Il provvedimento del Tribunale di Milano contro Fabrizio Corona: cosa stabilisce
Il Tribunale civile di Milano, con il giudice Roberto Pertile, ha deciso: Fabrizio Corona “deve essere sin d’ora denunciato al Pubblico Ministero” per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice.
La decisione arriva a seguito di un ricorso presentato da Alfonso Signorini, assistito dagli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia, e fa riferimento alle violazioni dell’ordinanza dello stesso magistrato del 26 gennaio scorso.
Quel provvedimento di inibitoria imponeva a Corona di:
- rimuovere tutti i video del format Falsissimo contenenti riferimenti a Signorini;
- astenersi dal pubblicare ulteriori contenuti diffamatori;
- consegnare tutto il materiale usato per le puntate, incluse chat e immagini.
Secondo il giudice, Corona ha dimostrato “inequivocabilmente” non solo di rifiutare platealmente di ottemperare al provvedimento, ma addirittura di compiacersi del suo illecito rifiuto.
Fabrizio Corona riapre profili social: sfida all’ordinanza
Nonostante il “cartellino rosso” ricevuto nei giorni scorsi – con rimozione dai colossi del web come Meta e TikTok – Corona non resta fermo. Dopo essere sbarcato su X di Elon Musk, ha annunciato in una chat Telegram l’apertura di un nuovo profilo Instagram.
Il giudice Pertile, nel provvedimento, ricorda che Signorini può rivolgersi direttamente agli hosting provider per richiedere la rimozione dei contenuti dai server, rendendoli “indisponibili al pubblico”.
Tuttavia, Corona continua a postare, aprendo nuovi canali social, sfidando implicitamente l’autorità del Tribunale e alimentando una nuova ondata di polemiche.
Consegnare il materiale e la reputazione violata: la strategia legale di Signorini
Oltre alla denuncia penale, l’ordinanza ribadisce a Corona l’obbligo di consegnare tutto il materiale idoneo a “danneggiare direttamente o indirettamente il diritto del ricorrente alla reputazione, all’immagine e alla riservatezza”.
Nonostante questo, l’ex agente fotografico ha continuato a parlare di Signorini sia nel format Falsissimo – i video poi rimossi da Google dal canale YouTube – sia sui nuovi profili social.
Il giudice Pertile ha inoltre riservato “al futuro eventuale giudizio di merito” ogni decisione sulle altre richieste avanzate dagli avvocati di Signorini.
Corona e la guerra dei social: tra rimozioni e ritorni clamorosi
L’ex re dei paparazzi sembra aver scelto una strategia aggressiva: mentre la giustizia avanza con denuncia penale e provvedimenti cautelari, lui mantiene una forte presenza online, aprendo profili su piattaforme diverse.
In poche ore, ogni nuova apertura scatena commenti e polemiche sui social, creando un circolo di attenzione mediatica che alimenta il racconto della vicenda: Corona contro il Tribunale, Corona contro Signorini, Corona contro i social che lo hanno espulso.
Tra diritto e spettacolo: il caso Corona come esempio di conflitto tra giustizia e visibilità online
Il caso dimostra come la giustizia civile e penale si scontri oggi con la viralità dei social network: anche di fronte a ordinanze precise, l’impatto mediatico di Corona rende complicata l’esecuzione dei provvedimenti.
Il Tribunale di Milano invia segnali chiari: la violazione di un provvedimento giudiziario è un illecito serio, e le conseguenze possono tradursi in denunce e ulteriori restrizioni.
Ma nel frattempo, il pubblico assiste a un altro capitolo della “guerra social” tra ex paparazzo e conduttore televisivo: polemiche, video cancellati, profili riaperti e una narrazione che continua a fare rumore, confermando Corona come protagonista indiscusso del gossip giudiziario e mediatico.

