Due tragedie nello stesso quartiere
A Settecamini le due tragedie a distanza di poche ore. Il giovane magazziniere è morto nella notte dopo un malore, in tarda mattinata un uomo di circa 50 anni è stato travolto dall’esplosione di un componente delle sospensioni di un camion
È una nuova giornata di morti sul lavoro a Roma, segnata da due tragedie avvenute a poche ore e a breve distanza l’una dall’altra. Il quartiere è Settecamini, nella zona Est della Capitale, dove nella notte ha perso la vita un giovane di appena 25 anni che lavorava come magazziniere in un deposito Amazon.
In tarda mattinata, sempre nella stessa zona, un secondo lavoratore, un uomo di circa 50 anni, è morto dopo essere rimasto gravemente ferito all’interno di un’officina di via Rocca di Cave.
Due episodi distinti, sulle cui cause sono in corso gli accertamenti, che riaccendono drammaticamente il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro a Roma e nel Lazio.
Il malore nel deposito Amazon
La prima tragedia si è consumata durante la notte al deposito di smistamento Amazon di Settecamini.
Il 25enne, impegnato nelle mansioni di magazziniere, si è sentito male mentre si trovava al lavoro. L’allarme è scattato poco prima delle 2, quando i colleghi hanno chiesto l’intervento dei soccorritori.
I sanitari hanno raggiunto rapidamente la struttura e hanno tentato di prestare assistenza al giovane, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile.
La dinamica precisa e le cause del decesso dovranno essere chiarite dagli accertamenti. Al momento, infatti, si parla di un presunto malore e non di una causa già definitivamente accertata.
Amazon ha espresso il proprio dolore per quanto accaduto: «Siamo addolorati per la tragedia. In questo momento i nostri pensieri e le nostre più sentite condoglianze vanno alla famiglia del lavoratore. Siamo a disposizione delle autorità per qualsiasi approfondimento necessario».
Poi l’esplosione nell’officina
Poche ore dopo, sempre a Settecamini, è arrivata la seconda tragedia.
Questa volta l’incidente è avvenuto all’interno di un’officina di via Rocca di Cave, dove un uomo di circa 50 anni stava lavorando su un camion.
Secondo le prime informazioni, il lavoratore sarebbe rimasto gravemente ferito a causa dell’esplosione di un soffietto delle sospensioni pneumatiche del mezzo.
Anche in questo caso i soccorritori hanno tentato di salvarlo, ma le condizioni dell’uomo si sono rivelate troppo gravi. I tentativi di rianimazione non hanno avuto successo.
Saranno gli accertamenti a stabilire con precisione cosa sia accaduto e se siano emerse eventuali responsabilità o violazioni delle norme di sicurezza.
Il dolore e le richieste dei sindacati
La doppia tragedia ha provocato immediate reazioni dal mondo politico e sindacale. Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, ha sottolineato la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e controllo, indicando come possibile intervento la creazione di una banca dati unica nazionale capace di mettere in relazione le informazioni sugli incidenti e sulle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro.
La consigliera regionale Pd del Lazio Eleonora Mattia ha collegato quanto accaduto anche alla recente morte di Andrea, l’operaio di 22 anni deceduto mentre lavorava al Colosseo, chiedendo che venga fatta chiarezza sulle circostanze della nuova tragedia.
«Dopo Andrea, che ha perso la vita ad appena 22 anni lavorando al Colosseo, a distanza di poche settimane un altro ragazzo muore, giovanissimo, lavorando di notte nella nostra regione», ha osservato Mattia, chiedendo inoltre di valutare la possibilità di limitare, laddove possibile, i turni notturni.
Cordoglio è stato espresso anche da Rachele Mussolini, capogruppo capitolina di Forza Italia, mentre Giovanni Barbera, segretario della Federazione di Roma di Rifondazione Comunista, ha rilanciato il tema dell’introduzione di una specifica fattispecie di omicidio sul lavoro.
«Per chi muore sulla strada abbiamo introdotto il reato di omicidio stradale. Per chi muore lavorando, invece, continuiamo a rinviare l’introduzione di una fattispecie specifica di omicidio sul lavoro», ha osservato Barbera.
«Chiarezza sulle cause»
In attesa degli accertamenti, il segretario generale della Fit Cisl del Lazio, Marino Masucci, ha espresso vicinanza alle famiglie dei due lavoratori, definendo quella vissuta a Roma una giornata «triste e drammatica».
Anche Uiltrasporti Nazionale e Uiltrasporti Lazio hanno espresso cordoglio per quanto accaduto al deposito Amazon, chiedendo che venga fatta piena luce sulle circostanze della morte del giovane.
La priorità, ora, è ricostruire con precisione entrambe le vicende. Per il 25enne del deposito Amazon bisognerà chiarire cosa abbia provocato il malore e se vi siano elementi riconducibili all’attività lavorativa. Per l’uomo morto nell’officina bisognerà invece accertare la dinamica dell’esplosione e verificare il rispetto delle procedure di sicurezza.
La condanna per la morte di un 18enne nel Lodigiano
Nella stessa giornata è arrivato anche un verdetto relativo a un’altra morte sul lavoro, avvenuta nel giugno 2024 a Brembio, nel Lodigiano.
Il titolare, un uomo di 60 anni, è stato condannato a due anni di carcere per la morte di Pierpaolo Bodini, 18 anni. Il giovane stava lavorando in un’azienda agricola quando venne schiacciato da uno dei due bracci di una seminatrice agganciata alla parte posteriore di un grosso trattore.
Secondo l’accusa, nell’azienda sarebbero mancati adeguati strumenti di formazione e dispositivi antinfortunistici.
Tre vicende diverse, ma unite dallo stesso drammatico tema: il rischio che un turno di lavoro possa trasformarsi in una tragedia. A Roma, intanto, sono due le famiglie che nel giro di poche ore si trovano a fare i conti con una perdita improvvisa e con interrogativi che dovranno trovare risposta attraverso gli accertamenti delle autorità.

