Luna DarrinLuna Darrin

La giovane artigiana veneziana era tra le protagoniste di Custodi, figlia d’arte delle perle veneziane

Doveva essere il giorno in cui il pubblico avrebbe conosciuto la sua storia. È diventato invece il giorno del ricordo di Luna Darin, 37 anni, una delle più giovani eredi dell’antica tradizione dei perlai veneziani, morta il giorno precedente dopo un rapido peggioramento delle condizioni di salute legato al virus West Nile.

Ieri, al Lido di Venezia, durante la Mostra del Cinema, è stato infatti proiettato Custodi. L’eredità culturale di Venezia, il documentario voluto dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Venezia.

Tra le protagoniste c’era proprio Luna, che aveva dedicato la propria vita alla lavorazione delle perle di vetro. Il film racconta due antiche attività artigianali veneziane: quella delle perle e quella del merletto di Burano e Pellestrina.

La zanzara a fine agosto e il rapido peggioramento

A fine agosto Darin era stata punta da una zanzara che le aveva trasmesso il West Nile. La situazione clinica si sarebbe rapidamente aggravata anche a causa di una malattia autoimmune con cui conviveva da anni e che era stata tenuta sotto controllo con i farmaci.

Prima ricoverata all’ospedale Civile di Venezia, era stata successivamente trasferita a Padova. I medici avevano tentato anche la strada del trapianto, che però non è stato possibile effettuare.

Luna si è spenta mercoledì, lasciando la famiglia e la comunità dei perlai veneziani proprio alla vigilia della proiezione nella quale avrebbe dovuto essere raccontata la sua attività.

I genitori al Lido per il documentario della figlia

Al momento della proiezione, allo spazio Eventi dell’Hotel Excelsior, c’erano anche i genitori Liliana e Paolo.

La madre ha raccontato la difficoltà di trovare la forza per essere presente in un appuntamento che avrebbe dovuto celebrare la figlia.

«Abbiamo dovuto trovare la forza di esserci. Lei è la protagonista di tutto. È il suo film. Luna è nata e cresciuta tra le perle», ha detto Liliana Vianello.

La proiezione si è trasformata così in un omaggio alla giovane artigiana, diventata suo malgrado protagonista di una giornata segnata dalla sua assenza.

«Vederla sullo schermo e percepire la sua assenza»

Grande commozione anche nelle parole di Marisa Convento, presidente del Comitato per la salvaguardia dell’arte delle perle di vetro veneziane.

«Vederla sullo schermo e percepire la sua assenza è stato così brutale», ha raccontato, ricordando Luna come una presenza giovane ma già importante all’interno della comunità degli artigiani.

«Lei era la più giovane di tutti noi, ma sempre attiva, presente, piena di vita. Ma anche rispettosa dei colleghi, amata da tutti. Un carattere solare», ha aggiunto Convento.

Negli ultimi mesi Darin era particolarmente felice per l’apertura di un nuovo laboratorio, che rappresentava per lei l’inizio di una nuova fase professionale.

«Si affacciava a un nuovo capitolo di vita, con tanta voglia di fare, di creare», ha ricordato Convento.

L’autopsia per chiarire le cause della morte

La rapidità con cui la malattia ha compromesso le condizioni di Luna ha sorpreso anche i medici.

«Sono stati tutti bravissimi, sia a Venezia che a Padova. Hanno fatto di tutto per salvare mia figlia», ha raccontato la madre. Ora sarà eseguita un’autopsia per approfondire le cause del rapido peggioramento.

Nel frattempo, gli accertamenti dell’Ulss 3 hanno stabilito che quello di Luna Darin è stato un caso isolato di West Nile. Secondo quanto riferito, non sono quindi previsti interventi di disinfestazione sulla base della normativa vigente.

La sua storia, però, rimarrà impressa proprio nel documentario che avrebbe dovuto celebrarne l’arte. Luna Darin non ha fatto in tempo a vedere il film che raccontava la sua passione per le perle veneziane: a vederlo al suo posto sono stati i suoi genitori, il giorno dopo la sua morte.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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