Fabio Grossi e Leo GullottaFabio Grossi e Leo Gullotta

Regista, attore e drammaturgo, Grossi si è spento a Roma dopo una vita condivisa con Gullotta

Quarant’anni insieme, il teatro condiviso, un matrimonio arrivato nel 2019 e una vita costruita lontano dai riflettori ma anche attraverso il palcoscenico. Fabio Grossi è morto oggi a Roma a 68 anni, lasciando un vuoto profondo nella vita e nel lavoro di Leo Gullotta, compagno di una vita. La loro storia era cominciata molto prima delle unioni civili e si era trasformata anche in un sodalizio artistico, con Grossi regista e Gullotta interprete di numerosi spettacoli.

Tra questi, In ogni vita la pioggia deve cadere, racconto di Papi e Piercarlo, due uomini che vivono insieme e si amano: una storia di “due vite che sono una vita”, diventata in teatro anche il racconto di una famiglia arcobaleno.

Oltre quarant’anni insieme, poi il matrimonio nel 2019

Fabio Grossi e Leo Gullotta avevano attraversato insieme oltre quattro decenni, tra vita privata, teatro e momenti difficili.

Nel 2019 avevano scelto di sposarsi, dopo l’introduzione in Italia della legge sulle unioni civili.

Gullotta aveva raccontato quel passaggio come la conquista di un diritto e di un riconoscimento arrivato dopo un’attesa durata troppo a lungo. Ma nelle sue parole emergeva soprattutto la dimensione privata di una relazione costruita nel tempo.

Anni definiti “rispettosi, affettuosi, amorosi”, vissuti attraverso una quotidianità nella quale l’amore, come aveva spiegato l’attore, si costruisce e si conquista anche attraversando le difficoltà.

Sul palco raccontavano una storia che era anche la loro

Il teatro è stato uno dei luoghi più importanti del loro legame.

In In ogni vita la pioggia deve cadere, scritto nel 2004, Grossi aveva portato in scena una storia incentrata su Papi e Piercarlo, due uomini che condividono una casa e un amore.

Non c’erano figli, ma due persone che avevano scelto di costruire insieme la propria esistenza. Una “famiglia arcobaleno” raccontata attraverso la quotidianità, le emozioni e gli ostacoli della vita.

Un testo che, riletto oggi, assume un significato ancora più particolare alla luce della lunga relazione tra Grossi e Gullotta.

Tredici spettacoli insieme: “Ottime fioriture”

Il loro rapporto professionale ha prodotto numerosi spettacoli.

Grossi e Gullotta hanno lavorato fianco a fianco in oltre tredici produzioni teatrali, con Fabio nel ruolo di regista e Leo in quello di interprete.

Tra i lavori realizzati insieme figurano Lapilli – Suoni e voci dall’isola, L’uomo, la Bestia e la Virtù, Il piacere dell’onestà, Le allegre comari di Windsor e Sogno di una notte di mezza estate.

Grossi aveva definito quelle esperienze “ottime fioriture”, un’espressione che restituisce bene il rapporto tra il loro percorso personale e quello artistico.

Una carriera cominciata in teatro

Nato a Roma il 29 gennaio 1958, Grossi aveva debuttato sul palcoscenico nel 1977 con L’uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello, diretto da Edmo Fenoglio.

Da allora aveva attraversato diversi territori dello spettacolo: teatro, cinema, televisione, radio, doppiaggio e pubblicità.

Nel 1979 era stato protagonista de L’uccellino azzurro, mentre due anni dopo era arrivato il debutto cinematografico con Mia moglie torna a scuola di Giuliano Carnimeo.

La sua filmografia comprendeva anche commedie come I fichissimi, Pierino contro tutti e L’amico di famiglia di Paolo Sorrentino.

Attore, regista e drammaturgo

Grossi aveva esordito in televisione nel 1980 con Black Out, programma diretto da Giancarlo Nicotra.

Nel teatro aveva poi sviluppato soprattutto la propria attività di regista e autore. Nel 2000, al Piccolo Eliseo di Roma, aveva scritto e diretto Figlio di madre vedova, spettacolo ispirato alla tragedia di Edipo e Giocasta.

Una carriera costruita dunque su più ruoli, senza mai separare completamente la scrittura dalla recitazione e dalla regia.

Il ricordo: “Un uomo generoso dal cuore nobile”

Tra i primi messaggi dedicati a Grossi c’è quello del Teatro L’Istrione, che lo ha ricordato come un amico caro e come un uomo generoso, dal cuore nobile.

Sui social dell’attore restano invece fotografie, ironia, ricordi della quotidianità e immagini del suo inseparabile Bulldog. Un racconto personale che si intreccia con quello professionale e con i tanti riconoscimenti ricevuti da Gullotta negli ultimi anni.

La casa di Fabio e Leo ora sarà più vuota

Poco più di due mesi fa Grossi aveva dovuto affrontare anche la perdita della madre, ricordandola sui social con una frase amara sulla morte e sulla necessità, per chi resta, di andare avanti.

In quei post aveva raccontato anche il valore della casa: un luogo da vivere attraverso emozioni, gioie e sofferenze.

È forse proprio quella casa il simbolo più forte della loro lunga storia.

Dopo oltre quarant’anni condivisi, il matrimonio e una straordinaria esperienza artistica vissuta fianco a fianco, la casa di Fabio e Leo sarà ora più vuota. Ma rimane tutto ciò che hanno costruito insieme, sul palco e nella vita.

Di Rosalyn Bianca

(Annarita Raiola): la passione per la televisione,la musica e il gossip sono state fonte di ispirazione per il suo percorso giornalistico. Un viaggio quotidiano che va dall’approfondita analisi dei programmi tv alle vicende dei personaggi che infiammano il web fino alle nuove tendenze musicali. In passato è stata voce di una radio locale a Serino, in provincia di Avellino.

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