Mario RoggeroMario Roggero

Anche il Tribunale di sorveglianza di Milano ha dichiarato inammissibile la richiesta di differimento della pena

Mario Roggero resta in carcere. Dopo il precedente stop della Sorveglianza di Torino, anche il Tribunale di sorveglianza di Milano ha dichiarato inammissibile la richiesta di differimento della pena presentata dalla difesa del gioielliere di Grinzane Cavour.

È un nuovo passaggio che riporta al centro dell’attenzione la vicenda di Roggero, 72 anni, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per il duplice omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo.

Il gioielliere si è costituito nel carcere di Bollate il 17 luglio e attualmente lavora come contabile all’interno dell’istituto. La richiesta della difesa puntava a ottenere il differimento della pena in attesa della domanda di grazia.

Anche Milano chiude la porta al differimento della pena

Il provvedimento del tribunale milanese è stato depositato all’indomani dell’udienza, alla quale ha partecipato personalmente Roggero.

I giudici hanno indicato due motivi per i quali l’istanza deve essere considerata inammissibile.

Il primo riguarda il momento della presentazione. Secondo il Tribunale di sorveglianza di Milano, il differimento della pena richiesto in questa forma è un istituto applicabile quando l’esecuzione della condanna non è ancora iniziata. Nel caso di Roggero, invece, la domanda è stata presentata quando il gioielliere era già detenuto.

Il secondo motivo è legato alla precedente decisione della magistratura torinese. La stessa richiesta era infatti già stata presentata alla Sorveglianza di Torino quando Roggero era ancora libero ed era stata successivamente respinta.

Per i giudici milanesi, quella decisione è quindi sottoposta alle ordinarie regole di impugnazione.

La difesa aveva indicato anche altre possibilità

Nel provvedimento il collegio prende in considerazione anche le argomentazioni sostenute dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Stefano Marcolini, che aveva depositato una memoria il 10 settembre.

I magistrati definiscono il differimento richiesto un istituto di carattere eccezionale, richiamando anche il limite temporale di sei mesi entro il quale può essere concesso.

Secondo il Tribunale, per una persona che si trova già detenuta esistono altri strumenti previsti dalla legge che, quando ne ricorrono i presupposti, possono consentire un differimento della pena cosiddetto «secco» oppure la detenzione domiciliare.

Proprio la detenzione domiciliare era stata indicata dalla difesa come richiesta subordinata rispetto a quella principale.

Per Roggero, dunque, il risultato del nuovo pronunciamento è concreto: resta a Bollate, mentre il percorso giudiziario legato alla richiesta di differimento subisce un altro stop.

«Mario non è solo»: la reazione della Lega

La decisione di Milano ha fatto da sfondo a nuove prese di posizione a sostegno del gioielliere.

La Lega ha ribadito la propria vicinanza a Roggero e alla sua famiglia, annunciando la prosecuzione dell’impegno sul caso sia in Parlamento sia attraverso una raccolta fondi prevista a Pontida per contribuire alle spese legali.

«Tutta la nostra vicinanza a Mario Roggero e alla sua famiglia», ha dichiarato il partito.

Nella nota viene ricordato che Roggero ha 72 anni e che si trova in carcere lontano dalla moglie, dalle figlie e dai nipoti. La Lega ha quindi rilanciato il proprio sostegno alla sua vicenda.

La conclusione della nota è diventata anche il messaggio con cui il partito ha voluto accompagnare questa nuova fase: «Mario non è solo. Domenica anche Pontida sarà al suo fianco».

A Siena il Consiglio comunale vota una mozione a sostegno di Roggero

Un’altra iniziativa è arrivata dal Consiglio comunale di Siena, che ha approvato una mozione presentata dai consiglieri della Lega a sostegno della richiesta di grazia.

L’atto ha ottenuto 7 voti favorevoli, 5 contrari e un astenuto tra i 17 consiglieri presenti. Quattro consiglieri non hanno partecipato al voto, garantendo comunque il numero legale.

La mozione impegna il sindaco e la giunta senesi a esprimere, nel rispetto delle decisioni dell’autorità giudiziaria e delle prerogative costituzionali del Capo dello Stato, il sostegno del Comune alla richiesta di grazia.

È stata inoltre prevista la trasmissione dell’atto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al ministro della Giustizia e ai parlamentari eletti nel territorio toscano.

Il caso Roggero torna al centro del dibattito

Il nuovo pronunciamento giudiziario non cambia quindi la posizione attuale del gioielliere: Roggero resta detenuto a Bollate.

Sul piano giudiziario sono arrivati due stop ravvicinati alla richiesta di differimento, prima da Torino e ora da Milano. Parallelamente, continuano però le iniziative di chi sostiene la sua vicenda e chiede che venga valutata la domanda di grazia.

È proprio questo contrasto a riportare il caso sotto i riflettori: da una parte il carcere e le decisioni della magistratura di sorveglianza, dall’altra il sostegno che continua ad arrivare intorno alla figura del gioielliere.

Per ora, però, la situazione non cambia: Mario Roggero rimane a Bollate, dove si è costituito il 17 luglio e dove sta scontando la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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