La vittima è morta in ospedale: era appena rientrata dalla spesa. Il presunto aggressore è ancora ricercato
È morto poco dopo essere arrivato in ospedale l’uomo di 61 anni, di origine marocchina, aggredito nella serata di venerdì 4 settembre a Udine, in via Castions di Strada. Era stato colpito violentemente mentre stava tornando a casa dopo aver fatto la spesa. Per gli investigatori, dietro l’agguato ci sarebbe una vicenda familiare che aveva già raggiunto un punto di rottura.
Il presunto aggressore sarebbe infatti l’ex compagno della sorella della vittima, una relazione terminata circa un mese fa e che l’uomo, secondo quanto riferito agli inquirenti, non avrebbe accettato.
Pochi giorni prima avrebbe anche minacciato la donna. La frase riferita dalla sorella agli investigatori è pesantissima: «Ti brucio».
Ora il fratello della donna è morto e il presunto responsabile è fuggito, facendo perdere le proprie tracce.
La tragedia mentre tornava a casa con le buste della spesa
Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, il 61enne stava camminando lungo la strada con le borse della spesa quando sarebbe stato sorpreso dal suo aggressore.
L’uomo sarebbe stato colpito con estrema violenza e sarebbe caduto a terra. Le prime informazioni avevano indicato anche un possibile cacciavite come arma, ma questa circostanza è ancora oggetto di accertamenti.
Il ferito è stato soccorso dopo l’allarme lanciato dai residenti. Sul posto sono arrivati rapidamente i sanitari del 118 e le forze dell’ordine.
Le condizioni del 61enne sono apparse immediatamente disperate. Trasportato d’urgenza al Santa Maria della Misericordia di Udine, è morto poco dopo il suo arrivo al pronto soccorso.
La sorella aveva chiuso la relazione: «Non l’aveva mai accettato»
A ricostruire il possibile movente è stata la sorella della vittima, Laika.
La donna avrebbe raccontato agli investigatori di aver deciso di interrompere la relazione con l’uomo circa un mese fa. Una scelta che l’ex compagno non avrebbe accettato.
La tensione sarebbe ulteriormente aumentata nei giorni scorsi. Circa tre giorni prima dell’agguato, secondo quanto riferito, l’uomo si sarebbe presentato sul luogo di lavoro di Laika per incontrarla.
Lei avrebbe rifiutato il confronto. Ed è in quella circostanza che sarebbe arrivata la minaccia: «Ti brucio».
L’ipotesi investigativa è che, non riuscendo a raggiungere la donna, l’uomo abbia poi rivolto la propria rabbia contro il fratello.
Si tratta comunque di una ricostruzione ancora in fase di verifica, sulla quale stanno lavorando Carabinieri e Polizia di Stato.
Il cacciavite trovato vicino al corpo e la fuga nei campi
Dopo l’aggressione, il presunto responsabile si sarebbe dato immediatamente alla fuga, dirigendosi a piedi verso i campi della zona.
È quindi scattata una vera e propria caccia all’uomo, con le forze dell’ordine impegnate nel tentativo di individuare il fuggitivo.
Un elemento ancora da chiarire riguarda proprio l’arma utilizzata.
Il cacciavite è stato trovato vicino al corpo della vittima, ma secondo alcune testimonianze raccolte sul posto potrebbe essere stato lo stesso 61enne a impugnarlo nel tentativo di difendersi. L’aggressore avrebbe invece utilizzato un coltello.
La dinamica dovrà essere ricostruita attraverso le testimonianze, i rilievi scientifici e gli altri elementi acquisiti durante le indagini.
«Abbiamo paura»: quartiere sotto choc
Via Castions di Strada è stata isolata per consentire agli investigatori di effettuare i rilievi. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, gli agenti della Polizia di Stato e la pm Letizia Puppa.
I residenti hanno assistito con preoccupazione alle operazioni e alla ricerca del fuggitivo. «Abbiamo paura», hanno raccontato alcuni abitanti della zona.
Secondo quanto riferito da testimoni presenti sul posto, il presunto aggressore potrebbe essere stato riconoscibile anche per una maglia arancione. Le informazioni sono state raccolte dagli investigatori nel tentativo di individuarlo.
Il giorno prima il danneggiamento dell’auto
C’è infine un altro episodio che potrebbe essere collegato alla vicenda.
Il cognato della vittima, 63 anni, avrebbe raccontato al Messaggero Veneto che il presunto aggressore sarebbe lo stesso uomo che, il giorno precedente, avrebbe danneggiato la sua automobile.
Anche quell’episodio era stato segnalato ai carabinieri.
Ora gli investigatori dovranno ricostruire il filo degli avvenimenti, verificare le minacce denunciate dalla donna, accertare chi abbia materialmente colpito il 61enne e capire quale arma sia stata effettivamente utilizzata.
La certezza, al momento, è una sola: un uomo è morto dopo essere stato aggredito in strada e il presunto responsabile è ancora ricercato.

