Chiara PoggiChiara Poggi

L’intercettazione della mamma di Chiara Poggi con il legale

Un biglietto anonimo lasciato l’8 ottobre 2007 sulla cappella in cui è sepolta Chiara Poggi, emerso solo oggi, riporta un nome: “Marco”. Quel riferimento compare in un’intercettazione tra la madre della vittima, Rita Preda, e l’avvocato Gianluigi Tizzoni, che chiede se possa trattarsi di Marco Panzarasa, all’epoca migliore amico di Alberto Stasi. Nessuna accusa formale, ma un elemento che rientra nel filone delle nuove verifiche disposte nell’ambito dell’incidente probatorio, dove il Dna di Panzarasa è stato acquisito per escludere contaminazioni dovute ai contatti con il computer di Stasi utilizzato anche da Chiara.

Chi è Marco Panzarasa

Marco Panzarasa era uno degli amici più stretti di Alberto Stasi. Compagni di liceo al scientifico Omodeo di Mortara, diplomati nel 2002, avevano mantenuto un rapporto molto intenso anche dopo aver intrapreso strade universitarie diverse: Giurisprudenza per Panzarasa, Bocconi per Stasi.

Nel luglio 2007, poche settimane prima del delitto, i due avevano trascorso insieme un mese a Londra, all’Oxford House College, per un soggiorno di studio. Tornarono a Garlasco il 4 agosto, appena nove giorni prima dell’omicidio di Chiara Poggi. Quest’ultima aveva raggiunto il partner per qualche giorno durante il soggiorno in Inghilterra.

Il biglietto sulla tomba e l’intercettazione

L’esistenza del biglietto è emersa solo oggi, attraverso un’intercettazione tra la madre di Chiara, Rita Preda, e l’avvocato Gianluigi Tizzoni, resa pubblica dalla scrittrice e astrofisica Maria Conversano.

«È un foglietto a quadretti, scritto in stampatello. C’era scritto che a uccidere Chiara è stato Marco», racconta la madre.
«Sarebbe Panzarasa?», chiede il legale.
«Non lo so, non dice il cognome, ma adesso sto tremando», risponde lei.

Un frammento di cronaca privata che oggi diventa materia pubblica, riaccendendo sospetti, suggestioni e interrogativi su un caso già segnato da anni di polemiche e processi.

Perché il suo Dna è stato richiesto

Nel maggio 2025, durante un’udienza del gip, è stata disposta l’acquisizione del Dna di Panzarasa nell’ambito del maxi incidente probatorio. La decisione è legata a un elemento tecnico: Chiara Poggi utilizzava spesso il computer di Stasi, e anche Panzarasa lo avrebbe usato con una certa regolarità.

Il Dna di Panzarasa serve dunque, secondo la difesa della famiglia Poggi, per escludere che eventuali tracce genetiche su reperti (spazzatura, sacchetti di cereali, biscotti, frammenti di tappeto) possano derivare da contatti indiretti con il computer o oggetti condivisi. Un accertamento di esclusione, non un’accusa.

Rapporti con Stasi e il silenzio dopo il delitto

Dai tabulati telefonici del 2007 emerge un dato impressionante: tra Stasi e Panzarasa c’erano fino a quindici contatti al giorno. Un rapporto quotidiano, quasi simbiotico.

Dopo l’omicidio, però, tutto si interrompe. Panzarasa raccontò agli inquirenti di aver inviato tre sms a Stasi per sapere come stava, senza ricevere risposta. Da allora, il gelo.

Dov’era Panzarasa il giorno dell’omicidio

Il giorno del delitto Panzarasa risultava a Loano, in Liguria, sul treno di ritorno. Fu avvisato nel pomeriggio da Stefania Cappa, cugina di Chiara, con cui aveva un rapporto di amicizia legato agli studi universitari.

Rientrato a Garlasco, fu ascoltato dai carabinieri la sera stessa e in successive audizioni, anche dopo una vacanza in Spagna già programmata. Mai indagato formalmente, ma sempre presente nei fascicoli come persona informata sui fatti.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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