Il papà aveva dimenticato il figlio in autogrillIl papà aveva dimenticato il figlio in autogrill

L’allarme dopo la telefonata di un dipendente: ritrovato oltre due ore dopo

Un viaggio in auto si è trasformato in un enorme spavento in Spagna, dove un padre ha percorso circa 140 chilometri senza accorgersi che il figlio di 10 anni non era più a bordo. Il bambino era rimasto solo in un’area di servizio lungo l’autostrada A-66, nei pressi di Aldea del Cano, nella provincia di Cáceres, dopo essere sceso dall’auto senza che nessuno dei suoi accompagnatori si accorgesse che non era risalito.

L’episodio, riferito dai media spagnoli e dalla Guardia Civil, è avvenuto domenica sera intorno alle 20:30. A bordo dell’auto c’erano il padre, un suo amico e il fratello del bambino, di sette anni. Una situazione apparentemente ordinaria che, nel giro di pochi minuti, si è trasformata in un’emergenza.

Il bambino scende dall’auto, ma nessuno si accorge che manca

A ricostruire i momenti decisivi sono state anche le telecamere di sicurezza dell’area di servizio. Le immagini avrebbero mostrato il bambino mentre scendeva dal veicolo. Quando il mezzo è ripartito, però, nessuno dei presenti si sarebbe accorto che il piccolo non era risalito.

L’auto ha quindi proseguito il viaggio verso nord mentre il bambino è rimasto nell’area di servizio.

A quel punto è stato un dipendente della stazione di servizio a dare l’allarme, contattando il numero di emergenza 062 della Guardia Civil. Gli agenti hanno raccolto le informazioni disponibili e, una volta appreso che il veicolo aveva continuato a viaggiare verso nord, hanno fatto scattare le ricerche.

Il tempo era un elemento fondamentale: bisognava individuare rapidamente l’auto e avvisare la famiglia della presenza del bambino rimasto indietro.

L’auto individuata dopo circa due ore e mezza

L’operazione si è conclusa intorno alle 23:00, quando una pattuglia della Guardia Civil ha individuato il veicolo nei pressi di Hervás, sempre nella provincia di Cáceres.

A quel punto erano trascorse circa due ore e mezza dall’allarme e l’auto aveva percorso approssimativamente 140 chilometri dall’area di servizio nella quale era stato lasciato il bambino.

Nel frattempo, il piccolo era rimasto affidato alle cure degli agenti della Guardia Civil, in attesa di poter essere ricongiunto con la propria famiglia.

L’episodio si è quindi concluso senza conseguenze fisiche per il bambino, ma con uno spavento enorme per tutti i protagonisti.

La Guardia Civil: «Controllare sempre che tutti siano risaliti»

Le forze dell’ordine spagnole ha utilizzato l’accaduto anche per lanciare un messaggio agli automobilisti, soprattutto a chi viaggia con bambini.

«Questo caso ci ricorda l’importanza di verificare, prima di proseguire il viaggio, che tutti gli occupanti siano rientrati nel veicolo, soprattutto quando si viaggia con bambini», hanno sottolineato gli agenti.

Un controllo che, spiegano, richiede soltanto pochi secondi ma può evitare situazioni potenzialmente molto pericolose. Nel caso avvenuto lungo la A-66, infatti, il bambino è rimasto solo nell’area di servizio mentre l’auto della famiglia si allontanava sempre di più.

La vicenda si è fortunatamente conclusa con il ricongiungimento del minore alla famiglia, ma ha lasciato dietro di sé una domanda semplice quanto fondamentale per chiunque si fermi durante un lungo viaggio: prima di ripartire, controllare che tutti siano nuovamente a bordo può davvero fare la differenza.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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