Tragico incidente al Rally Mille MigliaTragico incidente al Rally Mille Miglia

Francesco de Pasquale era arrivato da Caselle Torinese con la moglie per assistere alla corsa: la donna è rimasta ferita

Una giornata di festa per gli appassionati di motori si è trasformata in una tragedia al 49° Rally 1000 Miglia. Durante la quarta prova, nel territorio di Bione, in Valsabbia, nel Bresciano, un’auto in gara è uscita dal tracciato e ha travolto una persona che si trovava a bordo strada.

La vittima è il 63enne Francesco de Pasquale ed era di Caselle Torinese ed era appassionato di auto. Era arrivato in provincia di Brescia insieme alla moglie proprio per assistere alla gara. L’uomo è morto a causa delle gravissime ferite riportate nell’impatto, mentre la donna è rimasta illesa. L’uomo è stato investito mentre scattava delle foto.

L’incidente ha provocato l’immediata sospensione del Rally Mille Miglia.

L’auto numero 42 esce di strada e travolge lo spettatore

L’incidente è avvenuto nel pomeriggio di sabato 5 settembre, al termine della quarta prova speciale, lungo il tratto compreso tra Casto e Bione.

Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, la vettura numero 42 sarebbe uscita di strada in prossimità della penultima curva, finendo fuori dal percorso di gara e travolgendo il 63enne che stava assistendo alla competizione.

La dinamica esatta deve ancora essere ricostruita e sarà necessario attendere gli accertamenti effettuati sul posto per stabilire con precisione perché l’auto abbia perso il controllo e come sia avvenuto l’impatto.

Per l’uomo non c’è stato nulla da fare.

La moglie ferita, poi la decisione di fermare la gara

La moglie di Francesco de Pasquale è stata sottoposta alle cure del personale sanitario solo a scopo precauzionale. La donna era visibilmente sotto choc.

Nel frattempo, la gravità dell’accaduto ha portato la direzione di gara a interrompere la manifestazione. Gli organizzatori hanno confermato l’incidente mortale e la decisione di sospendere la competizione.

L’atmosfera è diventata immediatamente surreale lungo il percorso, mentre soccorritori, forze dell’ordine e organizzatori si concentravano sull’emergenza e sulla ricostruzione di quanto accaduto.

Niente arrivo in centro a Brescia: equipaggi trasferiti a Montichiari

La sospensione ha avuto conseguenze anche sul programma della giornata.

Il Rally Mille Miglia non si è concluso nel centro di Brescia, come previsto inizialmente. Agli equipaggi è stato infatti comunicato di trasferirsi al Centro Fiera di Montichiari.

La decisione è stata presa mentre la situazione sul luogo dell’incidente restava al vaglio delle autorità e degli organizzatori.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Stradale, impegnati insieme agli altri operatori nei rilievi necessari per ricostruire l’incidente e verificare anche il rispetto delle condizioni di sicurezza lungo il percorso.

Un altro incidente aveva già segnato la giornata

La tragedia di Bione è arrivata al termine di una giornata già caratterizzata da un altro grave incidente.

In mattinata, l’equipaggio del pilota Alessandro Re era infatti finito in una scarpata. I due componenti dell’equipaggio sono stati successivamente elitrasportati in ospedale.

Nessuno dei due, secondo le informazioni disponibili, sarebbe in pericolo di vita.

Il Rally 1000 Miglia era già stato inoltre segnato, nella giornata precedente, dall’incendio dell’auto di Pedersoli, uno dei piloti più attesi dal pubblico bresciano.

La corsa si ferma dopo la tragedia

La morte del 63enne ha quindi cambiato completamente il volto della giornata. Quella che doveva essere una delle prove più attese del Rally Mille Miglia si è trasformata nel teatro di un incidente mortale.

Gli accertamenti dovranno ora chiarire come e perché la vettura sia uscita dal percorso e quali siano state le circostanze che hanno portato l’auto a travolgere lo spettatore.

Per il momento, la certezza è quella di una vittima e di una gara ufficialmente interrotta. Il 63enne era arrivato da Torino con la moglie per vivere una giornata dedicata alla sua passione per i motori. È morto invece lungo il percorso di una competizione che, dopo la tragedia, non ha più potuto continuare come

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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