Ricercatore con un passato da rider e un percorso universitario tra comunicazione e politica internazionale
Dagli studi sui movimenti islamici e sulla geopolitica alle indagini della Digos e della Polizia Postale. È il percorso che si incrocia nella vicenda di Youssef Siher, trentenne di origini marocchine residente nel Bresciano, individuato a Milano perché ritenuto il gestore della piattaforma social Movimento 17 ottobre, attraverso cui sarebbe stata rilanciata la mobilitazione nelle piazze. Il giovane è stato sottoposto a un fermo preventivo di polizia della durata di 12 ore, mentre gli investigatori proseguono gli accertamenti.
Nei suoi confronti, secondo le informazioni diffuse, la pm Francesca Crupi contesta l’ipotesi di istigazione a delinquere con l’aggravante del terrorismo. Sono in corso perquisizioni e verifiche informatiche. Si tratta di contestazioni investigative: la posizione dell’indagato dovrà essere valutata nelle sedi competenti e non equivale a una dichiarazione di colpevolezza.
Il profilo del ricercatore finito sotto la lente degli investigatori
Il curriculum di Siher presenta un percorso che attraversa ambiti diversi. Dopo il diploma scientifico conseguito a Salò, ha studiato all’Università degli Studi di Milano, dove ha completato una laurea in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e ha proseguito la formazione nell’area delle Scienze politiche e di governo.
Nel suo percorso professionale figurano anche esperienze lontane dall’ambiente accademico: avrebbe lavorato come rider per Glovo e come ispettore della sicurezza alimentare. Successivamente si è concentrato sull’analisi del discorso politico, sulle dinamiche internazionali e sui fenomeni geopolitici, con particolare attenzione al Nord Africa e al Medio Oriente.
Tra i suoi interessi di ricerca figurano l’Islam politico, i movimenti politici islamici e i rapporti tra religione e nazionalismo arabo. Nella tesi magistrale avrebbe approfondito il caso dei movimenti islamici in Marocco e le loro relazioni con il potere monarchico. È inoltre indicato come madrelingua italiano e arabo, con una conoscenza avanzata dell’inglese e competenze in spagnolo.
La pista digitale e il ruolo dell’intelligence
L’identificazione del trentenne sarebbe arrivata dopo un’attività di monitoraggio dei social network. Secondo fonti informate, l’Aisi avrebbe seguito negli ultimi giorni le tracce digitali riconducibili alla pagina Movimento 17 ottobre, riuscendo a risalire alla persona ritenuta responsabile della sua gestione.
Il profilo del giovane era già noto per l’attività di attivismo pro-Palestina e per la partecipazione alla rappresentanza studentesca durante gli anni universitari. Gli investigatori stanno ora verificando i contenuti diffusi attraverso la piattaforma e gli eventuali collegamenti con le mobilitazioni e le tensioni di piazza.
Sul profilo Instagram attribuito a Siher compare la frase: «Non puoi sconfiggere coloro che credono che la morte non sia la fine». Un elemento che si inserisce nel materiale al vaglio degli inquirenti, ma che, da solo, non dimostra la sussistenza di responsabilità penali.
Il precedente del 2024 e i sospetti su Alba nascente
L’attenzione degli apparati di sicurezza sul nome di Siher, secondo quanto riferito, risalirebbe anche al 2024. In quell’anno l’intelligence avrebbe segnalato la costituzione dell’organizzazione Alba nascente, attribuita al trentenne.
Secondo le informazioni riportate, il movimento sarebbe stato osservato per la diffusione, in alcune comunità musulmane europee, di propaganda riconducibile ad Hamas e al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, oltre che per l’organizzazione logistica di manifestazioni pro-Palestina e i rapporti con ambienti dell’antagonismo radicale di estrema sinistra.
Si tratta di elementi che gli investigatori starebbero approfondendo per ricostruire la rete di contatti e le attività riconducibili ai gruppi citati. Saranno gli accertamenti a chiarire quali fatti possano avere rilevanza penale e quali collegamenti siano effettivamente dimostrabili.
La precisazione dell’Ispi: «Collaborazione conclusa nel 2024»
Nel curriculum di Siher compare anche un’esperienza presso l’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi), nell’ambito dell’Osservatorio sul Medio Oriente e Nord Africa.
L’istituto ha diffuso una precisazione per delimitare la natura e la durata del rapporto: «Con riferimento alle recenti notizie circolate sui fatti accaduti a Milano il 17 ottobre, si segnala che Youssef Siher ha effettuato uno stage presso Ispi nel 2024. Da allora non ha più collaborato con l’Istituto».
Una puntualizzazione che chiarisce come l’esperienza professionale presso il centro studi sia terminata due anni fa e non rappresenti una collaborazione attualmente in corso.
L’inchiesta dovrà ora ricostruire il ruolo effettivo attribuito al trentenne nella gestione del Movimento 17 ottobre, i contenuti pubblicati e gli eventuali legami con altre realtà organizzate. Al centro delle verifiche restano le ipotesi contestate e il materiale digitale raccolto dagli investigatori.

