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Lavoro autonomo o da dipendenti: ecco cosa preferiscono gli italiani

Le preferenze professionali degli italiani stanno vivendo una trasformazione significativa, soprattutto tra le nuove generazioni.

Le ricerche più recenti indicano una decisa inclinazione dei giovani non più verso la ricerca del lavoro dipendente e con un contratto stabilizzante, ma in molti sono sempre più interessati a valutare come soluzione di carriera professionale il lavoro autonomo, una nuova ideologia che si contrappone fortemente alla precedente generazione che privilegiava la stabilità del lavoro dipendente.

Nonostante la crisi che ha seguito la pandemia, sembra dunque emergere un crescente interesse degli italiani verso il lavoro autonomo, spinto in parte anche dalla possibilità di usufruire della partita IVA agevolata.

Questo inquadramento fiscale, infatti, offre svariati vantaggi fiscali e amministrativi – verificabili su regime-forfettario.it, portale di settore molto apprezzato per l’attività divulgativa – rendendo l’opzione del lavoro in proprio più allettante per molti aspiranti imprenditori.

Ma vediamo un po’ più nel dettaglio il cambiamento che sta avvenendo negli italiani.

Cambiamento generazionale nelle preferenze lavorative

Una ricerca condotta da Skuola.net in collaborazione con ELIS ha rivelato che molti studenti uscenti dal sistema scolastico prediligono l’idea di lavorare in proprio piuttosto che sotto contratto di dipendenza.

Questo cambio di prospettiva è evidente: dei 600 neodiplomati intervistati, il 23% aspira al lavoro autonomo e solo il 25% si orienta verso il lavoro dipendente, mostrando un ribaltamento completo rispetto alle scelte dei loro genitori.

Futuri imprenditori

Tra i giovani intervistati, ben il 42% è determinato a sviluppare un’idea imprenditoriale in autonomia, mentre il 12% preferisce lavorare in team. Questi futuri imprenditori stanno già delineando i contorni delle loro aspirazioni, con oltre la metà che ha identificato specifici progetti o idee imprenditoriali da perseguire.

Questa tendenza dimostra una crescente propensione al rischio e un desiderio di indipendenza professionale, fortemente influenzato dalla diffusione dei social network che hanno reso il mondo dell’impresa accessibile anche a chi non proviene da una famiglia di imprenditori.

L’approccio al lavoro dei giovani italiani

La ricerca ha anche evidenziato che molti giovani hanno già avuto esperienze lavorative durante gli anni scolastici, svolgendo piccoli lavori che spaziano dal baby-sitting alle lezioni private, fino a ruoli più in linea con l’economia digitale.

Queste esperienze precoci non solo forniscono un primo contatto con il mondo del lavoro, ma spesso definiscono le aspirazioni future dei giovani, con oltre un terzo che desidera trasformare queste attività in una carriera a tempo pieno.

Settori in crescita

L’innovazione domina le preferenze dei giovani, con l’eCommerce e il marketing d’influenza che emergono come i settori più ambiti. Il 23% dei giovani si orienta verso l’eCommerce, il 21% verso l’influencer marketing e la creazione di contenuti digitali, mentre il 19% si interessa al mondo fintech, incluso il trading online e la compravendita di criptovalute. Queste scelte riflettono un crescente interesse verso professioni che permettono una maggiore autonomia e flessibilità.

La necessità di supporto formativo

Date queste tendenze, è fondamentale che il sistema educativo e le politiche di sostegno all’impiego si adattino per fornire ai giovani le competenze e le risorse necessarie per avere successo come imprenditori.

Programmi di formazione specifici e incubatori di startup possono giocare un ruolo cruciale nel trasformare le ambizioni imprenditoriali in realtà sostenibili e produttive.

La preferenza crescente per il lavoro autonomo tra i giovani italiani non solo riflette un cambiamento culturale, ma segnala anche la necessità di un adeguamento strutturale e formativo che supporti queste aspirazioni.

Il lavoro autonomo offre libertà e possibilità di espressione personale che sono particolarmente valorizzate dalle nuove generazioni, le quali cercano non solo un impiego, ma una vera e propria realizzazione personale e professionale.

Le istituzioni educative e i decisori politici devono quindi riconoscere e facilitare questa transizione, garantendo che i giovani abbiano accesso alle risorse necessarie per trasformare le loro visioni innovative in imprese di successo, sostenendo così la crescita economica futura dell’Italia.

Redazione
Redazione
Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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