L’uomo aveva rimproverato quattro o cinque ragazzi che da giorni si fermavano vicino casa
Un rimprovero per quei ragazzi che da giorni si fermavano vicino alla sua abitazione si sarebbe trasformato in una brutale aggressione. Un uomo di 69 anni è ora ricoverato in prognosi riservata dopo essere stato colpito alla nuca e aver perso l’equilibrio mentre si trovava su una piccola scala.
È precipitato da tre gradini, battendo violentemente la testa sull’asfalto e riportando un grave ematoma cerebrale, oltre alla frattura di un polso. È accaduto in una frazione di Ventimiglia, dove la Polizia di Frontiera sta cercando di identificare il gruppo di giovanissimi coinvolto. Secondo le prime testimonianze, si tratterebbe di ragazzi e ragazze appena adolescenti.
Il rimprovero, poi l’aggressione
Da alcuni giorni un gruppo composto da quattro o cinque giovani si sarebbe ritrovato nella zona dell’abitazione dell’anziano, a Ventimiglia.
La loro presenza avrebbe infastidito il 69enne, che li avrebbe invitati ad allontanarsi perché, secondo quanto riferito, disturbavano.
Gli investigatori stanno cercando di capire se si sia trattato di un episodio isolato oppure se nei giorni precedenti ci fossero già stati altri contrasti tra l’uomo e il gruppo.
Il pugno alla nuca e la caduta da tre gradini
Il momento decisivo sarebbe arrivato poco dopo il rimprovero.
Mentre l’anziano stava rientrando verso casa, due giovani del gruppo lo avrebbero seguito. Uno di loro, secondo le prime testimonianze raccolte, lo avrebbe colpito con un pugno alla nuca.
L’uomo avrebbe perso l’equilibrio proprio mentre si trovava su una scala di appena tre gradini. La caduta è stata violentissima: ha battuto la testa contro l’asfalto, riportando un grave trauma cranico.
Grave ematoma cerebrale: ricovero in prognosi riservata
Quando sono arrivati i soccorritori del 118 insieme agli agenti della Polizia di Frontiera, il gruppo di ragazzi era già sparito.
Il 69enne è stato trasportato in ospedale e le sue condizioni hanno imposto il ricovero in prognosi riservata. I medici stanno controllando l’evoluzione dell’ematoma cerebrale attraverso Tac eseguite a intervalli regolari, ogni dodici ore.
È inoltre in valutazione un eventuale trasferimento al Santa Corona di Pietra Ligure, centro di riferimento per la neurochirurgia.
La Polizia cerca i ragazzi: caccia alle immagini delle telecamere
Gli investigatori sono ora impegnati nel ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione e nell’identificare i componenti del gruppo.
La Polizia di Frontiera sta raccogliendo le testimonianze delle persone che hanno assistito, direttamente o indirettamente, a quanto accaduto e sta acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.
I filmati potrebbero rivelarsi decisivi per ricostruire gli spostamenti dei giovani prima e dopo l’aggressione.
Si attende la testimonianza della vittima
Un passaggio fondamentale dell’indagine sarà la possibilità di ascoltare direttamente il 69enne.
Gli investigatori attendono che le sue condizioni cliniche consentano di raccogliere la sua versione dei fatti. Il suo racconto potrebbe fornire elementi decisivi per stabilire chi lo abbia colpito, quante persone fossero presenti e cosa sia accaduto immediatamente prima della caduta.
Al momento, dunque, la ricostruzione resta affidata alle prime testimonianze e agli elementi raccolti dalla Polizia, mentre proseguono gli accertamenti per dare un nome ai responsabili dell’aggressione.

