Adriana Furlani, 82 anni, trovata morta nell’appartamento: il figlio l’avrebbe soffocata con un cuscino
«Non ti buttare». Sono state queste le ultime parole che alcuni vicini hanno rivolto a Giorgio Prelec, 54 anni, mentre lo vedevano camminare avanti e indietro sul terrazzo del quarto piano di una palazzina in via Mare di Tasman, a Ostia. L’uomo era salito a cavalcioni sul parapetto e si era aggrappato, mentre qualcuno cercava disperatamente di convincerlo a fermarsi.
«È stata una cosa scioccante», ha raccontato una testimone. Anche un’assistente sociale, affacciata dal balcone dell’abitazione accanto, avrebbe provato a parlargli: «A tutto c’è una soluzione».
Ma quando i vigili del fuoco sono arrivati, Giorgio si è lasciato cadere nel vuoto. È morto sul colpo.
Pochi minuti dopo, all’interno dello stesso appartamento, è stato trovato anche il corpo senza vita della madre, Adriana Furlani, 82 anni. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’anziana sarebbe stata uccisa dal figlio, che l’avrebbe soffocata con un cuscino prima di uscire sul terrazzo e togliersi la vita.
La telefonata ai soccorsi e quei minuti drammatici
La tragedia si è consumata intorno alle 13. Alcuni residenti si sono accorti che qualcosa non andava quando hanno visto Giorgio uscire sul balcone e iniziare a camminare avanti e indietro, apparendo fortemente agitato.
«Mancavano pochi minuti alle 13 quando quell’uomo è uscito sul balcone e ha iniziato a camminare avanti e indietro», hanno raccontato alcuni residenti.
Qualcuno ha quindi chiamato i soccorsi. Nel frattempo, i vicini hanno cercato di parlare con il 54enne per convincerlo a non compiere il gesto estremo.
La scena è durata alcuni minuti. Poi Giorgio si è arrampicato sul parapetto.
«Gli urlavamo “Non ti buttare”», ha raccontato una delle persone che ha assistito alla scena. Anche l’assistente sociale avrebbe cercato di raggiungerlo con le parole, ripetendogli che «a tutto c’è una soluzione».
L’arrivo dei vigili del fuoco, però, non è bastato. L’uomo si è gettato dal quarto piano.
La madre trovata morta nella camera da letto
Mentre sul marciapiede venivano avviati i soccorsi per Giorgio Prelec, nell’appartamento è emersa la seconda parte della tragedia.
I vigili del fuoco hanno trovato Adriana Furlani senza vita, in una stanza diversa da quella del figlio. Sul corpo, secondo quanto riferito nelle prime informazioni investigative, sarebbero stati riscontrati segni di pressione sul collo.
La donna sarebbe stata trovata con un cuscino sul volto. È proprio questo elemento, insieme agli altri rilievi effettuati nell’abitazione, ad aver portato gli investigatori a ipotizzare che il figlio l’abbia soffocata prima di uscire sul terrazzo.
In casa, tuttavia, non sarebbero stati trovati evidenti segni di colluttazione né tracce di sangue. Non sarebbe stato rinvenuto neppure un biglietto che annunciassse la tragedia.
Gli investigatori stanno quindi ricostruendo ogni passaggio per arrivare a una dinamica definitiva.
Nessuna lite, nessuna denuncia: il ritratto di due persone riservate
Gli accertamenti della Polizia del Distretto Lido, insieme alla Scientifica, non avrebbero fatto emergere al momento precedenti denunce o episodi di particolare conflittualità tra madre e figlio.
Adriana e Giorgio vivevano da soli nell’appartamento popolare affacciato sul parco X Giugno. Erano originari del Nord Italia e da oltre vent’anni abitavano a Ostia.
Un vicino, Claudio, li ha descritti come persone molto riservate e garbate.
«Io sono senza parole, davvero all’interno di una casa non si sa mai cosa possa accadere», ha raccontato. Dopo la morte del padre, madre e figlio vivevano soli. Il fratello di Giorgio, invece, vive a Roma con la propria famiglia.
Il vicino ha ricordato anche Giorgio Prelec, che avrebbe lavorato come maestro in una scuola materna all’Infernetto. Secondo quanto emerso, da pochi mesi aveva inoltre ottenuto un incarico come caposquadra, gestendo per conto di Risorse per Roma il personale destinato al IV Municipio. Era un grande tifoso della Roma che seguiva anche in trasferta.
Quattro tragedie in pochi giorni: l’esperto richiama alla prudenza
La tragedia di Ostia arriva a pochi giorni da altri casi drammatici avvenuti in diverse zone d’Italia.
A Pietralata, a Roma, il 31 agosto sono morti Luca Abbasciano, Valentina Pambianco e la loro figlia Bianca, cinque anni. A Barberino del Mugello, nel Fiorentino, sono invece morti un uomo e la sua ex compagna, mentre nel Savonese sono stati trovati senza vita un uomo, una donna e un ragazzo minorenne.
Una sequenza che ha riportato l’attenzione anche sul possibile fenomeno dell’emulazione.
Lo psicologo Ivan Iacob, segretario dell’Associazione Unitaria Psicologi Italiani, ha invitato però a non sovrapporre automaticamente vicende che potrebbero avere motivazioni completamente diverse.
Alla base di tragedie di questo tipo, ha spiegato, può esserci una condizione di profonda sofferenza e alterazione psicologica, mentre in alcuni casi può entrare in gioco anche un possibile «meccanismo di emulazione».
Per quanto riguarda Ostia, saranno ora gli investigatori a stabilire cosa abbia spinto Giorgio Prelec a uccidere la madre e poi a togliersi la vita, ricostruendo soprattutto le ore e i giorni precedenti alla tragedia.

