Il 35enne sarebbe stato accerchiato da cinque giovani prima dei fendenti mortali: indagati anche quattro minorenni
Una violenza improvvisa, apparentemente senza motivo, consumata all’alba nel cuore della città vecchia di Taranto. E adesso una svolta investigativa che sta sconvolgendo l’opinione pubblica.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe stato un ragazzo di appena 15 anni — che compirà 16 anni tra pochi giorni — a colpire mortalmente Bakari Sako con un’arma da taglio, probabilmente un coltello o un cacciavite.
Il 35enne originario del Mali è morto dopo essere stato aggredito in piazza Fontana da un gruppo di giovani che lo avrebbe circondato prima dell’attacco.
Cinque fermi tra cui quattro minorenni
Le indagini della polizia hanno portato a cinque provvedimenti di fermo.
Quattro sono stati emessi dalla Procura per i minorenni, mentre un quinto dalla Procura ordinaria riguarda Fabio Sale, 20 anni.
Gli altri coinvolti hanno tra i 15 e i 16 anni. Uno dei minorenni sarebbe ancora ricercato.
Per tutti l’accusa contestata è omicidio aggravato dai futili motivi.
L’aggressione prima di andare al lavoro
Secondo la ricostruzione degli investigatori, Bakari Sako sabato mattina si era fermato in piazza Fontana per prendere un caffè prima di raggiungere il posto di lavoro.
Il 35enne lavorava infatti come bracciante nella zona di Massafra e, come raccontato da amici e conoscenti, era solito lasciare la bici vicino alla stazione per poi spostarsi verso i campi.
Proprio in quei minuti avrebbe incrociato il gruppo di giovani che lo avrebbe accerchiato e aggredito mortalmente.
Le immagini delle telecamere mostrate dal Tg1 immortalerebbero gli ultimi istanti di Bakari in sella alla sua bicicletta poco prima dell’omicidio.
Chi era Bakari Sako
Bakari era arrivato a Taranto nel 2022 per raggiungere il fratello minore, che successivamente si era trasferito in Spagna.
Aveva lavorato prima come cameriere e poi nei campi, cercando una stabilità economica per aiutare la sua famiglia rimasta in Mali.
Secondo quanto emerso, nel suo Paese d’origine lascia due mogli, entrambe incinte.
Gli amici lo descrivono come una persona tranquilla, mite e molto dedita al lavoro.
Il dolore del fratello: “La separazione più dolorosa”
Nelle ultime ore è arrivato a Taranto dalla Spagna il fratello minore della vittima, Souleymane Sako.
Sui social ha parlato della perdita come della “separazione più dolorosa”.
Ad accompagnarlo dall’aeroporto è stata una volontaria di Mediterranea Saving Humans, la stessa che aveva comunicato alla famiglia la notizia dell’omicidio.
L’associazione si sta occupando anche delle procedure per il possibile rientro della salma in Mali.
Una città sotto shock
Il caso ha profondamente colpito Taranto, soprattutto per la giovane età dei presunti responsabili e per la brutalità dell’aggressione.
Anche la Migrantes Diocesana di Taranto ha espresso cordoglio ricordando Bakari come un uomo che lavorava duramente per costruire un futuro migliore.
E proprio questo dettaglio oggi pesa ancora di più nella ricostruzione della vicenda: un uomo diretto al lavoro all’alba, ucciso in pochi istanti da un gruppo di ragazzi giovanissimi in una piazza del centro storico.

