Morte Patrizia De Blanck: l’annuncio straziante della figlia Giada
Nella notte Giada De Blanck ha annunciato la morte della madre, Patrizia De Blanck, con parole toccanti. Un testamento sentimentale per ricordare la donna che le ha dato la vita ed alla quale era profondamente legata.
“Con immenso dolore, annuncio la scomparsa di mia mamma, la Contessa Patrizia De Blanck. Con lei si chiude un capitolo insostituibile della mia vita e di un’intera epoca”, ha scritto. Non solo una madre, ma un simbolo, un personaggio, un frammento di storia mondana e televisiva italiana.
“Era la mia migliore amica”: il dolore privato diventa racconto pubblico
Il cuore della dichiarazione è una lunga confessione sul rapporto madre-figlia, raccontato come un’alleanza totale, quasi simbiotica.
“Era la mia migliore amica, il mio punto di riferimento, la mia vita”, scrive Giada, raccontando anni di cure, battaglie contro la malattia, silenzi protettivi. “Ho lottato con tutte le mie forze, speravo di vincere anche questa battaglia con la forza dell’amore”.
È una narrazione che trasforma la figura pubblica in una madre fragile e combattente, una guerriera domestica lontana dai riflettori che l’hanno resa celebre.
Patrizia De Blanck: aristocrazia, televisione e Dolce Vita
Patrizia De Blanck è stata una contraddizione vivente: aristocratica e pop, mondana e popolare, nobile e trash televisivo. Figlia di una famiglia legata alla storia veneziana di Ca’ Dario e alla diplomazia cubana, esiliata dopo la rivoluzione di Fidel Castro, ha incarnato una nobiltà esotica e decadente, perfetta per la Roma della Dolce Vita.
Debutta giovanissima come valletta de Il Musichiere nel 1958, attraversa decenni di salotti e mondanità, poi torna in TV nei primi anni Duemila con Chiambretti, Bonolis e i reality show, fino al Grande Fratello VIP, dove diventa un personaggio virale.
La Contessa mediatica, tra reality, polemiche e culto pop
Nel XXI secolo Patrizia De Blanck si reinventa: opinionista, concorrente, icona kitsch e aristocratica insieme. Dal Ristorante all’Isola dei Famosi, fino al GF Vip, diventa un fenomeno da social e talk show, amata e criticata, ma sempre riconoscibile. Indimenticabili le liti con la marchesa d’Aragona.
Celebri le polemiche sulla sua nobiltà, tra rivelazioni giornalistiche, presunte adozioni aristocratiche e fantasmi genealogici legati al fascismo. Lei ha sempre smentito, trasformando il dubbio in parte integrante del personaggio: la contessa vera o presunta, comunque irresistibile per il pubblico.
Vita privata tra scandali, matrimoni e cronaca nera
La vita privata di Patrizia De Blanck sembra una sceneggiatura felliniana. Un matrimonio lampo con un aristocratico britannico finito in scandalo, la relazione con Farouk El Chourbagi terminata tragicamente con un omicidio che segnò la cronaca degli anni Sessanta, le nozze con il console Giuseppe Drommi e la nascita di Giada nel 1981.
Una biografia dove la mondanità incontra il noir, e la cronaca rosa scivola nella cronaca giudiziaria: materia prima per decenni di rotocalchi e talk show.
Il personaggio e l’epoca che se ne va
Giada lo dice senza filtri: “Con lei si chiude un capitolo insostituibile della mia vita e di un’intera epoca”. È una frase che funziona come epitaffio culturale. Patrizia De Blanck era un frammento della Roma aristocratica che si è trasformata in televisione generalista, della nobiltà che ha trovato nuova vita nei reality.
Aristocratica nel titolo, popolare nel linguaggio, scandalosa quanto basta per essere eterna.
Il ricordo dei vip e il lutto dello spettacolo
Tra i primi a commentare, Giucas Casella: “Che dispiacere, gli ho voluto tanto bene”. Un saluto semplice, ma emblematico: De Blanck era una di quelle figure che univano mondanità e spettacolo, aristocrazia e illusionismo televisivo.
Oltre la morte: il mito mediatico della Contessa
“Neanche la morte potrà dividerci”, scrive Giada. Ed è forse vero anche sul piano mediatico. Patrizia De Blanck resterà un personaggio di archivio infinito: gif, clip, citazioni, scontri televisivi, meme aristocratici e trash colto.
Un’icona imperfetta, contraddittoria, ma irripetibile. Come tutte le vere icone.

