Gessica DisertoreGessica Disertore

Per la Procura è suicidio

È stata trovata impiccata, con indosso solo la biancheria intima, il 27 settembre 2023, a bordo della nave da crociera Disney Fantasia, dove lavorava come cuoca. Per la Procura di Bari si è trattato di suicidio: il procuratore Roberto Rossi ha chiesto l’archiviazione del caso, basandosi sugli atti redatti dagli inquirenti di Porto Rico, dove è stata eseguita l’autopsia.

Secondo la richiesta di archiviazione, non emergerebbe “qualsiasi elemento che indichi la presenza o l’intervento di terzi” nella cabina della 27enne triggianese nelle ore precedenti alla morte.

La posizione della famiglia

Martedì 17 febbraio, durante l’udienza in tribunale a Bari, il legale dei familiari ha chiesto che le indagini proseguano. Al centro della contestazione c’è l’esito dell’autopsia: nel sangue di Gessica sarebbe stata riscontrata una presenza “rilevante” di Fentanyl, un potente oppioide sintetico.

Secondo la difesa, rappresentata dall’avvocata Rutigliani, l’assunzione di Fentanyl in quantità significativa potrebbe compromettere gravemente le capacità motorie, rendendo difficile – se non impossibile – compiere un gesto come l’impiccagione in autonomia. Un elemento che, per la famiglia, merita ulteriori approfondimenti investigativi.

L’ipotesi della delusione amorosa

Nelle prime fasi delle indagini, l’ipotesi del suicidio era stata collegata a una possibile delusione sentimentale. Il ragazzo che la giovane frequentava a bordo sarebbe stato visto quella sera in compagnia di un’altra donna.

Una ricostruzione che la famiglia considera debole: secondo la difesa, non si trattava di una relazione stabile tale da giustificare un gesto estremo. Inoltre, sul telefono della 27enne sarebbero state trovate chat che farebbero riferimento a comportamenti aggressivi attribuiti allo stesso uomo.

I familiari: “Con quei livelli di fentanyl non poteva agire da sola”

La famiglia di Gessica Disertore respinge con forza l’ipotesi del suicidio, puntando l’attenzione su un dato che ritiene decisivo: la concentrazione di fentanyl riscontrata nel sangue della 27enne.

“I livelli da 3 a 6 ng/mL (nanogrammi per millilitro) sono considerati mortali. I 9.6 ng/mL presenti nel sangue di Gessica sono assolutamente incompatibili con qualsiasi azione”, spiega l’avvocata della famiglia.

Secondo la legale, una concentrazione così elevata del potente oppioide sintetico avrebbe avuto un effetto immediato e invalidante:

“È evidente che il gesto non può essere stato compiuto autonomamente, visto che la sostanza ha un effetto immediato. Pensare che Gessica da sola possa aver preso questa cintura in pelle e averla legata a una mensola è impossibile”.

Le criticità sull’autopsia

La difesa evidenzia inoltre presunte lacune negli accertamenti medico-legali eseguiti a Porto Rico.

“La prima autopsia non riporta tutti i segni tipici dell’impiccamento. Ci parla di lesioni sul corpo che in Italia non vengono valutate, visto che è arrivato imbalsamato e privo di organi”, prosegue l’avvocata.

Un ulteriore elemento sollevato riguarda proprio il dato tossicologico:

“Della presenza del fentanyl mi sono accorta io facendo la traduzione dallo spagnolo delle carte”.

Secondo la famiglia, questo dettaglio avrebbe richiesto un approfondimento specifico e un supplemento d’indagine, considerata la rilevanza potenzialmente decisiva sul piano causale.

Attesa per la decisione del giudice

Ora spetterà al giudice valutare la richiesta di archiviazione della Procura e l’opposizione della famiglia. La decisione sarà determinante per stabilire se il fascicolo verrà definitivamente chiuso o se saranno disposti ulteriori accertamenti, anche alla luce della presenza del fentanyl e dei messaggi rinvenuti sul cellulare della giovane.

La vicenda resta aperta sul piano giudiziario e umano: una morte avvenuta in mare, lontano da casa, che continua a sollevare interrogativi e a dividere le interpretazioni tra accusa e difesa.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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