuti, le auto colpite dalla grandine e il patrimonio storico e religioso ferito. Una città intera è stata costretta a fermarsi per fare i conti con i danni.
La grandine ha raggiunto dimensioni impressionanti
A rendere ancora più violento il fenomeno è stata la grandine, con chicchi che in alcune zone avrebbero raggiunto anche i dieci centimetri di diametro.
Il sindaco di Cremona, Andrea Virgilio, ha spiegato che in meno di mezz’ora è caduta una quantità d’acqua pari a circa l’80% di quella normalmente registrata nell’intero mese di agosto.
A questo si sono aggiunte raffiche di vento che hanno raggiunto i 90 chilometri orari, sufficienti a provocare la caduta di numerosissimi alberi e a danneggiare tetti, facciate, finestre e strutture.
Il primo cittadino, il giorno dopo il nubifragio, ha descritto così la situazione: «Vedere la città in queste condizioni lascia sgomenti».
E la conta dei danni è tutt’altro che terminata.
Quarantatré persone al Pronto Soccorso
L’ondata di maltempo ha provocato anche numerosi feriti. Al Pronto Soccorso di Cremona sono state assistite 43 persone.
«La maggior parte è stata dimessa, una rimane in osservazione, mentre quattro pazienti traumatizzati necessitano di ricovero», ha spiegato Francesca Co’, direttrice del Pronto Soccorso.
L’ospedale è stato chiamato a gestire quasi contemporaneamente l’arrivo di oltre quaranta persone. Per affrontare l’emergenza sono stati potenziati i turni del personale medico e infermieristico.
Non si sono registrati codici rossi. I traumi hanno riguardato soprattutto testa e mani, in particolare a causa di cadute o dei tentativi di trovare riparo dalla grandine.
In quattro casi sono state riscontrate fratture del femore, come riferito da Enrico Storti, direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza dell’Asst di Cremona.
Un bilancio pesante, ma che avrebbe potuto essere molto più drammatico considerando la violenza del fenomeno.
#Maltempo #Cremona, situazione meteo migliorata, prosegue il lavoro dei #vigilidelfuoco: dopo il forte vento e la grandine di ieri sono tuttora in corso la messa in sicurezza di abitazioni ed edifici danneggiati, di numerosi alberi, pali elettrici e piccole strutture cadute… pic.twitter.com/JjaPybFfYc
— Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco) August 29, 2026
Il Duomo e il Torrazzo tra i simboli feriti
Uno dei colpi più dolorosi riguarda il cuore storico della città.
La Cattedrale di Cremona ha riportato danni a una delle torrette della controfacciata nord, quella affacciata su largo Boccaccino. La parte superiore è crollata, senza fortunatamente provocare feriti.
Danneggiato anche il grande rosone sulla facciata principale del Duomo, già colpito e successivamente ripristinato dopo il violento nubifragio dello scorso luglio.
Anche alcune finestre del palazzo vescovile sono state danneggiate, in particolare quelle sopra il voltone che collega piazza Sant’Antonio Maria Zaccaria e via Platina. L’area è stata temporaneamente chiusa al transito.
I danni non riguardano soltanto la Cattedrale. Diverse parrocchie del territorio hanno segnalato conseguenze del maltempo e la Diocesi sta procedendo con una verifica complessiva del patrimonio ecclesiastico.
Nonostante i danni, Cattedrale e Torrazzo sono rimasti aperti, con le zone interessate dal crollo già messe in sicurezza.
Crollata anche la parte alta della Torre Civica
Pochi metri più in là, un’altra immagine ha impressionato i cremonesi.
Il maltempo ha infatti provocato il crollo della parte superiore della Torre Civica del Palazzo Comunale. I resti della struttura sono finiti sulla piazza e sono stati accatastati accanto al Battistero.
È una delle immagini simbolo della devastazione provocata dalla tromba d’aria.
Sul posto sono stati effettuati sopralluoghi per verificare le condizioni della torre e stabilire quali interventi siano necessari per garantire la sicurezza.
Palazzo Comunale e Palazzo Ala Ponzone rimarranno chiusi fino a nuovo aggiornamento. Il Comune ha inoltre previsto ordinanze per la chiusura di parchi, parchi scolastici e cimitero.
Migliaia di alberi e almeno diecimila auto danneggiate
Il centro storico non è l’unica parte di Cremona ad aver subito le conseguenze della tempesta.
Le strade sono state invase da rami e tronchi, mentre numerosi alberi sono stati completamente sradicati dalla furia del vento. Le operazioni di pulizia sono iniziate già nelle prime ore del mattino e hanno coinvolto uomini e mezzi impegnati senza sosta.
