Il Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso della Procura e disposto la custodia cautelare
Era uscito dal carcere dopo pochi giorni con l’obbligo di firma. Ora per il 42enne di origine bengalese accusato di aver molestato una tredicenne in un minimarket di Torino si aprono nuovamente le porte della casa circondariale. Il Tribunale del Riesame ha accolto l’impugnazione presentata dalla Procura contro la decisione del gip e ha disposto la custodia cautelare in carcere.
La decisione è stata depositata oggi, 15 settembre, e ribalta quella adottata dal giudice per le indagini preliminari il 31 agosto. L’uomo era stato inizialmente portato in carcere, ma dopo l’udienza di convalida era stato scarcerato con l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
La decisione del Riesame ribalta quella del gip
La vicenda risale al 28 agosto, quando la tredicenne era entrata nel minimarket del quartiere Borgo Vittoria per acquistare alcune bibite. Secondo la denuncia presentata dalla famiglia, durante il pagamento il cassiere avrebbe avuto dei contatti indesiderati con la ragazzina.
Gli investigatori avevano raggiunto l’uomo direttamente nel negozio e lo avevano accompagnato in carcere. Il gip, pur ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza, non aveva ritenuto necessaria la permanenza in carcere, disponendo l’obbligo di firma.
La Procura aveva impugnato il provvedimento davanti al Riesame, sostenendo l’esistenza di un concreto rischio di reiterazione del reato e del pericolo di fuga. I giudici hanno accolto la richiesta dell’accusa e sostituito la misura con la custodia cautelare in carcere.
Le immagini delle telecamere e la versione della difesa
Uno dei punti centrali dell’inchiesta sono le telecamere di sorveglianza del minimarket, le cui immagini erano state messe a disposizione della polizia dallo stesso esercizio commerciale.
Secondo la difesa, rappresentata dall’avvocata Francesca D’Urzo, i filmati mostrerebbero una dinamica diversa da quella descritta nei primi atti dell’indagine: non tre distinti palpeggiamenti, ma un unico contatto seguito da un abbraccio.
L’uomo, nelle dichiarazioni rese spontaneamente, avrebbe ammesso un palpeggiamento, negando però la ricostruzione più grave contestata dagli inquirenti.
Sempre attraverso le immagini delle telecamere sarebbe emerso anche un precedente episodio che avrebbe coinvolto una cliente di circa 40 anni, anche se per questo fatto non risulta presentata alcuna denuncia.
Prima si era detto dispiaciuto, poi aveva cambiato versione
Durante l’udienza di convalida il 42enne aveva ammesso di aver sbagliato e si era detto dispiaciuto, assicurando che non sarebbe più accaduto.
Successivamente, però, avrebbe modificato la propria versione, sostenendo di non aver fatto nulla di sbagliato.
La difesa aveva inoltre depositato dichiarazioni nelle quali l’indagato manifestava la volontà di intraprendere un percorso di recupero, rinunciando anche a qualsiasi attività lavorativa a contatto con il pubblico. Si era detto disponibile a frequentare un corso rivolto agli uomini autori di comportamenti violenti.
Per la difesa, questi elementi avrebbero dovuto escludere o almeno ridurre il rischio di reiterazione. Il Tribunale del Riesame ha invece ritenuto fondate le richieste della Procura, disponendo il ritorno in carcere.
Il 17 settembre è fissata l’udienza sul ricorso presentato dal difensore del 42enne contro l’ordinanza del gip.

