Pompe a secco a Napoli e in numerosi comuniPompe a secco a Napoli e in numerosi comuni

Il blocco degli autotrasportatori scatena la corsa al carburante

Distributori presi d’assalto, automobilisti in coda per ore e prezzi che, secondo alcune segnalazioni, arrivano a sfiorare i 2,80 euro al litro per il diesel. Nell’area metropolitana di Napoli la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante sta provocando disagi sempre più pesanti, con ripercussioni che vanno ben oltre la difficoltà di fare rifornimento. A rischio ci sono anche la raccolta dei rifiuti, gli spostamenti degli studenti e, soprattutto, i servizi di trasporto sanitario.

Da Mugnano a Pozzuoli, passando per via Giacomo Leopardi e Pianura, gli automobilisti si concentrano davanti agli impianti che dispongono ancora di scorte. In alcuni casi sono costretti a spostarsi nei comuni vicini per trovare benzina o gasolio. Le difficoltà riguardano anche il Gpl, mentre la corsa a riempire i serbatoi contribuisce a esaurire più rapidamente le disponibilità residue.

Diesel a 2,799 euro: esplode la protesta sui prezzi

La ricerca di un distributore rifornito si è trasferita anche sui social, dove nei gruppi locali si moltiplicano richieste di informazioni e segnalazioni sugli impianti ancora aperti. Accanto alla preoccupazione per le scorte, cresce la rabbia per i prezzi praticati in alcuni distributori.

Tra le cifre segnalate dagli automobilisti compaiono 2,799 euro al litro per il diesel e 2,499 euro per la benzina, valori nettamente superiori alle medie indicate, rispettivamente, intorno a 2,25 e 1,99 euro al litro. Si tratta di segnalazioni che andrebbero verificate impianto per impianto, ma che alimentano le proteste di chi teme di dover affrontare una spesa sempre più elevata per raggiungere il lavoro o accompagnare i figli a scuola.

Alcuni utenti accusano i gestori di approfittare dell’emergenza. Per stabilire eventuali responsabilità, tuttavia, occorre distinguere le singole denunce dalle verifiche sui prezzi effettivamente applicati e sulle condizioni di approvvigionamento.

«Senza carburante si ferma anche il 118»

A lanciare l’allarme sulle conseguenze per la sanità è l’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate. Il suo rappresentante, Manuel Ruggiero, esprime solidarietà alle ragioni della protesta degli autotrasportatori, ma chiede che sia assicurato il passaggio delle autocisterne dirette ai distributori.

«Senza carburante si ferma tutto il trasporto su ruote, anche quello dei pazienti», avverte Ruggiero. Il problema riguarda chi deve raggiungere i centri dialisi, i trasferimenti di persone ricoverate da un ospedale all’altro e i mezzi di emergenza, oltre ai servizi collegati al sistema sanitario.

«Ora ci troviamo di fronte a una contrattazione con la salute», sottolinea, richiamando la necessità di evitare che il blocco comprometta attività essenziali. Il nodo è garantire che la protesta non interrompa i rifornimenti indispensabili per i servizi di emergenza e assistenza.

Raccolta dei rifiuti sospesa in tre Comuni

Le conseguenze sono già arrivate alla gestione dei rifiuti. Sant’Anastasia, Marigliano e Pollena Trocchia hanno annunciato la sospensione della raccolta porta a porta a partire da domani, a causa delle difficoltà nel reperire carburante per i mezzi e dei blocchi stradali in corso.

Le amministrazioni hanno avvertito i cittadini che non sarà possibile conferire i rifiuti secondo il consueto calendario già dalla sera precedente alla sospensione. Un disagio che rischia di accumularsi rapidamente se le condizioni degli approvvigionamenti non dovessero migliorare.

A Pomigliano d’Arco, invece, è stata disposta la chiusura temporanea dell’isola ecologica. Il Comune ha spiegato che la misura servirà a utilizzare mezzi e attrezzature disponibili per affrontare l’emergenza e contenere le ripercussioni sul servizio di gestione dei rifiuti.

Le amministrazioni puntano a limitare i disagi, ma la durata delle sospensioni dipenderà dall’evoluzione della protesta e dalla possibilità di assicurare carburante ai veicoli impiegati nei servizi pubblici.

Studenti a rischio: «Come facciamo a portarli a scuola?»

La preoccupazione coinvolge anche le famiglie degli studenti delle scuole superiori di numerosi comune del napoletano. Molti ragazzi frequentano istituti situati in comuni diversi da quelli di residenza e dipendono dall’auto dei genitori o dai collegamenti con i mezzi pubblici.

«Senza benzina non potremo portare i ragazzi nei comuni dove sono ubicati gli istituti superiori, che a volte sono a qualche chilometro di distanza. Anche i pullman si fermeranno, e quindi cosa si fa?», è la domanda rilanciata da alcuni genitori sui social.

Il timore è che le difficoltà di rifornimento possano trasformarsi in un problema concreto per la frequenza scolastica, soprattutto nelle zone meno servite dal trasporto pubblico.

La protesta contro il caro carburante, dunque, sta facendo emergere una fragilità che coinvolge l’intero territorio: dalla mobilità privata ai servizi comunali, fino all’assistenza sanitaria. La priorità, oltre al confronto sulle ragioni degli autotrasportatori, è evitare che la carenza di carburante blocchi attività indispensabili per migliaia di cittadini.

Di Redazione

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