Catherine e NathanCatherine e Nathan

Catherine e Nathan: «I nostri figli sono lontani da casa da dieci mesi». L’avvocato denuncia ritardi nell’attuazione del percorso deciso dal Tribunale

«Una decisione che ci spezza il cuore». Catherine e Nathan, i genitori dei tre bambini della cosiddetta Famiglia nel bosco, tornano a parlare dopo il provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila e annunciano un nuovo ricorso. La decisione aveva aperto la strada a un ricongiungimento graduale dei figli con la famiglia, ma attraverso un percorso a tappe, sotto il controllo dei servizi sociali e con verifiche sul reinserimento dei minori.

Nel video diffuso dall’avvocato Simone Pillon, i due genitori raccontano però una situazione ancora lontana dall’obiettivo che chiedono da mesi: il ritorno dei bambini a casa.

«I nostri tre figli sono separati da casa e dai loro genitori da ormai dieci mesi», affermano Catherine e Nathan. E proprio quello che dovrebbe essere il percorso di rientro, secondo i genitori, rischia ora di trasformarsi in una nuova lunga attesa.

«Dovranno fare avanti e indietro senza una prospettiva chiara»

Nel loro messaggio, i genitori contestano soprattutto le modalità con cui dovrebbe essere attuato il provvedimento.

«Dovranno fare avanti e indietro senza una chiara prospettiva per il loro futuro, rimanendo in una casa famiglia chissà per quanto tempo», sostengono.

Catherine e Nathan ribadiscono quindi quella che è la loro richiesta centrale: riportare i tre bambini a casa a Palmoli.

«Rimaniamo convinti dell’urgenza di riportare i nostri preziosi bambini alla sicurezza, alle cure e all’amore della loro famiglia», affermano.

Una posizione che si intreccia con le preoccupazioni espresse dai genitori per la salute dei figli. Nel video sostengono che i medici che seguono i bambini avrebbero indicato come prioritario il ritorno a casa.

«La salute dei bambini è a grave rischio e l’unico modo per ridurre tale rischio è riportarli immediatamente a casa», riferiscono Catherine e Nathan, accusando le istituzioni di non aver tenuto sufficientemente conto di questa indicazione.

Il nodo della scuola pubblica e dell’istruzione domiciliare

Un altro punto di contrasto riguarda l’istruzione.

I genitori spiegano che i tre bambini saranno iscritti alla scuola pubblica, nonostante fosse stato presentato un progetto di istruzione domiciliare.

«Abbiamo presentato un programma dettagliato di istruzione domiciliare, simile a quello seguito fino ad oggi», affermano.

Per Catherine e Nathan, la scelta adottata non rispetterebbe quelli che considerano i loro diritti e quelli dei figli.

«Riteniamo che questa decisione non rispetti i nostri diritti e quelli dei nostri figli», sostengono. Da qui l’annuncio: «Faremo ricorso, come previsto dalla legge».

Nel ricorso, spiegano, chiederanno che vengano valutate sia «le esigenze di salute dei nostri figli» sia «il nostro e il loro diritto all’istruzione domiciliare».

Pillon: «I rientri a Palmoli non sono ancora stati avviati»

A denunciare difficoltà nell’attuazione concreta del provvedimento è anche l’avvocato Simone Pillon.

In una nota diffusa a pochi giorni dalla decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, il legale sostiene che il Servizio sociale affidatario non avrebbe ancora dato seguito operativo al percorso di rientro.

«Spiace prendere atto che il Servizio sociale affidatario abbia rimandato sia la propria disponibilità sia, e ciò che è più grave, la concreta applicazione dei rientri a Palmoli dei minori», afferma Pillon.

Secondo il legale, subito dopo la comunicazione del decreto era stata chiesta una riunione tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti per affrontare gli aspetti pratici del percorso.

Pillon sostiene che tutrice, curatrice e medici della Neuropsichiatria infantile di Atessa avrebbero dato immediatamente la loro disponibilità. Diversa, invece, la risposta che il legale attribuisce al servizio sociale affidatario.

«Nessuna data e nessun programma di rientro»

L’avvocato riferisce inoltre di aver ricevuto giovedì rassicurazioni verbali sulla possibilità di una comunicazione via email entro venerdì 4 settembre. «Sono rimaste lettera morta», sostiene.

Al momento, secondo la ricostruzione fornita dal legale, il programma di rientro non sarebbe ancora partito e non sarebbe stata fissata neppure una data per l’incontro richiesto tra le parti.

I tre bambini, dallo scorso novembre, si trovano nella casa-famiglia di Vasto, mentre la decisione del Tribunale aveva indicato un percorso progressivo per il loro ritorno alla famiglia.

È proprio sulla distanza tra il contenuto del provvedimento e la sua applicazione concreta che ora si concentra il nuovo scontro.

«Che il dolore diventi una luce di cambiamento»

Nel loro video Catherine e Nathan raccontano anche di aver ricevuto numerosi messaggi da altre famiglie.

«Con grande coraggio molti ci hanno scritto, condividendo le loro tristi storie e rivelandoci ciò che molte famiglie in Italia e nel mondo sono costrette a subire», affermano.

Secondo i genitori della famiglia nel bosco, la loro vicenda avrebbe quindi acceso un confronto più ampio sulla separazione dei minori dalle famiglie.

«Troppi bambini come i nostri sono stati separati dai genitori e dalle loro case e anche loro hanno bisogno di aiuto», sostengono.

Il messaggio finale guarda quindi oltre il caso specifico: «Ci auguriamo che il dolore della nostra storia possa essere una luce di cambiamento, un cammino verso la libertà in un tunnel oscuro per tutte le famiglie e i bambini».

Intanto, sul piano giudiziario, Catherine e Nathan preparano il ricorso, mentre il loro legale continua a chiedere che il percorso previsto dal Tribunale diventi concretamente operativo. Il punto decisivo resta uno: capire quando e con quali modalità i tre bambini potranno iniziare davvero il loro rientro a Palmoli.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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