A sinistra Silvia CescaA sinistra Silvia Cesca

Civitanova e Porto Potenza piangono Silvia Cesca

Si è spenta nella notte nella sua abitazione, circondata dall’affetto della sua famiglia, Silvia Cesca, 44 anni, mamma originaria di Civitanova Marche e residente da anni a Porto Potenza. Accanto a lei fino all’ultimo il marito Stefano Ferrara e i suoi due figli piccoli, che rappresentavano il centro della sua vita.

La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente tra Civitanova e Porto Potenza, lasciando sgomente due comunità che conoscevano bene Silvia, apprezzata per il suo carattere solare, la disponibilità verso gli altri e la forza con cui aveva affrontato la malattia.

Per anni aveva combattuto contro un tumore, riuscendo inizialmente a superare le cure e a riprendere la propria quotidianità. Negli ultimi mesi però il male si era ripresentato, costringendola ad affrontare una nuova e difficile battaglia.

Chi era Silvia Cesca

Silvia era nata e cresciuta a Civitanova, nel quartiere San Marone, nella zona Coop, dove in tanti la ricordano fin da bambina. Da tempo viveva a Porto Potenza insieme alla sua famiglia, ma il legame con la città d’origine non si era mai spezzato.

Lavorava nel reparto salumeria dell’Eurospin della zona sud di Civitanova, dove era molto conosciuta anche dai clienti abituali. In queste ore sono numerosi i messaggi di cordoglio comparsi sui social e inviati alla famiglia.

Amici, conoscenti e colleghi la descrivono come una donna generosa, piena di energia e capace di trasmettere serenità anche nei momenti più difficili.

«Aveva un sorriso che arrivava prima di lei», racconta una sua ex compagna di scuola, ricordando la capacità di Silvia di mettere a proprio agio chiunque incontrasse. Un carattere forte, determinato e allo stesso tempo profondamente legato agli affetti familiari.

La lunga battaglia contro la malattia

La malattia aveva fatto irruzione nella sua vita anni fa. Silvia aveva affrontato terapie e cure con grande coraggio, riuscendo in un primo momento a guarire e a tornare alla normalità.

Negli ultimi tempi però il tumore era tornato. Nonostante il peggioramento delle condizioni di salute, Silvia aveva continuato a combattere cercando di restare il più possibile accanto ai suoi figli e al marito.

Chi le è stato vicino racconta che non aveva mai perso del tutto la speranza e che continuava ad affrontare la quotidianità con una straordinaria forza d’animo. Proprio questo atteggiamento, unito alla sua umanità, è uno degli aspetti che più stanno emergendo nei ricordi condivisi in queste ore.

L’ultimo saluto nella chiesa Corpus Christi

La salma di Silvia Cesca è stata composta nella camera ardente delle onoranze funebri Carestia di Porto Potenza, dove già da questa mattina amici e parenti stanno arrivando per un ultimo saluto.

I funerali saranno celebrati domani, venerdì 8 maggio, alle 15.30 nella chiesa Corpus Christi di Porto Potenza.

Lascia il marito Stefano Ferrara, i due figli piccoli, i fratelli Alessandro ed Emanuele, i genitori e tutti i familiari che le sono stati accanto durante il lungo percorso della malattia.

Una comunità colpita dalla notizia

La morte di Silvia Cesca ha profondamente colpito Civitanova e Porto Potenza anche perché la sua storia si intreccia con quella di tante famiglie che convivono ogni giorno con la malattia oncologica.

Negli ultimi anni il tema del sostegno ai pazienti e alle loro famiglie è diventato sempre più centrale nelle comunità locali, dove spesso sono proprio i legami umani e la vicinanza delle persone a rappresentare un aiuto fondamentale nei momenti più difficili.

In molti, ricordandola, stanno sottolineando soprattutto la dignità e il coraggio con cui Silvia ha affrontato ogni fase della sua battaglia, senza mai smettere di dedicarsi alla sua famiglia e ai suoi bambini.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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