Maria SpinelliMaria Spinelli

Originaria di Atri e residente a Città Sant’Angelo, Maria Spinelli aveva studiato all’alberghiero di Silvi

La sua nuova vita in Svizzera era appena cominciata. Maria Spinelli aveva 22 anni, era originaria di Atri, viveva con la famiglia a Città Sant’Angelo e da poco tempo aveva deciso di partire per il Canton Argovia. Aveva trovato un lavoro, cercava la propria indipendenza e guardava avanti. Poi, nella notte tra sabato e domenica, la sua vita si è spezzata ad Aarau, durante il rave party alla Pferderennbahn di Schachen.

Maria è l’unica vittima della sparatoria che ha trasformato una festa in una tragedia. I colpi d’arma da fuoco erano stati inizialmente scambiati da alcuni partecipanti per fuochi d’artificio. La 22enne è rimasta ferita mortalmente. Altre cinque persone, quattro uomini e una donna tra i 24 e i 27 anni, sono rimaste ferite, tra loro anche due italiani.

Ma ora, mentre proseguono le indagini per ricostruire la dinamica e individuare chi ha sparato, dall’Abruzzo arrivano i racconti di chi conosceva Maria e permette di ricostruire chi era quella ragazza che aveva scelto di lasciare la propria terra per provare a costruirsi un futuro lontano da casa.

Maria Spinelli, dagli studi all’alberghiero di Silvi alla nuova vita in Svizzera

Maria aveva frequentato l’Istituto alberghiero di Silvi, sede distaccata dell’Istituto Zoli. Una formazione che le aveva dato competenze da spendere nel mondo del lavoro e che si inseriva in un percorso personale segnato dalla voglia di rendersi indipendente.

Dopo gli studi aveva scelto di trasferirsi in Svizzera, dove da qualche tempo aveva trovato un impiego. Secondo quanto riferito dal sindaco di Città Sant’Angelo, Matteo Perazzetti, la ragazza era ripartita da circa un mese per lavorare.

«Ci stringiamo alla famiglia come comunità», ha detto Perazzetti, esprimendo il cordoglio per la morte della giovane. «È una vita giovane, spezzata, una vita di una persona che era andata in Svizzera a lavorare, a cercare la sua indipendenza, a cercare la sua vita».

Maria, nata ad Atri, era residente con la famiglia a Città Sant’Angelo. Il padre, Elvis Spinelli, è conosciuto in città. La notizia della morte della figlia ha lasciato sotto choc la comunità abruzzese, che ora si stringe attorno alla famiglia.

Anche il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Lorenzo Sospiri, ha espresso il proprio cordoglio per la giovane, definendola una «giovane abruzzese, nata ad Atri e residente a Città Sant’Angelo».

«Era una ragazza semplice, aveva sempre il sorriso»

A raccontare qualcosa in più di Maria è un vicino di casa in Svizzera. I due vivevano nello stesso palazzo da meno di un anno, ma nel tempo avevano costruito un rapporto di amicizia.

«Era una ragazza semplice, con una storia difficile alle spalle, ma nonostante tutto aveva sempre il sorriso», racconta. Maria viene descritta come tranquilla, dolce e affettuosa, con una grande voglia di vivere.

Alle spalle aveva conosciuto presto difficoltà e sacrifici. Era cresciuta con i genitori separati e aveva attraversato periodi complicati. Non nascondeva le proprie origini e parlava apertamente della sua storia.

«Sapeva quello che aveva vissuto e voleva soltanto avere la possibilità di cambiare», racconta ancora il vicino.

Ed era proprio questo il significato della sua partenza per la Svizzera. Un nuovo inizio.

«Voleva ricominciare. Cercava un lavoro, voleva diventare indipendente e costruirsi un futuro. Non voleva tornare indietro: il suo obiettivo era riuscire a stabilizzarsi qui».

Il lavoro, la cucina e il sogno di costruirsi una famiglia

Per mantenersi Maria accettava anche lavori saltuari. Quando poteva, dava una mano al food truck della famiglia con cui aveva stretto amicizia.

Era anche molto brava ai fornelli.

«Era bravissima a cucinare», racconta il vicino, ricordandola come una ragazza «umile» e sempre pronta a lavorare per andare avanti.

Con quella famiglia aveva instaurato un rapporto che era diventato molto più profondo di una semplice conoscenza. «Sapevamo che aveva delle difficoltà e cercavamo di aiutarla. Qualche volta le facevamo la spesa, altre volte stavamo semplicemente insieme».

Una quotidianità fatta di piccoli gesti, conversazioni e momenti condivisi. «Con il tempo era diventata una persona di famiglia».

Maria aveva davanti a sé progetti concreti. Lavorare, diventare indipendente, stabilizzarsi e un giorno costruire una famiglia. Un futuro che aveva iniziato a immaginare proprio dopo essere arrivata in Svizzera.

È quel futuro che la notte di Aarau ha cancellato.

«Il rave era fantastico, poi gli spari»

La tragedia si è consumata alla Pferderennbahn di Schachen, dove era in corso uno dei più importanti rave del Canton Argovia. Erano attese migliaia di persone.

La serata sembrava procedere normalmente. «Era un rave fantastico, con una grande atmosfera, persone splendide e un’energia incredibile», ha raccontato uno dei partecipanti.

Poi, poco dopo le 2:30, la musica si è fermata.

Sono partiti numerosi colpi d’arma da fuoco. Alcuni presenti, almeno inizialmente, hanno pensato che fossero fuochi d’artificio. In pochi istanti la festa è diventata una scena di panico.

Maria Spinelli è rimasta uccisa. Cinque persone sono state ferite.

La polizia cantonale di Argovia sta cercando gli autori della sparatoria e sta lavorando per chiarire anche il movente. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori ci sono diverse possibilità, senza che al momento sia stata individuata una spiegazione definitiva.

Intanto in Abruzzo resta il dolore per una ragazza che aveva lasciato casa da poco per provare a costruirsi una vita nuova.

Maria era partita per lavorare. Aveva studiato, accettato sacrifici e ricominciato lontano dalla sua terra. Aveva 22 anni.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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