Il dottor Stefano BramatiIl dottor Stefano Bramati

Il 64enne, medico di base e dermatologo da poco in pensione, era rientrato nell’abitazione dopo aver visto il fumo levarsi dal palazzo

Ha visto il fumo uscire dal suo appartamento e, invece di allontanarsi, è corso verso casa nel tentativo di intervenire. Una scelta che gli è costata la vita. Si chiamava Stefano Pietro Bramati, aveva 64 anni, era un medico di base e dermatologo da poco andato in pensione. È morto dopo essersi lanciato dal quarto piano della palazzina di via San Luigi, nella frazione San Damiano di Brugherio, in provincia di Monza e Brianza, per sfuggire al violento incendio che aveva ormai avvolto la sua abitazione.

La tragedia si è consumata nella serata di sabato, intorno alle 19.30, davanti agli occhi di residenti e soccorritori. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Vimercate, il medico è deceduto poco dopo il ricovero a causa delle gravissime lesioni riportate nella caduta.

Ha visto il fumo dal cortile ed è risalito nell’appartamento

Secondo una prima ricostruzione, Stefano Bramati si trovava all’esterno dell’edificio quando ha notato il fumo e le fiamme uscire dal suo appartamento, situato al quarto e ultimo piano della palazzina.

Per motivi ancora da chiarire, avrebbe deciso di risalire in casa. L’ipotesi è che abbia tentato di spegnere il principio d’incendio oppure di recuperare alcuni effetti personali prima che il rogo si propagasse.

Nel giro di pochi minuti, però, la situazione è precipitata. Le fiamme hanno rapidamente interessato anche il piano mansardato e la copertura in legno del tetto, trasformando l’appartamento in una trappola.

Intrappolato dalle fiamme, l’estremo tentativo di salvarsi

Rimasto senza possibilità di uscire dall’abitazione, il 64enne ha cercato rifugio sul balcone.

Quando si è reso conto di non avere più vie di fuga, ha preso la decisione disperata di lanciarsi nel vuoto da oltre dieci metri di altezza.

I primi ad arrivare sul posto sono stati gli agenti della Questura e le squadre dei Vigili del Fuoco. Secondo le testimonianze raccolte, il medico si era già gettato quando i soccorritori hanno raggiunto la palazzina.

Il personale sanitario del 118 ha avviato immediatamente le manovre di rianimazione, prima sul posto e poi durante il trasporto all’ospedale di Vimercate, ma ogni tentativo si è rivelato inutile.

Chi era Stefano Bramati

La notizia della sua morte ha profondamente colpito Brugherio.

Stefano Pietro Bramati era molto conosciuto in città per la sua lunga attività di medico di famiglia e dermatologo. Da poco aveva concluso la propria carriera professionale andando in pensione.

Al di fuori del lavoro coltivava una grande passione per la musica lirica. Frequentava abitualmente il Teatro alla Scala di Milano ed era lui stesso un apprezzato pianista.

Il suo gesto di tornare nell’appartamento in fiamme viene oggi ricordato con grande commozione da chi lo conosceva.

Palazzina evacuata, indagini sulle cause del rogo

L’incendio ha richiesto un massiccio intervento dei Vigili del Fuoco dei comandi di Monza e Brianza e Milano, che hanno operato con numerosi mezzi, tra cui autopompe, autobotti, autoscale e un carro soccorso.

Le fiamme sono state domate dopo diverse ore di lavoro, mentre l’edificio, dove vivono nove nuclei familiari, è stato evacuato per consentire le verifiche sulla sicurezza della struttura.

Le operazioni di bonifica e messa in sicurezza sono proseguite anche nelle ore successive.

La Procura apre un’inchiesta

Sull’accaduto è stata informata la Procura di Monza, che coordinerà gli accertamenti per chiarire l’origine dell’incendio.

Al momento le cause del rogo restano sconosciute e saranno gli investigatori, insieme ai rilievi dei Vigili del Fuoco, a stabilire dove siano partite le fiamme e cosa abbia provocato il devastante incendio.

La morte di Stefano Bramati lascia nello sconforto l’intera comunità di Brugherio, che perde un medico conosciuto e stimato, ricordato non solo per la sua professionalità ma anche per la sua umanità e per le passioni coltivate ben oltre la professione.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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