Aggressione al distributore Eni: geologo e volto noto della città finisce in ospedale, denunciato il camionista
Un intervento per difendere due donne si trasforma in una violenta aggressione. È accaduto nel pomeriggio di lunedì nel piazzale del distributore Eni di via Marina Vecchia, a Massa, dove un uomo è stato colpito ripetutamente dopo essere intervenuto per calmare una situazione che stava degenerando.
La vittima è Massimo Corniani, geologo, responsabile della sicurezza in alcune cave di marmo e figura conosciuta anche per il suo impegno politico nell’area del Partito Democratico. L’uomo è stato soccorso e trasportato al pronto soccorso, dove è stato medicato e dimesso con una prognosi di dieci giorni.
La scena e l’intervento in difesa delle due donne
Secondo quanto ricostruito, tutto sarebbe iniziato da un diverbio nel piazzale dell’area di servizio, legato ai tempi di attesa per il rifornimento. Un autotrasportatore, visibilmente alterato, avrebbe iniziato a minacciare e insultare due donne, rimaste bloccate in coda all’interno della loro auto.
Le due, tra i 50 e i 60 anni, si sarebbero chiuse nell’abitacolo, spaventate, mentre l’uomo continuava a pretendere che si spostassero, nonostante fosse impossibile per via della fila.
A quel punto Corniani, presente sul posto, ha deciso di intervenire per difenderle e cercare di riportare la calma.
“Mi ha aggredito senza fermarsi”
Il tentativo di mediazione avrebbe però innescato una reazione ancora più violenta. L’autotrasportatore sarebbe sceso dal mezzo e, dopo aver rivolto alcune frasi provocatorie, si sarebbe scagliato contro di lui.
“Mi ha gettato a terra e ha continuato a colpirmi con pugni”, ha raccontato Corniani. L’aggressione sarebbe proseguita per alcuni istanti, fino all’intervento dei gestori del distributore, che sono riusciti a separare i due.
Solo dopo sono arrivati sul posto i carabinieri e i soccorritori del 118, allertati immediatamente.
Il racconto: “Ho pensato a quanto è facile morire”
Corniani ha ricostruito quei momenti sottolineando la violenza improvvisa dell’aggressione. “Non pensavo potesse arrivare a tanto”, ha spiegato, evidenziando come il gesto di intervenire fosse stato dettato dall’istinto di proteggere le due donne.
Durante l’aggressione, mentre era a terra, ha avuto la percezione del pericolo reale. “Ho pensato a come è facile morire”, ha aggiunto, collegando quanto accaduto ad altri episodi recenti di violenza, ricordando la tragica morte di Giacomo Bongiorni.
Nel suo racconto emerge anche il riferimento a frasi e atteggiamenti che, secondo lui, richiamerebbero una cultura di sopraffazione, in particolare nei confronti delle donne.
La denuncia e le indagini
Dopo le cure in ospedale, Corniani si è presentato dai carabinieri per sporgere denuncia. L’aggressore, descritto come un uomo sulla quarantina, sarebbe ora al centro degli accertamenti.
Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto, anche attraverso eventuali testimonianze delle persone presenti nel piazzale al momento dei fatti.
Non si esclude che possano essere acquisiti ulteriori elementi utili a chiarire ogni passaggio dell’aggressione.
Un episodio che riaccende il tema della sicurezza
La vicenda ha suscitato attenzione anche per il profilo della persona coinvolta. Corniani è infatti un volto noto in città, sia per la sua attività professionale sia per il suo impegno politico.
“Sono ancora sconvolto”, ha dichiarato, sottolineando come un episodio del genere sia difficile da immaginare nella vita quotidiana.
Il caso riporta al centro il tema della sicurezza negli spazi pubblici e della reazione dei cittadini di fronte a situazioni di violenza. In questo caso, il tentativo di intervenire per difendere due persone in difficoltà si è trasformato in un’aggressione improvvisa e violenta.

