La rabbia del figlio dell'uomo pestato a Grumo NevanoLa rabbia del figlio dell'uomo pestato a Grumo Nevano

Il pensionato è tornato a casa dopo il ricovero, l’aggressore ha chiesto scusa dal carcere e ha invitato i giovani a non seguire il suo esempio

Francesco Longino è stato dimesso dall’ospedale dopo il brutale pestaggio subito nei giorni scorsi nel centro di Grumo Nevano, in provincia di Napoli. Il 70enne è tornato a casa, ma le conseguenze dell’aggressione sono ancora pesanti e lo attende un lungo percorso di riabilitazione.

Nelle stesse ore sono arrivate anche le parole del giovane di 18 anni arrestato per il violento pestaggio, che dal carcere ha espresso il proprio pentimento chiedendo scusa e lanciando un appello ai coetanei: «Non prendete esempio da me» – ha riferito attraverso il legale come riferito dalla Vita in Diretta durante la puntata del 31 luglio.

Le scuse del giovane: «Sono pentito, non fate come me»

Il ragazzo, detenuto dopo l’arresto, ha manifestato il proprio pentimento per quanto accaduto.

Dal carcere ha rivolto un messaggio ai giovani, invitandoli a non ripetere il suo errore.

«Non prendete esempio da me», avrebbe dichiarato, sostenendo di essere profondamente pentito per il gesto che ha sconvolto l’intera comunità.

Parole che, però, non sembrano aver attenuato il dolore della famiglia Longino.

Il figlio della vittima: «Papà è tornato a casa, ma non sta bene»

A rispondere alle scuse è stato Giuseppe Longino, figlio del pensionato, che ha raccontato le attuali condizioni del padre.

«Papà sta bene perché ora è a casa, ma non sta bene. Non ha nemmeno la forza di parlare. Sarà un lungo percorso», ha spiegato durante la trasmissione Rai.

Poi il ricordo di quei terribili istanti.

«Non so cosa sia scattato nella mente di questo ragazzo di 18 anni. Papà stava soltanto cercando di calmare gli animi. Era già a terra e non riusciva più a rialzarsi quando è arrivato quel calcio, che è stato devastante. Una violenza del genere non l’avevo mai vista», ha raccontato.

Infine la replica alle scuse dell’aggressore.

«Le sue scuse? Avremmo potuto credergli se si fosse comportato diversamente. Si è condannato da solo, quel gesto dice tutto. Noi adesso vogliamo soltanto giustizia», ha concluso.

L’aggressione nata da una pallonata

L’episodio risale a pochi giorni fa. Secondo la ricostruzione degli investigatori, tutto sarebbe iniziato quando una pallonata lanciata da un gruppo di ragazzi ha colpito una finestra del centro dove alcuni anziani erano riuniti per trascorrere il pomeriggio.

Una scheggia avrebbe ferito lievemente uno dei presenti e Francesco Longino, insieme a un amico, sarebbe uscito per chiedere ai ragazzi di smettere. La situazione, però, è rapidamente degenerata.

Il pensionato sarebbe stato colpito con calci e pugni fino a cadere a terra. Quando era ormai inerme, uno dei giovani gli avrebbe sferrato un violento calcio che gli ha provocato gravissime conseguenze.

Le dimissioni dall’ospedale e la lunga riabilitazione

Le dimissioni del 70enne sono state mostrate dal deputato Francesco Emilio Borrelli durante una diretta sui social. Dopo il ricovero in prognosi riservata all’ospedale di Frattamaggiore, Francesco Longino ha potuto finalmente fare ritorno nella propria abitazione.

Il percorso di recupero, però, sarà ancora lungo. Mentre la vittima affronta la riabilitazione, la famiglia continua a chiedere che venga fatta piena luce sulla vicenda e che i responsabili paghino per quanto accaduto.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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