L’arresto di Maduro scuote la diaspora venezuelana
L’annuncio della cattura di Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores ha avuto un impatto immediato non solo sul piano geopolitico, ma anche emotivo. In Italia, la comunità italo-venezuelana ha reagito con un misto di sollievo, speranza e prudenza. Dopo oltre vent’anni di chavismo, l’ipotesi di una svolta storica sembra improvvisamente concreta, anche se avvolta da molte incognite.
Guillermo Mariotto: “Il governo Maduro è stata una disgrazia per il Venezuela”
Tra le voci più nette c’è quella di Guillermo Mariotto, stilista di origini italo-venezuelane. Intervistato dall’AdnKronos, Mariotto non usa mezzi termini:
«Prima o poi doveva finire. Il governo di Maduro è stato una disgrazia per il Venezuela. Ha distrutto il Paese e ridotto un popolo alla sofferenza».
Secondo Mariotto, il problema non è solo politico ma strutturale: «La socialdemocrazia non ha funzionato. Il Venezuela è allo stremo, la fame è ovunque, mentre gli Stati Uniti pagano il prezzo della droga che parte dai porti venezuelani».
Tra entusiasmo e timori per l’intervento americano
Lo stilista sottolinea anche un nodo cruciale: il ruolo degli Stati Uniti. «Sarebbe stato meglio un cambio interno, senza l’intervento di Trump. Ma era inevitabile». Un’affermazione che fotografa bene il sentimento diffuso: la fine di Maduro è auspicata, ma il metodo divide.
Le showgirl venezuelane: gioia senza ambiguità
Più dirette le reazioni dal mondo dello spettacolo. Mariana Rodríguez, modella ed ex gieffina, ha festeggiato su Instagram parlando di «regalo bellissimo per il nuovo anno». In passato aveva raccontato al Corriere della Sera di aver subito il ritiro del passaporto per quattro anni dopo aver criticato Maduro: «Traditrice della patria. Siamo diventati la nuova Cuba».
Anche Aida Yespica ha affidato ai social la sua esultanza, pubblicando un semplice ma eloquente “Free” accompagnato dai colori della bandiera venezuelana.
La comunità venezuelana in Italia resta in allerta
Più prudente il tono di Soreilis Rojas, portavoce della comunità venezuelana di Genova, che ha organizzato un presidio in piazza Caricamento.
«La cattura di Maduro è solo l’inizio. Il Paese è ancora controllato da gruppi criminali e strutture del regime», spiega. Le informazioni ufficiali, sottolinea, «sono scarse e frammentarie».
Un futuro ancora tutto da scrivere
Nonostante la speranza, resta la consapevolezza che la transizione sarà complessa. «Preghiamo affinché i veri vincitori siano la libertà, la democrazia e i diritti umani», conclude Rojas.
Per milioni di venezuelani, dentro e fuori dal Paese, la notte dell’arresto di Maduro segna una possibile fine. Ma non ancora un nuovo inizio.

