Delitto di Garlasco, la Procura chiude le indagini su Andrea Sempio
Diciannove anni dopo il delitto di Garlasco, la Procura di Pavia mette un nuovo punto fermo in una delle vicende giudiziarie più controverse degli ultimi decenni. Andrea Sempio, 38 anni, ha ricevuto la notifica di chiusura delle indagini preliminari per l’omicidio di Chiara Poggi, la giovane di 26 anni trovata morta il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco.
L’accusa contestata è quella di omicidio aggravato dai motivi abietti e dalla crudeltà. Un passaggio che ora apre formalmente la strada alla possibile richiesta di rinvio a giudizio.
La comunicazione è stata notificata dalla Procura guidata da Fabio Napoleone, che coordina l’inchiesta riaperta negli ultimi anni sulla base di nuovi elementi investigativi.
Cosa contesta la Procura ad Andrea Sempio
Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, Andrea Sempio avrebbe aggredito Chiara Poggi all’interno dell’abitazione dopo “una iniziale colluttazione”.
La Procura sostiene che la vittima sarebbe stata colpita più volte con un corpo contundente, prima nella zona frontale e poi al volto, fino a farla cadere a terra. Successivamente, sempre secondo l’accusa, il corpo sarebbe stato trascinato verso la scala che conduce alla cantina.
Gli inquirenti ricostruiscono poi ulteriori colpi inferti mentre la giovane tentava di reagire e infine la caduta lungo le scale verso il seminterrato, dove sarebbero stati sferrati altri colpi mortali alla nuca.
Un quadro accusatorio particolarmente pesante, aggravato — secondo i pm — dall’efferatezza dell’azione e dal numero delle ferite riscontrate sul corpo della vittima.
Il possibile movente e il nodo delle intercettazioni
Tra gli elementi al centro dell’indagine ci sarebbe anche il presunto movente. Per la Procura il delitto sarebbe stato provocato dal rifiuto di Chiara Poggi alle avances di Sempio, circostanza che ha portato alla contestazione dell’aggravante dei motivi abietti.
Un aspetto che nasce anche da alcune intercettazioni ambientali effettuate dagli investigatori attraverso una cimice installata nell’auto dell’indagato.
Proprio su questo punto si concentra però la linea critica della parte civile. L’avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale dei genitori di Chiara Poggi, ha sottolineato come eventuali dichiarazioni intercettate debbano trovare riscontri concreti.
Secondo il legale, il nodo centrale resta la presenza di elementi oggettivi che colleghino direttamente Sempio alla scena del crimine.
Perché il caso Garlasco torna al centro dell’attenzione
La chiusura delle indagini riporta inevitabilmente sotto i riflettori anche la posizione di Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima, condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni di carcere per l’omicidio.
La Procura di Pavia ha infatti annunciato che trasmetterà gli atti dell’inchiesta alla Procura generale di Milano per valutare un’eventuale richiesta di revisione del processo Stasi.
Ed è proprio questo il passaggio che potrebbe avere conseguenze rilevanti sul piano giudiziario. Il caso Garlasco, infatti, sembrava definitivamente chiuso dopo la sentenza passata in giudicato, ma negli anni non sono mai cessati tentativi di revisione e nuove istanze investigative.
Questa volta però l’iniziativa della Procura appare più strutturata rispetto al passato e potrebbe aprire scenari inediti.
Le parole della famiglia Poggi
I genitori di Chiara Poggi, attraverso il loro legale, continuano a ritenere corretta e definitiva la condanna di Alberto Stasi.
“I signori Poggi vivono un calvario giudiziario da 19 anni”, ha dichiarato l’avvocato Tizzoni, spiegando come la famiglia consideri “inoppugnabile” la sentenza emessa nel 2015.
Una posizione che evidenzia quanto il caso continui ancora oggi a dividere il dibattito giudiziario e mediatico.
Un caso che continua a segnare la cronaca italiana
Il delitto di Garlasco resta uno dei casi più discussi della cronaca italiana recente anche per la lunga sequenza di indagini, processi, assoluzioni, condanne e nuovi approfondimenti investigativi che si sono susseguiti nel tempo.
La decisione della Procura di chiudere le indagini su Andrea Sempio rappresenta ora un nuovo passaggio destinato a riaprire il confronto pubblico e giudiziario attorno a una vicenda che, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, continua ancora a sollevare interrogativi.

