La professoressa dell’Università di Genova è tra le vittime della tragedia nell’atollo di Vaavu: spunta l’ipotesi della tossicità da ossigeno
Una vacanza dedicata al mare e alla ricerca scientifica si è trasformata in una tragedia devastante. Cinque subacquei italiani sono morti durante un’immersione alle Maldive, nell’atollo di Vaavu, una delle mete più frequentate dagli appassionati di diving. A confermare il drammatico bilancio è stata la Farnesina, mentre le autorità locali stanno ancora cercando di ricostruire con precisione cosa sia accaduto sott’acqua.
Tra le vittime c’è anche Monica Montefalcone, docente associata dell’Università di Genova e figura molto conosciuta nel mondo della biologia marina. La notizia ha profondamente colpito l’ambiente accademico e scientifico ligure.
Secondo le prime ricostruzioni, il gruppo avrebbe tentato l’esplorazione di alcune grotte marine a circa 50 metri di profondità, ma qualcosa sarebbe andato storto durante l’immersione.
Chi era Monica Montefalcone, docente e biologa marina dell’Università di Genova
Monica Montefalcone insegnava biologia ed ecologia marina presso il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova.
Era considerata una delle studiose più esperte nel monitoraggio degli ecosistemi marini e proprio alle Maldive stava partecipando a una campagna scientifica di osservazione ambientale.
Nella foto profilo dei suoi canali social appare in tuta da sub, sorridente a bordo di un’imbarcazione, immagine che racconta il forte legame con il mare e con il mondo delle immersioni.
La docente era infatti responsabile scientifica della campagna di monitoraggio nell’arcipelago maldiviano. Le altre quattro vittime sarebbero originarie di Poirino, Milano, Genova e Padova.
Cosa è successo durante l’immersione alle Maldive
L’incidente sarebbe avvenuto nei pressi di Alimathaa, località molto frequentata dagli appassionati di diving nell’atollo di Vaavu.
I cinque italiani partecipavano a un’attività organizzata da una barca safari specializzata in crociere subacquee, la Duke of York, gestita da operatori stranieri.
Secondo quanto riferito dalla polizia maldiviana, l’allarme è scattato intorno alle 13:45 locali, quando i sub risultavano ancora dispersi e non erano riemersi in superficie neppure a mezzogiorno.
Da quel momento è partita una vasta operazione di ricerca che si è conclusa tragicamente con il ritrovamento dei corpi.
Le autorità delle Maldive stanno cercando di chiarire le cause del decesso e non escludono nessuna ipotesi.
L’ipotesi choc dell’esperto: “Potrebbe essere stata tossicità da ossigeno”
Nelle ultime ore, però, a far discutere sono soprattutto le dichiarazioni del pneumologo Claudio Micheletto, past president dell’Associazione italiana pneumologi ospedalieri.
Secondo l’esperto, il fatto che cinque persone siano morte nella stessa immersione potrebbe far pensare a un problema legato ai gas respirati durante la discesa.
“La morte per tossicità da ossigeno, o iperossia, è una delle più drammatiche che possano verificarsi durante un’immersione”, ha spiegato Micheletto all’Adnkronos Salute.
L’iperossia si verifica quando vengono respirate concentrazioni troppo elevate di ossigeno, che diventano tossiche per l’organismo.
Perché l’iperossia può diventare letale sott’acqua
Secondo lo specialista, durante un’immersione i sintomi possono comparire improvvisamente: vertigini, dolore, alterazione dello stato di coscienza e forte disorientamento.
Condizioni che sott’acqua possono diventare fatali in pochi minuti.
“L’iperossia provoca danni neurologici e respiratori, con infiammazione acuta dell’apparato bronco-respiratorio e danni ai polmoni”, ha sottolineato Micheletto.
L’esperto ha anche ipotizzato che il problema possa essere legato alle bombole utilizzate durante l’immersione.
“È probabile che qualcosa non abbia funzionato nelle bombole. Chi le utilizzava non poteva accorgersene: i controlli spettano a chi produce e gestisce le attrezzature”, ha aggiunto.
La Farnesina segue il caso: contatti con le famiglie delle vittime
In una nota ufficiale, la Farnesina ha confermato che l’ambasciata italiana a Colombo sta seguendo il caso “con la massima attenzione”.
Le autorità diplomatiche italiane stanno prendendo contatto con i familiari delle vittime per fornire assistenza consolare e supporto nelle procedure necessarie.
La tragedia ha intanto scosso profondamente il mondo del diving e della ricerca marina, soprattutto perché coinvolge professionisti esperti e persone abituate da anni alle immersioni in profondità.
Ed è proprio questo dettaglio che rende ancora più inquietante quanto accaduto nelle acque delle Maldive.

