Constantini e Mosaner ancora sul podio: come è arrivato il bronzo olimpico nel curling
Il bronzo che luccica come una promessa mantenuta. Stefania Constantini e Amos Mosaner hanno scritto un altro capitolo della loro favola sportiva, conquistando la medaglia di bronzo nel doppio misto di curling ai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026.
Gli azzurri hanno battuto la Gran Bretagna 5-3 nella finale per il terzo posto, in una partita tesa, tattica, quasi scacchistica, decisa su dettagli minimi e su nervi saldi. Con questo risultato, l’Italia sale a quota undici medaglie in questi Giochi, consolidando un movimento che ormai non è più una sorpresa ma una realtà strutturata.
Una finale sul filo del rasoio
La sfida per il bronzo è stata un duello a bassa voce ma ad altissima intensità. Nessuna fuga, nessun dominio: il punteggio non si è mai discostato oltre l’1-0 per una delle due coppie. Un equilibrio millimetrico, degno di uno sport dove la precisione è arte e la strategia è filosofia.
Alla fine, a spuntarla sono stati gli italiani, capaci di gestire la pressione davanti al pubblico di casa, tirando un sospiro di sollievo e festeggiando sul ghiaccio di Cortina. Un podio conquistato con maturità, esperienza e quella freddezza che nel curling è più importante del talento puro.
Un binomio da élite mondiale
Il bronzo olimpico completa un ruolino di marcia impressionante: oro olimpico a Pechino 2022, oro mondiale, e ora un nuovo podio a cinque cerchi. In quattro anni, Constantini e Mosaner si sono trasformati in un marchio globale del doppio misto, una coppia di riferimento per tecnica e tattica.
Le aspettative erano altissime, forse persino ingombranti. Eppure sono state rispettate. Per replicare l’oro sarebbe servita una perfezione quasi chirurgica, ma il bronzo conferma che l’Italia del curling non è stata una meteora. È una scuola.
Cortina, il palcoscenico perfetto
Vincere davanti al pubblico di casa ha un peso specifico diverso. Cortina non è solo una location olimpica: è una vetrina mondiale, una passerella simbolica per uno sport che in Italia fino a pochi anni fa era considerato di nicchia.
Oggi il curling azzurro è una storia di eccellenza. E il pubblico, che fino a ieri scopriva regole e strategie su TikTok, oggi applaude consapevole, riconoscendo il valore di una disciplina che richiede cervello, mano e sangue freddo.
Il futuro della coppia: una crepa nel ghiaccio?
Ma mentre il bronzo brilla, una frase di Stefania Constantini resta sospesa come un sassolino sotto la superficie del ghiaccio. Dopo il ko con gli Stati Uniti, l’atleta aveva dichiarato: “Ora siamo molto concentrati su questa competizione, poi tra qualche giorno ne inizierà un’altra, quindi per il futuro vedremo più avanti”.
Parole che sanno di prudenza, forse di stanchezza, forse di riflessione su un ciclo sportivo che potrebbe essere arrivato a una svolta. Con il bronzo al collo, la prospettiva cambia. La storia insegna che i podi chiariscono le idee più dei meeting strategici.
AMOS E STEFANIA ANCORA SUL PODIO OLIMPICOOOO
— Eurosport IT (@Eurosport_IT) February 10, 2026
Constantini e Mosaner vincono il bronzo dando spettacolo contro la Gran Bretagna – battuta 5-3! Si mettono al collo un bronzo dal peso specifico importantissimo! UNA CERTEZZA QUESTI RAGAZZI pic.twitter.com/f94iCm8oGM
Un bronzo che pesa come un manifesto
Questo bronzo non è un ripiego. È un manifesto: il curling italiano è qui per restare. Con o senza questa coppia, con o senza nuovi cicli, il movimento ha dimostrato di avere fondamenta solide.
Ma intanto, per una notte, Cortina ha celebrato due campioni che hanno fatto storia due volte. Prima con l’oro, oggi con un bronzo che vale conferma, continuità, identità.
E in uno sport dove tutto si decide su un millimetro di ghiaccio, la continuità è la vera medaglia d’oro.

