La botola dove è stato ritrovato il capello di Pamela Genini e Francesco DolciLa botola dove è stato ritrovato il capello di Pamela Genini e Francesco Dolci

Quasi sei ore di interrogatorio e perquisizione in casa: accuse di vilipendio di cadavere e furto

C’è una svolta nell’inchiesta sulla profanazione della tomba di Pamela Genini, la 29enne uccisa a Milano il 14 ottobre scorso dal compagno Gianluca Soncin. Gli investigatori hanno iscritto nel registro degli indagati Francesco Dolci, ex fidanzato della vittima, con le accuse di vilipendio di cadavere e furto.

L’uomo è stato interrogato per circa sei ore al comando provinciale dei carabinieri di Bergamo, alla presenza del pubblico ministero Giancarlo Mancusi e del suo legale, l’avvocato Eleonora Prandi. Al termine dell’interrogatorio, gli inquirenti hanno disposto una perquisizione nella sua abitazione, alla ricerca di elementi utili all’indagine, inclusi eventuali resti sottratti dal feretro.


La profanazione del feretro

Il caso aveva suscitato forte impressione fin dalle prime notizie: la tomba di Pamela Genini, nel cimitero di Strozza, era stata profanata e la testa della giovane era stata asportata dal feretro.

La scoperta risale al 23 marzo scorso, ma gli investigatori stanno lavorando su un arco temporale più ampio, compreso tra il 24 ottobre 2025 — data della tumulazione — e il giorno in cui è emerso il gesto.

Secondo quanto ricostruito, si tratterebbe di un’azione deliberata e non improvvisata, compiuta all’interno del cimitero senza che nessuno se ne accorgesse nell’immediato.


I sospetti e le visite al cimitero

Gli inquirenti avevano da tempo concentrato l’attenzione su Dolci. L’uomo, infatti, si sarebbe recato più volte al cimitero dopo la sepoltura, mostrando un comportamento ritenuto anomalo.

In particolare, avrebbe fotografato ripetutamente la tomba e segnalato presunti cambiamenti nell’allestimento del loculo, come la diversa posizione di alcune viti. Elementi che, nel tempo, hanno contribuito a rafforzare i sospetti degli investigatori.

Già nel novembre successivo alla tumulazione si sarebbe verificato il primo episodio che ha attirato l’attenzione delle forze dell’ordine.


Il riferimento a un “piano”

Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti ci sarebbe anche un riferimento fatto dallo stesso Dolci a un presunto piano “per zittirlo”. Una frase che, nel contesto dell’indagine, è stata interpretata come un possibile indizio di conoscenze dirette o indirette su quanto accaduto.

Resta da chiarire se si tratti di dichiarazioni prive di fondamento o di un elemento che possa avere un peso nell’inchiesta.


Le indagini e l’appello dei carabinieri

Parallelamente all’interrogatorio e alla perquisizione, i carabinieri stanno proseguendo gli accertamenti tecnici sul luogo della profanazione. Nel cimitero sono già stati effettuati rilievi alla ricerca di tracce biologiche e altri elementi utili.

Nei giorni scorsi è stato anche lanciato un appello pubblico: chiunque sia in possesso di foto o video del loculo nel periodo compreso tra la tumulazione e la scoperta del reato è invitato a consegnarli agli investigatori.

L’obiettivo è ricostruire con precisione quando e come sia avvenuta la profanazione.


Un’indagine ancora aperta

L’iscrizione di Francesco Dolci nel registro degli indagati rappresenta un passaggio importante, ma non definitivo. Gli inquirenti stanno lavorando per verificare ogni elemento e chiarire responsabilità e dinamica.

Al momento, la posizione dell’ex fidanzato è al centro dell’inchiesta, ma restano ancora molti punti da chiarire, a partire dal movente e dalle modalità con cui sarebbe stato possibile compiere un gesto così grave senza essere notati.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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