Secondo una prima stima, sarebbero migliaia gli alberi caduti.
Ancora più impressionante è il numero delle automobili danneggiate dalla grandine: la stima parla di almeno 10mila veicoli colpiti dai chicchi di eccezionali dimensioni.
La situazione della viabilità è stata particolarmente complessa, con diverse strade e piste ciclabili ancora impraticabili.
Il Comune ha invitato i cittadini a prestare la massima attenzione e a non oltrepassare le aree transennate.
Otto famiglie senza casa
Tra le conseguenze più delicate ci sono quelle che riguardano le abitazioni.
Almeno otto famiglie sono state evacuate dopo che le loro case sono rimaste danneggiate dalla violenza della tromba d’aria. In altri edifici saranno necessarie verifiche sulla stabilità prima di poter consentire il rientro.
Per l’amministrazione comunale, questa rappresenta una delle priorità immediate.
«I danni sono enormi, complicati al momento da quantificare», ha spiegato il sindaco Virgilio, sottolineando che serviranno tempo e pazienza per tornare alla normalità.
La priorità, ha aggiunto, è proprio quella di «sistemare» le famiglie rimaste senza casa.
Danni anche alla Fiera e alle imprese
Il maltempo ha colpito duramente anche il tessuto economico della città.
Alla Fiera di Cremona sono stati danneggiati tre dei quattro padiglioni. Numerose imprese hanno segnalato problemi alle proprie strutture e danni sono stati registrati anche nel settore agricolo.
Il conto economico della tempesta, dunque, potrebbe essere molto elevato e al momento è impossibile quantificarlo con precisione.
La priorità resta comunque la messa in sicurezza delle aree più colpite e il ripristino dei servizi essenziali.
Danneggiato anche il nuovo centro della Protezione Civile
La forza del maltempo si è fatta sentire anche fuori dal capoluogo.
A Piadena Drizzona, in provincia di Cremona, è stato danneggiato il nuovo Centro Polifunzionale di Emergenza Provinciale della Protezione Civile, la cui inaugurazione era prevista per il prossimo 5 settembre.
La struttura ha riportato danni alle saracinesche dell’ingresso per i mezzi, a un lucernario e al cancello d’ingresso. L’edificio è stato successivamente messo in sicurezza.
La Provincia dovrà ora valutare anche se spostare le attrezzature che erano già state depositate nel centro.
Una beffa particolarmente significativa perché si tratta proprio di una struttura destinata a supportare il territorio nella gestione delle emergenze.
Protezione Civile e volontari al lavoro
Il giorno dopo la tempesta, Cremona si è trasformata in un enorme cantiere.
Protezione Civile, vigili del fuoco, Aem, Aprica e numerosi gruppi di volontari sono impegnati nella rimozione degli alberi, nella pulizia delle strade e nella messa in sicurezza degli edifici.
Sono state coinvolte diverse realtà di volontariato, tra cui gruppi della Protezione Civile di Sospiro, gli Alpini e altre associazioni del territorio.
Il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile è stato attivato per coordinare le operazioni.
L’obiettivo è restituire progressivamente alla città la propria normalità, ma il lavoro sarà lungo.
Anche il calcio finisce al centro delle polemiche
Il maltempo ha avuto conseguenze anche sul calcio e, in particolare, sulla partita Cremonese-Modena, disputata regolarmente nonostante l’ondata di maltempo e le richieste di rinvio.
Il sindaco Andrea Virgilio aveva chiesto di anteporre le necessità della città alla partita dello Zini.
La Cremonese, attraverso il direttore generale Paolo Armenia, ha precisato che la decisione sul rinvio non rientrava nelle competenze della società. Il dirigente ha spiegato che in sede di GOS il club aveva manifestato la propria disponibilità a condividere un eventuale rinvio deciso dalle autorità competenti.
Armenia ha inoltre espresso vicinanza alle persone colpite dal maltempo e ringraziato tutti coloro che hanno lavorato durante l’emergenza.
Cremona riparte, ma la ferita resta
A distanza di poche ore dalla tromba d’aria, Cremona è dunque una città ferita. Le immagini del Duomo danneggiato, della Torre Civica privata della sua parte superiore, degli alberi abbattuti e delle automobili devastate dalla grandine raccontano la violenza di un fenomeno che si è concentrato in un intervallo di tempo brevissimo.
Il dato più importante resta però quello delle persone: nessuna delle 43 persone soccorse è in pericolo di vita.
Ora la sfida è rimettere in sicurezza strade, abitazioni, edifici pubblici e monumenti. Il sindaco ha già avvertito che serviranno tempo e pazienza.
Cremona, intanto, ha iniziato a rialzarsi. Ma la conta dei danni è appena cominciata.

