I minori erano in vacanza con le famiglie e hanno accusato i malori dopo una giornata in spiaggia
Una giornata al mare, poi i malori: febbre, vomito, diarrea e dolori addominali. È quanto accaduto a un gruppo di bambini soggiornanti a Mandatoriccio, nel Cosentino, alcuni dei quali hanno dovuto ricorrere alle cure ospedaliere. Il primo bilancio comunicato dall’Asp di Cosenza parla di 19 minori tra i 2 e i 17 anni assistiti al presidio “Nicola Giannettasio” di Rossano; un ulteriore bambino è stato portato all’ospedale di Crotone.
La quasi totalità è già stata dimessa, mentre cinque sono stati ricoverati in via precauzionale. Il particolare che ora alimenta gli accertamenti è la giornata trascorsa in mare: nella zona è presente infatti uno scarico fognario con divieto di balneazione per 150 metri per lato. Al momento, però, non esiste alcuna prova che colleghi i malori alla qualità dell’acqua.
I malori dopo una giornata al mare
I bambini si trovavano a Mandatoriccio per una vacanza con i genitori, alloggiati in una struttura ricettiva della zona.
Secondo le prime informazioni, i sintomi sarebbero comparsi dopo una giornata trascorsa al mare e dopo il bagno. Dolori addominali, vomito, diarrea e febbre hanno spinto le famiglie a chiedere assistenza medica.
I piccoli sono stati accompagnati principalmente al presidio ospedaliero di Corigliano-Rossano, mentre un caso è stato indirizzato all’ospedale di Crotone.
C’è uno scarico fognario: divieto di balneazione per 150 metri
È questo uno degli elementi che dovrà essere verificato dagli operatori sanitari.
Nella zona interessata è infatti presente uno scarico fognario, con un divieto di balneazione previsto per un tratto di 150 metri a destra e 150 metri a sinistra.
Non è però al momento chiaro in quale punto della costa abbiano fatto il bagno i bambini e, soprattutto, non è stata accertata alcuna relazione tra l’acqua e i sintomi accusati.
Per stabilire se possa esistere un collegamento saranno necessarie ulteriori analisi.
L’Asp: 19 minori assistiti, cinque ricoverati
L’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza ha precisato che, tra il pomeriggio di ieri e l’intera giornata odierna, la rete dell’emergenza-urgenza e l’Unità operativa complessa di Pediatria dello Spoke di Corigliano-Rossano hanno preso in carico 19 minori, di età compresa tra 2 e 17 anni.
La maggior parte presentava forme lievi ed è stata dimessa dopo le prime terapie di reidratazione.
Per cinque bambini i medici hanno invece scelto il ricovero precauzionale, così da poterli tenere sotto osservazione e somministrare le terapie di supporto necessarie. I parametri vitali sono stabili e nessuno è in condizioni critiche.
L’ipotesi dei pediatri: una forma virale
Il direttore dell’Uoc di Pediatria, Francesco Morrone, ha fornito rassicurazioni sull’evoluzione clinica dei pazienti.
La rapidità della comparsa dei sintomi e le caratteristiche della sintomatologia, secondo la valutazione preliminare dei sanitari, orientano soprattutto verso una possibile origine virale.
Non si tratta tuttavia di una diagnosi definitiva. I laboratori stanno effettuando gli esami necessari per individuare con maggiore precisione la causa dei disturbi.
Esclusa per ora l’ipotesi del cibo contaminato
Un altro elemento emerso dagli accertamenti riguarda l’alimentazione.
Al momento sembrerebbe esclusa l’ipotesi di un alimento contaminato come origine dei malori. Anche in questo caso, però, saranno gli accertamenti sanitari a fornire un quadro definitivo.
Il Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Cosenza ha già attivato l’indagine epidemiologica per ricostruire ogni singolo caso e verificare l’eventuale presenza di un fattore comune.
Analisi sull’acqua e accertamenti sul territorio
Oltre agli esami clinici e coprocolturali sui pazienti, sono in corso accertamenti tecnici e ambientali.
L’obiettivo è verificare ogni possibile elemento di correlazione, compresa la situazione delle acque nella zona frequentata dai bambini.
Per ora, dunque, la cautela è d’obbligo: il fatto che i malori siano comparsi dopo una giornata al mare non dimostra che siano stati provocati dall’acqua.
L’Asp invita la popolazione a fare riferimento esclusivamente alle comunicazioni ufficiali e ha assicurato che renderà noti gli esiti delle analisi non appena saranno disponibili.

